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Streaming illegale e IPTV: ecco come funziona il “Pezzotto” e quanto è facile abbonarsi

Streaming illegale e IPTV: ecco come funziona il “Pezzotto” e quanto è facile abbonarsi

Lo streaming illegale delle IPTV torna d’attualità con l’intervento della Guardia di Finanza che ha denunciato un uomo di Varese responsabile della vendita di abbonamenti pirata in tutta Italia, attraverso accordi presi su Internet con i vari fruitori sparsi nel Paese. Oltre a lui, è stata notificata una denuncia per ricettazione verso oltre 1800 “clienti” che avevano accesso ai contenuti a pagamento di Sky, Dazn, Disney+ e Mediaset Premium, individuati attraverso tracciamento bancario.

Ma il problema delle IPTV non nasce oggi, anzi. Le forze dell’ordine stanno combattendo da anni per estirparlo ma, periodicamente, spuntano nuove organizzazioni dedite alla proliferazione dello streaming illegale.

L’operazione Perfect Storm

E’ passato quasi un anno dalla maxi operazione della Guardia di Finanza denominata “Perfect Storm”  del novembre 2020 che ha portato all’oscuramento di oltre 5000 mila siti, piattaforme, server e canali telegram di streaming illegali di partite di calcio e televisioni satellitari. L’intervento della GdF ha riguardato 19 paesi nei quali l’organizzazione attraverso la famigerata IPTV riusciva a guadagnare e a sottrarre oltre 10 milioni di euro all’anno ai detentori dei diritti tv.

A rischiare però non ci sono solo i gestori di questo giro illegale di affari ma anche gli utenti finali che ogni volta rischiano oltre a una multa salata (fino a 25 mila euro) anche la reclusione (fino a 3 anni) sebbene è sempre difficile che possa accadere qualcosa visto il grande numero di fruitori (si parla di oltre 5 milioni utenti).

I precedenti interventi della Guardia di Finanza

Con l’operazione “Free Football” condotta dalla Guardia di Finanza di Brescia nel settembre 2019 venne sferrato un duro colpo allo Streaming illegale e alla famigerata IPTV. Vennero oscurati 114 i siti illegali, cercando di arginare un fenomeno sempre più in crescita non solo per guardare il calcio a prezzi stracciati (attraverso Sky e DAZN) ma anche poter usufruire dei servizi di streaming forniti dalle piattaforme di film/serie tv come Netflix o Amazon Prime. Non è la prima volta che si interviene fortemente per fermare la pirateria e l’illegalità in questo settore ma, la cronaca ci insegna, per ogni sito fuori norma che viene chiuso, se ne apre un altro o si cercano soluzioni alternative per aggirare il problema.

Nel 2018 erano 18.000 gli streaming illegali bloccati dall’inizio del Campionato di Serie A. Un dato enorme che rivela una crescita esponenziale di un fenomeno che arreca pesanti danni economici ai detentori dei diritti tv e che ha messo in allarme la Guardia di Finanza così come la Lega di Serie A e il Garante delle Comunicazioni. E se una volta l’unico pericolo era il famoso sito Roja Directaripetutamente chiuso e ogni volta ripetutamente riaperto, oggi la vera minaccia è rappresentata dall’IPTV, il “pezzotto” come viene chiamato. Ma la facilità con cui si riesce ad ottenere l’IPTV rende quasi impossibile arginare il proliferarsi di abbonamenti illegali che consentono di avere in visione praticamente tutta la pay-tv a prezzi molto più bassi rispetto a quelli legali.

Nel febbraio 2020 per la prima volta in Italia vennero denunciate 223 persone come utenti che hanno usufruito delle IPTV, lo streaming illegale da tempo sotto la lente delle indagini della Guardia di Finanza. Il reato prefigurato sarebbe la ricettazione oltre alla confisca di televisore, pc, decoder e altri device secondo la legge del diritto d’autore. La pena prevede la reclusione fino a otto anni e una multa fino a 25mila euro. La GdF fece sapere che questa operazione rappresenta la punta dell’iceberg e che nel giro di poco tempo altre persone che utilizzano le IPTV saranno individuate e rintracciate. Il problema dello streaming illegale ha radici lontane, come dimenticare il noto, ormai divenuto leggendario, sito Roja Directa e negli anni sono stati fatti grandi sforzi per limitare il fenomeno che sembra rinascere dalle sue ceneri ogni volta che viene “ucciso”. Ultimamente, però sembra che le cose stiano cambiando.

Che cos’è l’IPTV?

L’IPTV (Internet Protocol Television) è un sistema di trasmissione di segnali televisivi su reti informatiche basate sui protocolli TCP/IP, in particolare sulla rete Internet. Da qualche anno, sfruttando questo sistema e pagando dai 10 ai 20 euro al mese, è possibile sottoscrivere abbonamenti, del tutto illegali, che permetto la visione di tutti i canali Sky e DAZN. E non solo.

Come ci si abbona a IPTV

Nel cappello introduttivo abbiamo menzionato il fatto che la GdF ha oscurato 15 siti. Oscurare però vuol dire interdire l’accesso ai possessori di indirizzo IP italiano. Vien da sè quindi che questo ostacolo è facilmente superabile cambiando indirizzo IP con una delle tantissime estensioni a disposizione dei browser o addirittura con un servizio di VPN free o a pagamento. Al di là di questo, se proprio non vogliamo o non siamo in grado di cambiare il nostro indirizzo non importa: i siti oscurati sono un numero esiguo rispetto a quelli ancora visibili e accessibili anche con IP Italiano. Basta cercare abbonamento IPTV o forum IPTV sul motore di ricerca.

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Sito non raggiungibile con IP italiano

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Sito raggiungibile con IP Americano

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I risultati della Ricerca IPTV Forum

Questi siti nel 90% dei casi sono dei forum dove ci sono svariati topic e dove all’interno di essi ci sono le specifiche (quali canali e pacchetti vengono offerti), il prezzo ed il contatto Skype con cui mettersi in contatto.

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I topic del forum che vendono abbonamenti IPTV

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IPTV: il gioco è fatto

Una volta preso il contatto Skype, si apre il  programma, si aggiunge il contatto ed il gioco ha inizio. Ci si scambiano i convenevoli di rito e poi si va al sodo. I rivenditori più seri offrono una prova gratuita del servizio per un’ora su tutti i canali, mentre il tempo si restringe a 20 minuti per gli eventi live come le partite. Alla fine della prova se soddisfatti si passa al pagamento. Viene chiesto di utilizzare Paypal scegliendo la modalità “parenti ed amici” così da pagare commissioni misere e  soprattutto si è avvertiti che l’email di chi riceverà i soldi non è del venditore ma quella di un suo amico. Una volta avuta la sicurezza del pagamento, vi arriverà il link con cui scaricherete il file .m3u da mettere sul vostro smartphone, tablet, pc o smart tv e cominciare la visione. Verrete anche inseriti in un gruppo speciale insieme a tutti gli “abbonati” dove si potranno segnalare eventuali problemi di visione.

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La conversazione Skype e l’acquisto di un abbonamento

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Il gruppo per segnalare problemi di visione

IPTV: il boom del “pezzotto”

Gli abbonati dei servizi IPTV, grazie al passaparola, sono cresciuti enormemente recando un ingente danno alle Pay TV. Secondo TuttoSport  ammonterebbe a 350 milioni di euro di guadagni persi con 1,2 milioni di utilizzatori dello streaming. Ricordiamo che il servizio è illegale e che non rischia solo chi vende questo servizio ma anche chi ne usufruisce. Come accaduto in questi giorni.

Nonostante le email temporanee, l’account Paypal di un amico, l’utilizzo di Skype ecc, è sempre possibile risalire sia a chi vende sia a chi compra. Uomo avvisato, mezzo salvato.

 

A cura di

Nato a Roma nel 1990, anno delle notti magiche. Ex giocatore di basket, nonostante gli studi in legge, dopo una lunga parentesi personale negli States, decide di seguire la sua passione per lo sport e per il giornalismo. Giornalista iscritto all'albo, da quattro anni vice caporedattore di GiocoPulito.it, speaker radiofonico a Tele Radio Stereo e co-conduttore a TeleRoma 56.

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