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Olimpiadi a picco: se il CIO deve scendere a patti per rifilare i Giochi a qualcuno

I dirigenti della città di Los Angeles hanno annunciato un accordo con il Comitato Olimpico Internazionale per ospitare le Olimpiadi del 2028, lasciando così i Giochi 2024 a Parigi. Una vera e propria trattativa, quella che è andata avanti in questi mesi e che ha portato a questo accordo a dir poco sorprendente.

Il sindaco di Los Angeles, Eric Garcetti, ha commentato in maniera positiva la notizia:  “Sappiamo che dovremo onorare l’eredità olimpica e dovremo farlo nel migliore dei modi”. In tutti i modi si tratta di una procedura piuttosto inusuale per quanto riguarda il comitato olimpico. Una trattativa con Los Angeles e Parigi che mette fine quindi alla corsa ai Giochi olimpici per i prossimi 10 anni. Una vittoria per tutti: per Parigi che avrà quindi i suoi giochi nel 2024 e per Los Angeles che, temendo di perdere il confronto con la capitale francese, ha preferito differire l’impegno olimpico di 4 anni per provare a riproporre il modello, vincente, dei Giochi del 1984. Un successo anche per il Cio che stava avendo non poche difficoltà a trovare città disponibili a candidarsi per ospitare i giochi. Una questione che stava diventando sempre più annosa, e che per il momento, l’accordo Parigi-Los Angeles-Cio, ha risolto in maniera positiva. Dopo i ritiri di Roma, Budapest e Amburgo, il Cio aveva paura di non avere più città pronte ad ospitare i Giochi. Con questa duplice soluzione, invece, si risolve il problema e si da ossigeno alle casse del Cio sempre più in difficoltà. In America sono convinti che questi altri 4 anni di preparazione ai Giochi possano essere solamente positivi, per permettere alla città degli Angeli di prepararsi al meglio, consentendo una maggiore espansione del sistema metropolitano della città.

I Dettagli dell’accordo- Secondo l’accordo, il CIO darà almeno 1,8 miliardi di dollari alla commissione organizzatrice di Los Angeles ed effettuerà un pagamento anticipato di 180 milioni di dollari per compensare il comitato locale per i quattro anni supplementari che deve lavorare oltre che a 160 milioni di dollari per i programmi per i giovani sportivi.

Thomas Bach, il presidente del CIO, aveva in un primo momento smentito questa soluzione, dichiarando che i Giochi stessi erano un dono, salvo poi rivedere la sua posizione. Come parte dell’operazione, il CIO ha anche accettato di perdere la sua consueta quota del 20 per cento di qualsiasi potenziale eccedente relativamente alle entrate dall’evento al comitato organizzatore locale. Il consiglio urbano di Los Angeles e il comitato olimpico degli Stati Uniti voteranno l’accordo in agosto e, se approvato, lo invieranno al CIO per il suo voto a settembre. Il CIO, a sua volta, dovrebbe annunciare formalmente l’assegnazione dei Giochi in una riunione a Lima, in Perù, il 13 settembre.

Rischio d’Impresa e Polemiche – Le stime di costo e logistica che Los Angeles si è preparata ad affrontare sono probabilmente superiori a quelli se i giochi si fossero tenuti nel 2024. Il piano di Los Angeles dipende dal suo sistema di stadi e arene, alcune rimaste dalle Olimpiadi del 1984, e appartenenti a grandi squadre sportive e a campus universitari, che in teoria dovrebbero sensibilmente ridurre i costi di costruzione. Il costo stimato è di 5,3 miliardi di dollari, anche se i funzionari della città prevedono che il finanziamento possa venire da fonti private e vendite di biglietti. Si pensa quindi che l’organizzazione dei giochi si possa praticamente autofinanziare. Negli Usa comunque la candidatura di Los Angeles ha destato non poche polemiche: in primis perché Il Comitato Olimpico statunitense aveva in un primo momento scelto Boston come città da candidare. Candidatura poi decaduta, come quella di Roma, a causa di una fortissima pressione dei cittadini di Boston. Proteste che stanno montando anche a Los Angeles dove è sorto anche un comitato chiamato proprio “No Olympics La”: Nel sito ufficiale del comitato si leggono tutte le motivazioni supportate anche da profonde analisi: “Se LA dovesse ospitare le Olimpiadi, vedremo violati i diritti umani di vasta portata e la perdita della nostra città agli interessi dei contraenti, degli sviluppatori, delle società di media e degli interessi speciali che hanno progettato l’offerta.  C’è un motivo per cui Roma, Boston, Amburgo, Budapest, Cracovia, Oslo, Stoccolma e altre “città intelligenti” hanno recentemente abbandonato la corsa olimpica; Ascoltarono la pressione di base – vale a dire le voci effettive nelle loro città – e alla fine fecero la cosa giusta”. Una presa di posizione netta che rende comunque più tortuosa la strada verso il 2028 perché gli organizzatori sono pronti a dare battaglia per impedire quello che secondo loro potrebbe essere un vero e proprio scempio.

 

Di certo le cifre che verranno stanziate per le Olimpiadi del 2024 e del 2028, potrebbero lasciare un po’ l’amaro in bocca per la rinuncia da parte di Roma alla corsa olimpica. Tanti soldi che in una città così bisognosa di rinnovamento e manutenzione, sarebbero stati una vera e propria manna dal cielo. Di certo poi c’è il rovesciamento della medaglia: Roma sarebbe stata un città pronta ad altri anni di lavori, disagi e quant’altro? La disquisizione in merito sarebbe lunga e, a questo punto, praticamente inutile. Solo dopo le prossime olimpiadi sapremo chi avrà avuto ragione e chi no, per ora parola ai cantieri.

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