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Nuove Generazioni immobili: tanto spazio per pochi, poco Sport per tanti. E la politica dimentica i più giovani

Ci azzecca la politica con un’affermazione come questa? “I ragazzi non sanno fare la capriola” . E ancora “non hanno forza nelle braccia e hanno scarsa resistenza”. E per finire “se si continua cosi nel 2020 bambini e adolescenti raggiungeranno il grado zero delle capacità motorie”…tombola!!!!

Il movimento libero non esiste più e si fa movimento, chi può, solo in ambito sportivo e lo sport è sicuramente “influenzato” dalla politica.

Perché i ragazzi stanno perdendo progressivamente le capacità motorie? Perché non ci sono più spazi per il movimento, la possibilità di fare attività libera è praticamente nulla. Da troppo tempo non mi capita di vedere un bambino arrampicarsi su un albero o tirare un sasso.

E a Roma come stiamo messi?

Se il movimento è lo sport allora Roma, considerando l’impiantistica sportiva, non dovrebbe essere messa male.

Sono poco più di 2.200, compresi gli impianti scolastici, gli impianti sportivi nella città di Roma. La metà sono impianti privati e l’altra metà sono pubblici dei quali circa 120 sono strutture sportive comunali, circa 200 sono della Città Metropolitana e i rimanenti sono di altri soggetti pubblici. Quindi il Comune, la Città Metropolitana e gli altri soggetti pubblici detenendo il 50% dell’offerta sportiva se fossero coordinati tra di loro potrebbero esprimere una “politica” del movimento in grado di affrontare il problema dell’impoverimento motorio delle nuove generazioni.

Il Comune di Roma è, con i suoi impianti sportivi comunali, un attore fondamentale. Attraverso i più di cento impianti in questione, il Comune “programma, promuove e attua iniziative ed interventi finalizzati a diffondere l’attività sportiva nella città considerandola elemento qualificante della vita sociale, a rimuovere le discriminazioni esistenti e a determinare condizioni di pari opportunità per l’accesso alla pratica sportiva […] per la realizzazione delle iniziative e degli interventi di propria competenza si avvale della collaborazione del CONI e dell’Associazionismo sportivo anche attraverso l’affidamento in concessione di impianti sportivi comunali”.

Attraverso l’applicazione di tariffe comunali si permette nella città l’accesso allo sport a tutte le categorie sociali e di fatto si calmiera il mercato. Lo stesso fa la Città Metropolitana e da ultimo il terzo attore che non sono altro che le centinaia di palestre scolastiche. Da tutto questo cosa emerge? Se malgrado tutte queste strutture la realtà racconta un impoverimento motorio dei bambini e degli adolescenti qualcosa non funziona.

A grandi linee accade questo:

  1. la maggior parte degli impianti privati si rivolgono al wellness e al fitness e quindi maggiormente a frequentatori adulti.
  2. Molti impianti sportivi comunali sono stati negli anni riconvertiti anche essi al wellness e al fitness e quindi anche loro a frequentatori adulti.
  3. Il miglioramento delle strutture scolastiche ha portato molto spesso alla destinazione agonistica degli spazi che prima si usavano al pomeriggio per corsi generici di attività motoria.
  4. Mancano completamente spazi di attività libera e attrezzata nei parchi.

Come coniughiamo ciò che ci dice il CONI e cioè che il numero di tesserati sportivi non è stato mai cosi alto con i 4 punti sopra? Se maggior numero di tesserati da come risultato l’impoverimento motorio delle giovani generazioni, il dato in aumento diventa quasi un segnale di pericolo. Fare sport 2 volte a settimana in un centro sportivo non basta. Sicuramente è meglio di niente ma non basta. Quel bambino che viene portato in piscina tra la scuola e i compiti imparerà sicuramente a nuotare ma svilupperà il “piacere” al movimento? Vedendo le statistiche sull’abbandono sportivo la risposta è quasi scontata salvo poi che spesso ci si riavvicina al movimento in età matura.

Se questi sono i risultati andrebbe rivisto il nostro “modello” sportivo che di fatto delega tutto al CONI. Se il movimento è per la società prevenzione e mezzo per avere cittadini migliori da tutti punti di vista la politica dovrebbe farsene carico legiferando ma purtroppo da troppo tempo a questa parte si legifera solo per i grandi impianti…

Redazione
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GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

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