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Non tutti possono permettersi un Buffon, eppure giovani talenti crescono

Nel calcio i giocatori più famosi, più invidiati e, spesso, più pagati, sono gli attaccanti. Chi fa gol è da sempre il personaggio più in vista, più amato dalla folla divenendo simbolo e bandiera di un determinato club. Se è anche vero che una squadra vincente si costruisce innanzitutto dalla difesa e che il centrocampo è la zona nevralgica del campo, troppo spesso ci si dimentica invece del ruolo cardine di qualsiasi compagine: il portiere.

Il numero uno è, fin dagli albori del gioco del calcio, il ruolo più delicato e per certi versi affascinante del calcio. Il portiere non ha compagni di reparto, è solo contro tutti. Se un attaccante sbaglia dieci gol, queste occasioni mancate verranno magicamente dimenticate non appena il suddetto giocatore realizzerà una rete. Ma per il portiere non è così, per lui è tutto diverso. L’estremo difensore deve essere sempre concentrato, non può avere cali, non si può permettere di avere incertezze: il portiere può essere perfetto per un intero match, ma basta un suo piccolo errore per cambiare le sorti della contesa, trasformando di fatto una piccola incertezza in uno sbaglio dall’enorme peso specifico. Decidere di diventare un estremo difensore, l’ultimo baluardo a difesa della porta, non è una scelta facile, implica sacrificio, forza mentale e tanto coraggio. Qualunque club, sia che esso punti a traguardi ambiziosi che ad una semplice salvezza, ha nella sicurezza del proprio portiere il pass per raggiungere i propri obiettivi.

La Lazio, che il prossimo anno avrà anche l’impegno europeo oltre a quelli nazionali, è una di quelle squadre che al momento devono ancora decidere a chi affidare le chiavi della propria porta in vista della prossima, fondamentale, stagione. Questo campionato ha regalato due certezze in casa biancoceleste: Marchetti non è più in grado di fare il titolare in un club ambizioso, mentre Strakosha sembra essere definitivamente esploso e può essere preso seriamente in considerazione per gli anni a venire. Sono tante le soluzioni che stanno vagliando Tare e la società, ma per una squadra che deve puntare con decisione a rimanere nel giro europeo alcune scelte appaiono obbligate. Considerando Marchetti un sicuro partente e con Vargic che non sembra aver ancora convinto Inzaghi, se la Lazio decidesse di puntare su un portiere già pronto potrebbe comunque scegliere una linea interna, ovvero Berisha. L’albanese, reduce da un’ottima stagione all’Atalanta, ha dimostrato di essere un estremo difensore affidabile, finalmente maturo, che para il parabile senza avere però nelle proprie corde colpi da campione. Dopo una stagione altamente positiva, un portiere come Berisha potrebbe però avere diverse offerte sia in Italia che all’estero e la sua cessione diverrebbe piuttosto utile per rimpinguare le sempre poco floride casse biancocelesti. Gli altri nomi che in questo periodo girano intorno al mondo Lazio sono quelli di Sirigu, Neto e Consigli, ma nessuno di questi sembra regalerebbe alla porta biancoceleste quella tranquillità necessaria per affrontare con serenità gli anni a venire.

L’unico nome veramente interessante è quello di Mattia Perin, l’estremo difensore genoano che potrebbe essere acquistato in saldo a causa del suo recente problema al ginocchio. Le qualità del portiere rossoblu non si discutono e, se non ci fossero problemi di recupero fisico dall’infortunio, potrebbe rappresentare una soluzione di altissimo livello per blindare a doppia mandata la porta laziale per svariate stagioni. C’è però anche un’altra possibilità, decisamente low cost, che dalle parti di Formello stanno seriamente prendendo in considerazione: dare fiducia al talentuoso Strakosha, affiancandogli magari un secondo esperto. Questa soluzione, auspicata dalla piazza, sembra convincere anche mister Inzaghi, da sempre fiducioso sulle qualità del giovane albanese che quest’anno ha dimostrato di poter difendere una porta così impegnativa. Ovviamente, vista l’età e la poca esperienza del ragazzo, in questo caso la scelta del dodicesimo diventerebbe fondamentale: gente come Sorrentino e Storari potrebbero fare da chioccia al giovane talento, aiutandolo nei momenti difficili grazie alla loro infinita esperienza. Tra soluzioni interne e possibili acquisti la Lazio ha quindi ampia scelta per programmare al meglio la difesa della propria porta nelle prossime stagioni, ma una cosa è certa: la scelta del portiere non si può sbagliare perché, come affermavano gli esperti già negli anni ’50, il portiere vale mezza squadra e questo è un caposaldo del gioco del calcio che, anche col passare degli anni e col cambiare delle epoche, mai muterà.

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