Connect with us

Cerca articoli

Altri Sport

Niente Rugby e Pugilato per le Donne: anche Tonga ha i suoi divieti medievali

Discriminazione e sport: in Tonga le donne non possono giocare a rugby né praticare pugilato. Anche nel Pacifico esistono ancora divieti medievali.

Essere donna è ovunque, e da sempre, una sfida. In alcuni paesi lo è più che in altri, persino ai giorni nostri.  Una lunga storia di diritti negati e conquistati a suon di dure battaglie e rivendicazioni, molte delle quali tuttora rimaste inascoltate. Ce n’è per tutti i gusti e in ogni campo: dalla disparità salariale tra uomini e donne sul posto di lavoro, tanto per trattare un tema di attualità,  passando per la politica, fino alla letteratura, se vogliamo andare un po’ indietro nel tempo. Non è mistero, infatti,  come le donne siano state tenute lontane dalla scrittura,  in parte fino ai primi dell’Ottocento, epoca in cui le scrittrici smettono di celarsi dietro uno pseudonimo (pensiamo a Currer Bell, alias Charlotte Brontë, o a George Eliot, alias Mary Anne Evans) o di pubblicare come “anonimo” i loro scritti.

Ce lo ha raccontato bene Virginia Woolf nel saggio “Una stanza tutta per sé” rivendicando a gran voce per il genere femminile la possibilità di essere ammesse ad una cultura che fino a quel momento si era rivelata di esclusivo appannaggio maschile, in una società, nella fattispecie quella inglese, di stampo profondamente maschilista. Da allora tanto si è fatto. Ma molto c’è ancora da fare. Basti pensare alle donne dell’Arabia Saudita che hanno dovuto attendere fino al 2017 per l’abolizione di un divieto, quello di guidare,  che, negli anni e nel mondo, era diventato il simbolo della repressione e delle restrizioni che le donne subiscono nel paese.

Insomma, secoli di sudditanza in qualsiasi campo hanno relegato la figura femminile al silenzio, escludendola dalle sale della cultura a quelle del potere. E di certo non fa eccezione il mondo dello sport. Un esempio? Le donne in Afghanistan non posso praticare, per legge, sport in pubblico. 

 

E’ notizia di pochi giorni fa il decreto emesso dal governo tongano che vieta alle studentesse di partecipare a eventi sportivi di rugby e pugilato. Motivazione? “Preservare la dignità delle donne di Tonga e tener fede ai valori tongani”. La nuova direttiva è arrivata alle scuole con una lettera nelle ultime settimane e se ne è cominciato a parlare pochi giorni fa quando la squadra femminile di rugby di una scuola dell’arcipelago di Tonga è stata fatta ritirare da un torneo.

Neanche a dirlo, la decisione è stata criticata molto duramente da studentesse, atlete e attiviste di Tonga ed è subito stata oggetto di giudizi molto aspri. Tra le prime a scagliarsi contro la decisione, l’avvocatessa per i diritti delle donne, Ofa Guttenbeil-Likiliki, ha espresso la sua indignazione a Radio New Zealand: “Questo ci riporta indietro al pensiero che l’educazione per le ragazze è solo accademica e che lo sport è un’alternativa solo per i ragazzi. È un danno per tutto il lavoro che abbiamo fatto nel provare a portare avanti una maggiore equità tra generi nelle Tonga”.

Secondo Guttenbeil-Likiliki, la cultura è utilizzata soltanto come una scusa, mentre la storia è ricca di donne tongane forti e da prendere ad esempio, come la neozelandese – ma di origini tongane, per l’appunto – Teuila Fotu-Moala, Woman of the Match nella finale dell’ultima Coppa del Mondo di rugby League.

Dall’amministrazione tongana, intanto, corrono ai ripari e  arrivano le prime spiegazioni a quello che, secondo le autorità, potrebbe essere stato giudicato un fraintendimento, tesi però che convince pochi. Il Ceo del Ministero, Manu ‘Akau’ola, ha spiegato che la misura è stata adottata dopo il passaggio del devastante ciclone Gita nello scorso febbraio, giudicata come la peggiore tempesta abbattutasi sull’isola negli ultimi sessant’anni.

“A causa del ciclone, il nostro ministro ha disposto che tutte le scuole statali non sarebbero state coinvolte in alcuna attività sportiva durante questo periodo, poiché era stato già sottratto troppo tempo alla scuola”. Una marcia indietro che sa tanto di obbligata dopo le polemiche e una spiegazione che non convince, soprattutto quanti credono che invece la decisione abbia molto a che vedere con il lungo elenco di  disuguaglianze e discriminazioni che hanno costellato, negli anni, anche il mondo dello sport.

Eppure, una delle più belle storie sportive mai raccontate è tutta al femminile, protagonista la formidabile Nadia Comaneci, la più conosciuta ginnasta di tutti i tempi.  Leggenda mondiale, campionessa rumena che il 18 luglio 1976 a Montreal è stata la prima ginnasta ai Giochi Olimpici ad ottenere un 10 alle parallele asimmetriche. La votazione, dopo la sua stupefacente prestazione, fu addirittura ritardata poiché i computer del Cio erano programmati per registrare votazioni fino al 9,99, il “10” non era previsto. Per questo, al posto del 10 fu inserito nel computer il voto 1,00 che fu moltiplicato per dieci volte.
Fino a quel momento la perfezione non era contemplata. Da quel momento lo fu altre 6 volte, tutte con lei.
La rivista “TIME”, la più autorevole in tutti i settori del giornalismo mondiale, la consacrò con una copertina storica e con quel “She’s Perfect” che la ricorderà per sempre.

Avatar
A cura di

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Pugilato

Ken Norton: l’Ercole Nero, il vero Apollo Il 18 settembre 2013 moriva Ken Norton, il pugile afroamericano che riuscì a rompere la mascella a...

Calcio

Campioni del mondo! Gli azzurri di Mancini riportano a casa…il titolo non ufficiale “Campioni del mondo! Grazie alla rete di Nicolò Barella gli azzurri...

Pugilato

E’con grande dolore e sgomento che scrivo questo articolo su Alessandro Mazzinghi. Lo scorso 22 agosto il cuore del grande pugile pontenderese ha cessato...

Integratori

Nell’esecuzione della pratica sportiva del pugilato, dove le fasi anaerobiche del metabolismo hanno la netta prevalenza su quelle aerobiche, l’assunzione di integratori per la...

Pugilato

La boxe, quello sport al quale tutti gli altri vorrebbero assomigliare, per usare le parole di George Foreman, uno di quei campioni che hanno...

Pugilato

Marciano vs Ali, quando la tecnologia fece sfidare sul ring due leggende Rocky Marciano vs Muhammad Ali. Due grandi campioni, due grandi icone del...

Pugilato

Cuba prima di Castro ebbe un re; il re si fermava per le strade dell’Havana con una delle sue fuoriserie, quasi sempre una Chevrolet,...

Pugilato

Don King, storia del più controverso e iconico uomo della boxe (senza indossare i guantoni) Nell’ultimo secolo di pugilato – lo sport più importante...

Pugilato

Vita e morte di Randolph Turpin, un triste eroe britannico In un tragico pomeriggio di maggio del 1966 si concludeva l’esistenza del primo grande...

Pugilato

La storia di Oscar “Ringo” Bonavena Fisico massiccio, sguardo accattivante e folta chioma nera come la pece era questo Oscar Bonavena, argentino di Buenos Aires...

Pugilato

Carlos Monzon, la strada della violenza Il 7 agosto 1942 nasceva Carlos Monzon, il pugile argentino campione del mondo dei pesi medi che con...

Pugilato

Chuck Wepner: Storia del vero Rocky Balboa Fosse stata da subito la sceneggiatura di un film, non sarebbe venuta così bene. Per fortuna di...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro