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New York Cosmos, il club delle Leggende salvato da un italiano

Pelé, Carlos Alberto, Johan Neeskens, Giorgio Chinaglia, Franz Beckenbauer e, anche solo per due partite amichevoli, Johan Cruijff: nomi semplicemente straordinari nella storia del calcio mondiale, che hanno avuto in comune la militanza in un club glorioso a cavallo tra gli anni Settanta ed Ottanta, i New York Cosmos.

I Cosmos, seppur protagonisti in un calcio già all’epoca notevolmente meno probante rispetto a quello europeo, hanno rappresentato per molte generazioni di appassionati una sorta di sogno; un club in grado di comporre una rosa con nomi pazzeschi in breve tempo ed allo stesso momento.

PKT2984 - 203557 FOOTBALLER - JOHAN CRUYFF 1978 New York: Gathered at a press conference 8/3 are (L-R): Carlos alberto, Franz Beckenbauer of New York Cosmos, Johan Cruyff, Holland's 1974 World Cup team captain and former Cosmos star Pele. Cruyff came out of retirement 8/3 to a sign a "no money" contract for two exhibition games with the Cosmos of the North American Soccer League.

Poi, però, il buio.

Le vicissitudini societarie vissute dalla Warner (società che controllava i NYC), al capo della quale figurava Steve Ross, intaccarono notevolmente la situazione del club; Warner iniziò a cedere diversi asset non strategici e tra essi pure la Global Soccer Inc., la sussidiaria che controllava i Cosmos.

Ci provò, allora, Chinaglia a risollevare le sorti del club della Grande Mela. Il tentativo fu, sostanzialmente vano. La NASL, poi, chiuse i battenti alla fine del 1984. Era chiaro come fosse giunta la fine di un periodo dorato.

Tutto tacque fino al 2009, quando una cordata di imprenditori con a capo Paul Kemsley, ex vicepresidente del Tottenham, acquista il marchio dei New York Cosmos con l’obiettivo di rinverdire i fasti del club ed iscriverlo alla Major League Soccer entro il 2013.

Le premesse sono eccellenti, visto che nel progetto vengono coinvolti: l’ex stella brasiliana Pelé nel ruolo di presidente onorario, Giorgio Chinaglia in quello di ambasciatore della società nel mondo ed Eric Cantona nelle vesti di direttore tecnico. Nel 2013, i Cosmos tornano finalmente in campo, seppur non nella massima divisione statunitense ma nella NASL (nel frattempo diventata seconda divisione del calcio made in USA).

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Sembra l’inizio di una nuova ascesa ed, invece, è soltanto un fuoco di paglia. Nonostante l’arrivo dell’ex leggenda del Real Madrid Raul, il progetto fuori dal campo stenta a decollare. I risultati sportivi sono incoraggianti, ma non basta.

La storia giunge, quindi, ai giorni nostri e per i New York Cosmos sembra di nuovo tutto finito. La bancarotta è dietro l’angolo e nessuno pare disposto a salvare il club.

L’11 gennaio del 2017, invece, il coup de theatre: Rocco Commisso, fondatore del colosso Mediacom ed uno degli imprenditori italoamericani più ricchi nel paese a stelle e strisce, decide di prendersi la maggioranza dei Cosmos.

La storia, stavolta, può davvero tornare quella di un tempo.

Come molti dei nostri grandiosi tifosi, ho seguito con passione i Cosmos sin dai favolosi giorni di Pelé, Chinaglia, Carlos Alberto, e Beckenbauer. Sapete tutti quanto siano profonde le radici che ho a New York City; sono stato un ex giocatore, un allenatore delle giovanili e anche fiero sostenitore del programma di calcio della Columbia University. Sono qui per dire che non vedo l’ora di ricostruire una storia memorabile per la squadra di calcio più iconica degli Stati Uniti.

In conclusione, una prima nota di merito per Commisso. L’imprenditore, infatti, ha affermato che il primo ed importantissimo obiettivo che vuole raggiungere non riguarda l’acquisizione di campioni milionari ma il reintegro in società di tutti coloro che erano stati licenziati per motivi economici, dalla sfera amministrativa ai semplici magazzinieri.

Commisso, inoltre, ha promesso di saldare entro poche settimane i debiti che i Cosmos avevano nei confronti dei membri dello staff tecnico e di alcuni calciatori o ex calciatori.

Che dire, good luck Mr. Commisso.

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Matteo Luciani
A cura di

Nato a Roma sul finire degli anni Ottanta, dopo aver conseguito il diploma classico tra gloria (poca) e insuccessi (molti di più), mi sono iscritto e laureato in Lingue e Letterature Europee e Americane presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata. Appassionato, sin dall'età più tenera, di calcio, adoro raccontare le storie di “pallone”: il processo che sta portando il ‘tifoso’ sempre più a diventare, invece, ‘cliente’ proprio non fa per me. Nel 2016, ho coronato il sogno di scrivere un libro tutto mio ed è uscito "Meteore Romaniste”, mentre nel 2019 sono diventato giornalista pubblicista presso l'Ordine del Lazio

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