Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Musatov, Totti, Jordan e Hănescu? La magia di una giocata sensoriale

Ci sono gesti tecnici che elevano lo sport all’universale. Giocate che appartengono a discipline lontanissime ma che in maniera percettiva si richiamano in maniera evidente. Gesti capaci di stupire anche chi non è solito contemplare lo sport cui appartengono. Uno stupore universale, come potremmo definirlo, veicolato in maniera sensoriale.

Tutto comincia con un trick di inizio febbraio di cui si è reso protagonista Igor Musatov, ala sinistra dello Slovan Bratislava. Ci troviamo precisamente all’Ondrej Nepela Arena per la sfida tra i padroni di casa ed i russi della Lokomotiv Yaroslavl di Kontinental Hockey League. La sfida termina 2-2 ai tempi regolamentari e così si procede agli shootout. Sul risultato parziale di 1-0, agli slovacchi basta segnare al terzo giro per conquistare la vittoria. L’hockeysta moscovita si presenta così davanti al portiere, nascondendogli letteralmente il disco, portandoselo sulla sinistra e bucando la porta. Estetica e chirurgia in quel di Bratislava.

Così, quasi come se fosse una reminiscenza, balza alla mente un goal di calcio visto e rivisto nelle compilation di uno dei campioni più cristallini della storia del calcio italiano. Quel Francesco Totti cresciuto con la maglia della Roma addosso, che nel gennaio del 2002 si ritrova in campionato contro il Torino. In panchina c’è Fabio Capello mentre sulla casacca giallorosso c’è il tricolore, simbolo dello Scudetto conquistato nella stagione precedente. Palla filtrante di Vincent Candela, il Pupone entra in area, con un gioco di prestigio nasconde il pallone, se lo porta con la suola sulla sinistra e infine lo deposita in rete. Giocate diverse ma che inevitabilmente si richiamano.

A quel punto, una volta aperto uno spiraglio nella porta dello sport, essa si spalanca e lascia entrare con una folata di vento anche la pallacanestro. Il più grande di tutti i tempi: quel Michael Jordan capace cambiare per sempre il Gioco. Siamo nel 1998 nell’allora Delta Center di Salt Lake City, durante gli ultimi secondi di gara-6 delle NBA FinalsChicago Bulls avanti 3-1 nella serie contro i coriacei Utah Jazz di John Stockton e Karl Malone. Palla in mano a MJ, con la possibilità di realizzare e portare a casa gioco, partita e titolo NBA. Bryon Russell si incolla in marcatura ad un Jordan che avanza verso la linea dei tre punti. Dopo una partenza in penetrazione arriva la magia: Michael con un crossover nasconde il pallone all’avversario e lo manda a scuola portandosi la sfera sulla sinistra. Arresto, tiro e sentenza: i Bulls sono campioni NBA.

Una reminiscenza solamente di squadra? Nient’affatto. Ci troviamo agli US Open del 2010, precisamente al secondo turno. Si affrontano il francese Michaël Llodra ed il rumeno Victor Hănescu, con il transalpino favorito. Durante il secondo set, con l’avversario avanti 5-3, il tennista di Bucarest realizza una magia. Avvicinatosi sotto rete dopo aver costretto l’avversario al lob, Hănescu nascone la pallina gialla fingendo una schiacciata, per poi appoggiarla di poco oltre la rete con un delicato rovescio. Poco importa del risultato finale, che vedrà Llondra avanzare nel tabellone di New York. Ciò che conta è la sensazione.


Come l’avrebbe definito James Joyce, quale quindi la conclusione di questo stream of consciousness? Lo sport è sicuramente portatore sano di emozioni. Ma le emozioni, al tempo stesso, sono portatrici sane di sport.

 

A cura di

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Storie di Sport

Bjorn Borg, l’uomo di ghiaccio vissuto nell’eccesso Il 22 Gennaio 1983 annunciava il suo ritiro (sarebbe poi tornato nel 1991, senza lasciare traccia) il...

Calcio

Rogerio Ceni, molto più che un portiere Quando si è piccoli e ci si affaccia per la prima volta al mondo del pallone, l’unico...

Altri Sport

“La Guerra meno lo sparo”: la stroncatura dello Sport secondo George Orwell Il 21 gennaio 1950 moriva lo scrittore inglese Eric Arthur Blair, da tutti conosciuto...

Basket

L’incredibile Febbraio ’95 di Hakeem Olajuwon Compie oggi 59 anni Hakeem Olajuwon, fenomenale cestista di origini nigeriane, due volte campione NBA con gli Houston...

Calcio

Dino Viola, l’educatore Il 19 Gennaio 1991 moriva Dino Viola, indimenticabile presidente della Roma, che ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei tifosi...

Calcio

Luciano Re Cecconi: il tragico destino di un giocatore che veniva dal futuro Si ricordava ieri la morte, avvenuta il 18 gennaio 1977, di ...

Basket

Don Haskins, il Martin Luther King bianco del Basket americano Si è festeggiato ieri negli Stati Uniti il Martin Luther King Day, per celebrare...

Calcio

La faccia di Cyrille Regis, pioniere della lotta al razzismo Il 14 gennaio 2018 moriva Cyrille Regis, il calciatore che durante la sua carriera...

Calcio

Il calcio è una chiave per vincere il dolore di un bambino mai nato Ci sono molti modi per esorcizzare il dolore. C’è chi...

Basket

Conrad McRae, “Icaro Mangiafuoco” della palla a spicchi Avrebbe compiuto oggi 51 anni Conrad McRae, lo sfortunato cestista che nel Basket Europeo ha lasciato...

Storie di Sport

Andrea Whitmore-Buchanan: se il destino è più infame anche del razzismo Ieri si ricordava la morte, datata 1982, di Andrea Whitmore Buchanan, la talentuosa...

Calcio

Milan-Roma: la distanza non è solo nei chilometri Oggi alle ore 18.30 si sfideranno a San Siro due squadre che rappresentano due città così...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro