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MotoGp di Aragon, questione di gomme

Terzo appuntamento della MotoGP in Spagna. Questa volta si corre a Saragoza, al Motorland di Aragon: circuito particolarmente soggetto alle condizioni climatiche. Da queste parti, l’escursione termica e la variabilità del meteo rappresentano un’ulteriore chiave di lettura di un circuito lungo (5,1 km), molto tecnico e “fisico”: 17 curve, 10 a sinistra e 7 a destra una larghezza della carreggiata di 15 metri. Curvoni veloci che permettono staccate al limite e rettilinei che agevolano il sorpasso. Peculiarità che lo rendono molto apprezzato dai piloti. E quanto mai incerto in un Mondiale che sinora ha visto otto vincitori diversi negli ultmi Gran Premi.

Occhio dunque a caldo/freddo e umidità: decisive, per non scivolare, le…scarpe giuste. In questo caso si parla di gomme. La Michelin ha preparato anteriori di mescola morbida, media e dura.  Le posteriori, invece, medie e dure. Occhio alla asimmetria: le spalle sono rinforzate per le numerose “pieghe” che attendono i centauri.

I gommisti hanno distribuito le carte. Ai piloti, il gioco. Fondamentale, azzeccare la scelta giusta: quella che distingue il campione dal fuoriclasse capace di adattarsi anche ai bruschi mutamenti di temperatura che trasformano completamente il circuito.

La mescola morbida, utilizzabile solo sull’anteriore, garantisce maggiore aderenza ma occhio ai consumi. In una pista che “mastica” parecchio, in caso di caldo, rischia di deteriorarsi rapidamente e costringerà il pilota a una guida il più possibile pulita negli ultimi giri. Permette, però, di andare immediatamente in fuga e poi (saper) gestire il vantaggio e domare i cavalli delle moto. Se i tre moschettieri opteranno per la stessa scelta, sarà bagarre e ne vedremo di bellissime.

La media garantisce più bilanciamento, ed è ideale in condizioni incerte. Probabilmente la più adatta ad un circuito come questo. Chi la sceglierà potrebbe approfittare della crisi di gomme dell’avversario. Chi vorrà uscire alla distanza o cercare punti “tranquilli” in ottica mondiale, potrebbe optare per la gomma dura. Servirà più tempo per riscaldarle ed entrare in temperatura, quindi si pagherà, nei primi giri, dazio all’aderenza. Una volta scaldate, però, garantiscono comunque un buon grip (seppur minore rispetto a una morbida, più soggetta all’usura). Molto, se non tutto, dipenderà dal meteo. Previsto tempo coperto, ma non freddo: 29 gradi.

Luigi Pellicone
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