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Mondiali 2018: la Russia e il problema delle Scommesse Illegali

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Almeno un miliardo di dollari l’anno sono piazzati dentro account off-shore di compagnie russe legate ad una sola attività semi-legale ma sempre fiorente. Le scommesse online. Questo comporta una nuova sfida per la Russia che si prepara ad ospitare il prossimo Mondiale, vista la piaga che ha colpito per decenni il calcio russo a proposito di match fixing.

Nessuno si aspetta che le scommesse illegali abbiano un ruolo da protagonista all’interno del rettangolo di gioco nella competizione calcistica più importante e più osservata del pianeta, ma rappresenta un angolo oscuro dell’economia russa che le autorità hanno molta difficoltà ad arginare. Il volume totale del gioco d’azzardo, legale + offshore, è più di un miliardo di dollari all’anno afferma Anton Rozhkovsky, direttore governativo che controlla i pagamenti all’interno del mondo del betting. “Non ci interessa sapere se il business è di 2,5 mld o 4 mld, l’unica cosa che ci interessa è che il 70% è illegale, piazzato offshore”.

Il via libera alla liberazione dei bookmakers in Russia avvenne dopo la fine dell’Unione Sovietica e portò alla massiccia costruzione di casinò e sale lottery all’interno del paese. Per tanto tempo riuscirono a pagare zero o pochissime tasse, ma formalmente non sono illegali. Il governo provò a bandirle nel 2009 ma non ci riuscì e quei betting-corner continuarono ad orbitare intorno al calcio locale. L’accesso ad internet sempre più facilitato ha portato molti scommettitori a portare i propri soldi in bookmakers esteri sprovvisti di licenza.

Ci si aspetta che il mercato delle scommesse online in Russia triplicherà nel giro di cinque anni anche grazie ad eventi sportivi di alto profilo come il prossimo Mondiale. Il mercato del betting legale sta aumentando a ritmi forsennati anche grazie agli accordi tra paesi, così che molti famosi boomakers inglesi ed irlandesi non accettano più scommesse provenienti dai residenti nella terra di Putin. Proprio come succede in Italia, dove è richiesto il documento per registrarsi ai bookies nazionali, anche in Russia il procedimento è lo stesso. Questo porta molte persone a tentare comunque l’accesso a siti esteri, i famosi .com a dispetto dei .ru, usando una VPN per camuffare la provenienza della connessione. Proprio per questo nonostante la crescita sia evidente e veloce potrebbe esserlo senz’altro di più.

Nel 2011 Platini disse alla Russia che erano rimasti l’unico paese europeo senza un’agenzia predisposta alla lotta contro il match-fixing. Venne fatto un tentativo iniziale ma subito abbandonato l’anno seguente anche a causa delle grande pressione dei bookmakers legali. I risultati sospetti nei campionati di calcio russi erano la prassi a cavallo degli anni 90 e 2000, con protagoniste piccole squadre, detenute da governi locali o businessmen, lontani dall’occhio dei maggiori media. Addirittura alcuni bookmakers vennero trovati colpevoli di far uscire rumors di combine su partite perfettamente regolari per farle annullare dagli ufficiali e non dover così pagare grandi scommesse vinte.

La situazione negli ultimi anni sembrerebbe migliorata perché le squadre vengono viste più come aziende e gli stessi proprietari non vedono un business così profittevole, anche a fronte del rischio, nel fare match-fixing. Ma le leghe minori restano sempre scoperte da monitoraggio ed infatti continuano ad attirare almeno un quinto del computo generale delle puntate.

Nato a Roma nel 1990, anno delle notti magiche. Ex giocatore di basket, nonostante gli studi in legge, dopo una lunga parentesi personale negli States, decide di seguire la sua passione per lo sport e per il giornalismo.
Giornalista iscritto all'albo, da quattro anni vice caporedattore di GiocoPulito.it, speaker radiofonico a Tele Radio Stereo e co-conduttore a TeleRoma 56.

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