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La Leggenda Eusebio: quando la Pantera Nera sbranò la Corea del Nord

La Leggenda Eusebio: quando la Pantera Nera sbranò la Corea del Nord

Il 5 Gennaio 2014 moriva Eusebio, fenomenale giocatore portoghese Pallone d’Oro nel 1965. Per onorare la Pantera Nera vi raccontiamo quella giornata magica ai Mondiali del 1966.

I Mondiali inglesi del 1966 sono entrati negli annali della storia del calcio nostrano per la vergognosa eliminazione della Nazionale contro la Corea del Nord, sconfitta per 1-0 tra le risate dei 18.000 spettatori dell’Ayresome Park di Middlesbrough. Decisivo il diagonale angolato di Pak Doo Ik al 42’. Valcareggi, allenatore in seconda, prima dell’incontro definisce i nordcoreani “una banda di Ridolini” e, si sa, le sconfitte sono ancora più umilianti quando si deride l’avversario che ci sconfiggerà.

Così i coreani superano il girone e gli azzurri tornano in Italia accolti dal lancio di pomodori della folla inferocita presente all’aeroporto di Genova. Ma non tutti sanno che anche la successiva partita del torneo tra gli sconosciuti coreani e i giovani portoghesi è entrata nelle antologie. Esattamente come una delle rimonte più straordinarie della storia dei mondiali. Nel segno della Pantera Nera, Eusébio.

Ore 15 del 23 luglio 1966 ha inizio al Goodison Park di Liverpool dinanzi agli oltre quarantamila spettatori il quarto di finale tra Portogallo e Corea del Nord. Atmosfera festante e grande curiosità verso le due squadre. Il Portogallo viene da tre vittorie nel gruppo eliminatorio contro l’Ungheria (3-1), la Bulgaria (3-0) e il Brasile di Pelé e Garrincha (3-1). Gioco offensivo e spettacolo. La Corea del Nord è la grande sorpresa ed incognita, in grado di attirare le simpatie del pubblico di Liverpool e di Middlesbrough che, ancora in preda al giubilo post figuraccia italiana, segue la nazionale dell’Estremo Oriente per fornirle sostegno anche a duecento chilometri di distanza.

La Corea del Nord a valanga

L’incontro è spettacolare fin da subito. Al fischio d’inizio i coreani recuperano immediatamente palla, si portano in avanti e già al primo minuto il sinistro dal limite dell’area del centrocampista Pak Seung-Zin si piazza all’incrocio dei pali. 1-0, coreani in festa e pubblico in visibilio. Il Portogallo del commissario tecnico Otto Glória, ideologo del calcio offensivista al di là di ogni prudenza tattica, incomincia ad attaccare in maniera sconclusionata, lasciando grandi vuoti in difesa per i contrattacchi dei coreani. La partita si fa ancora più appassionante e i ribaltamenti sono continui.Tante le occasioni sprecate dai lusitani, mentre i coreani mostrano una efficacia cinica e al 22’ raddoppiano con il tap-in vincente di Lee Dong-Woon. Neanche il tempo di rifiatare ed ecco che al 25’ il destro di Yang Seung-Kook gonfia incredibilmente di nuovo la rete. 0-3, il Portogallo piomba all’inferno e le risate sugli spalti sono grasse e rumorose.

Il ruggito della Pantera

Ma ancora non si sono fatti i conti con il 24enne portoghese, nato in Mozambico e Pallone d’oro del 1965, Eusébio da Silva Ferreira. Da fenomeno prende sulle proprie spalle la nazionale e batte la carica per la rimonta. Con un guizzo felino segna il primo goal due minuti più tardi, al 27’. Va a recuperare la palla dal fondo della rete e la porta a centrocampo. È solo l’inizio del suo capolavoro. Prima della fine del tempo, altro attacco lusitano e rigore. Eusébio dal dischetto non perdona. Doppietta. Si va negli spogliatoi sul 3-2 ed i coreani discutono con la Pantera Nera. Un certo timore inizia a serpeggiare tra le maglie bianche degli asiatici. All’undicesimo minuto del secondo tempo altro passaggio filtrante per Eusébio che con una staffilata di destro manda la palla all’incrocio dei pali. Pareggio, 3-3. Il pubblico applaude il campione ma ha perso il sorriso. Il Portogallo è ora in totale controllo del match.
La Pantera Nera fa quello che vuole sul terreno di gioco. Solo una manciata di minuti dopo si invola sulla sinistra. È inarrestabile. Supera un avversario in velocità, poi ne dribbla un altro prima di essere falciato in area di rigore. Di nuovo penalty. Eusébio si rialza un po’ acciaccato, va sul dischetto e segna il suo quarto goal. È il 59’, 4-3, la rimonta è compiuta ed il pubblico è ammutolito.
La formazione coreana si disunisce mentre i lusitani gestiscono il match e al 80’ José Augusto insacca il quinto goal, su calcio d’angolo sempre di Eusébio. Il triplice fischio dell’arbitro israeliano Ashkenazi arriva a sancire la conclusione della storica rimonta.

Semifinale amara

Il Portogallo conquista così la semifinale di Wembley contro i padroni di casa dell’Inghilterra, che perderà poi 2-1, con doppietta di Bobby Charlton e altra rete di Eusébio vincitore della classifica marcatori del torneo, con 9 reti all’attivo. La Corea del Nord lascia il mondiale con un piazzamento storico e una prestazione memorabile. Ma quel Portogallo–Corea del Nord 5-3 rimarrà per sempre un match da antologia del calcio, uno dei capolavori più maestosi della Pantera Nera.

Un fuoriclasse in grado di vincere le partite da solo.

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