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No alle trasferte: i tifosi di Vancouver contro il “Muslim Ban”

La tifoseria organizzata della squadra canadese Vancouver Whitecaps ha annullato la tradizionale trasferta a Portland, negli Stati Uniti, per tre partite amichevoli di pre-campionato. La scelta è dovuta alla recente pubblicazione dei divieti rinominati Muslim Ban, che vietano per tre mesi l’accesso negli Stati Uniti ai cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana. Il direttivo dei Southsiders, principale gruppo di tifosi della squadra canadese, ha dichiarato che alcuni dei circa 700 iscritti al gruppo sono direttamente colpiti dalle nuove misure volute da Donald Trump e non possono dunque accedere al suolo statunitense.

I Southsiders non hanno ancora rilasciato comunicati ufficiali dopo che domenica 5 febbraio il giudice dello stato di Washington ha per ora sospeso il divieto di accesso a chi proviene dai sette paesi in lista. Il Dipartimento di Giustizia del governo statunitense ha presentato ricorso urgente, bocciato dalla Corte di Appello, che ha chiesto alle due parti di presentare più elementi. Nella notte italiana tra lunedì e martedì potrebbero esserci sviluppi, ma la vicenda rischia di protrarsi per molto tempo e arrivare alla Corte Suprema. Per ora, il divieto di accesso ai cittadini dei sette paesi musulmani non è attivo, ma non è detto che non vi siano ulteriori ribaltamenti di fronte prima delle partite, previste per 9, 12 e 15 febbraio.

«Non possiamo renderci responsabili di organizzare eventi che potenzialmente escludono alcuni dei nostri membri, al di là di quale sia il numero degli iscritti colpiti dai divieti – hanno comunicato i tifosi con una nota diffusa il 31 gennaioIl nostro gruppo si fonda sui principi di inclusività, accoglienza e rispetto per chiunque abbia deciso di stare assieme a noi. Sin dai primi giorni abbiamo lottato a favore dell’uguaglianza e contro razzismo e intolleranza».

«Non chiediamo ai nostri membri di boicottare la trasferta, ognuno farà la sua scelta – continua il comunicato – la nostra unica richiesta per chi andrà è quella di lasciare la sciarpa dei Southsiders a casa, come segno di rispetto per i membri che non possono attraversare il confine con la stessa facilità e libertà personale».

2.corteo

Da quando sono entrati a far parte della Major League Soccer nel 2011, i Vancouver Whitecaps hanno sempre portato un gran numero di tifosi a Portland e Seattle. Le tre città vivono infatti una particolare tripla rivalità, che si esplica soprattutto nella Cascadia Cup: una competizione parallela alla MLS nella quale si calcolano solo i punti delle partite di regular season giocate tra le tre squadre del North-West.

I Southsiders, fondati nel 1999, sono conosciuti per essere tra i gruppi più calorosi e rumorosi della MLS. Celebri per le loro “sciarpate”, si fanno riconoscere anche per il colorato corteo che da un pub si reca allo stadio prima di ogni partita. «Cerchiamo di tenere fuori i temi politici – ha dichiarato alla stampa il presidente del gruppo Peter Czimmermannma siamo quasi una famiglia e non organizzeremo un viaggio in cui qualcuno di noi resta escluso».

Anche e se i divieti dovessero rimanere bloccati, è probabile che il gruppo non organizzi la trasferta per via del poco tempo a disposizione. Intanto la regular season si avvicina: l’edizione 2017 della Major League Soccer comincerà il 3 marzo e non è ancora chiaro se le restrizioni volute da Trump saranno attive fra un mese. Quel che è certo, però, è che dal Canada i Southsiders non si muoveranno senza la certezza di non dover lasciare a casa nessuno.

 

 

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