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Mikuni World Stadium Kitakyūshū: come l’Italia dovrebbe prendere esempio dal Giappone

Kitakyūshū (北九州市), città di quasi un milione di abitanti della prefettura di Fukuoka, nell’isola di Kyūshū, nel Giappone sud-occidentale. Ha ottenuto lo status di “città designata per ordinanza governativa” il 1º aprile 1963, accorpando le municipalità di Kokura, Moji, Tabata, Wakamatsu e Yahata.

La squadra di calcio locale, il Giravanz Kitakyūshū (ギラヴァンツ北九州), il cui nome è l’unione delle due parole italiane “girasole” e “avanzare”, milita nella J3 League, la terza divisione del campionato nipponico. Il club, fondato nel 1947, ha trascorso la sua storia tra l’anonimato delle leghe minori.

Il tutto farebbe pensare a una situazione irrilevante nel panorama calcistico, se non fosse per il nuovo stadio di questa sconosciuta società giapponese: il Mikuni World Stadium Kitakyūshū ( ミク ニワールドスタジアム北九州), fulgido esempio del piano di sviluppo degli impianti sportivi nel Paese del Sol Levante.

Collocato nella zona portuale del centro amministrativo di Kokurakita-ku accanto al Centro Conferenze Internazionale e a solo 2 km sia dall’incantevole Castello di Kokura degli inizi del XVII secolo, che dall’ultramoderno centro commerciale Riverwalk Kitakyūshū al di là del fiume Murasaki, è uno dei tasselli più importanti nella politica di rinnovamento cittadino incominciata nel 2003.

Il piano per un nuovo stadio risale al 2010, quando il Giravanz approda per la prima volta in J2 League. Il progetto iniziale prevede una capacità di 10.000 posti, incrementata successivamente agli attuali 15.066, con la possibilità di aggiungerne ulteriori 5.000 nel caso di un eventuale futuro in J1 League. Dopo aver vagliato tre possibili posizioni per l’impianto, si è deciso di costruire lo stadio sul sito di un ex parcheggio con lo scopo di riqualificare una zona portuale sostanzialmente vuota. Location scelta non solo per la sua particolarità scenica, essendo un tratto di lungomare, ma soprattutto in considerazione della accessibilità vantaggiosa e del valore aggiunto per l’intera città. È a 10 minuti dalla stazione centrale di Kokura, ampliata e rimodellata già alla fine degli anni ’90, punto di transito dell’alta velocità Sanyō Shinkansen e con un bacino di 120.000 utenti giornalieri. In virtù di ciò sono stati destinati solo un centinaio di posti per i veicoli all’esterno dello stadio.

Le tribune con gradinate strette e ripide, soprattutto nel livello superiore, e la limitata distanza dal rettangolo di gioco (8 metri) rendono l’impianto un catino accogliente e caloroso. Avendo la tribuna est molto bassa e a pochi metri dall’acqua, gli spettatori degli altri lati potranno anche ammirare il panorama dello stretto di Kanmon. I tifosi del Giravanz hanno poi una sezione completamente dedicata nel primo anello della tribuna sud. Gli accessi sono costituiti da un sistema di rampe: ingressi principali sui lati sud e ovest per i tifosi di casa e sul lato nord per i supporters in trasferta.

Un ampio tratto pedonale circonda l’impianto, compresa la particolare camminata nel lato est, talmente vicina alle acque che per la completa edificazione all’interno dell’area dell’ex parcheggio è stata modificata la carreggiata della strada sul lato opposto. Lo stadio, basato sugli ultimi ritrovati antisismici, è progettato inoltre per resistere a forti raffiche di vento. La copertura della tribuna ovest è dotata di pannelli fotovoltaici e l’utilizzo dell’illuminazione a LED consente una significativa riduzione del consumo energetico.

I lavori per la costruzione sono iniziati nell’aprile del 2015 e si sono conclusi a marzo 2017. Tre dei circa 11,5 miliardi di yen di budget sono arrivati dal “toto”, la lotteria sportiva giapponese gestita dal Japan Sport Council. Il restante finanziamento è stato in gran parte opera di numerose società private nell’area di Fukuoka. I diritti di denominazione appartengono a MIKUNI co., Ltd., società di compravendita e gestione immobiliare, sussidiaria di World Holdings Co., Ltd., che versa 30 milioni di yen all’anno.

Lo stadio viene inaugurato il 18 febbraio 2017, con il Japan Rugby Dream Match. Incontro di beneficenza tra i Sunwolves, franchigia giapponese del Super Rugby, e la Top League All Stars, formazione composta da alcuni dei migliori giocatori nipponici. Il primo incontro di calcio è del 12 marzo 2017, turno iniziale della stagione di terza divisione tra Giravanz e Blaublitz Akita.

Il 21 e 22 aprile 2018 il Mikuni World Stadium ospiterà le World Rugby Sevens Series femminili. Si prevede che sarà utilizzato come centro di allenamento durante la Coppa del Mondo di rugby 2019 e per le Olimpiadi di Tokyo 2020.

La J League sta attualmente incoraggiando i club professionistici di tutti i livelli e le amministrazioni locali a costruire sedi sempre migliori, consapevole del fatto che lo stadio non è solo un luogo di fruizione dello sport ma un vero e proprio strumento in grado di rivitalizzare la società.

Diverse città, tra cui Akita, Kōfu, Nagasaki, Nagoya, Sagamihara e Yokohama, stanno considerando la possibilità di edificare nuovi impianti, sulla falsariga di Kitakyūshū. Essi garantirebbero, nella visione della lega, benefici di ampia portata alle comunità: creazione di nuovi posti di lavoro, aumento dei consumi e incentivo all’uso dei trasporti pubblici. Inoltre, sarebbero un fattore aggregativo decisivo, in grado di unire la cittadinanza in spazi condivisi e di riqualificare i quartieri urbani.

Un piano a livello nazionale alla costante ricerca di soluzioni innovative e moderne per lo sviluppo sociale sostenibile con un solo obiettivo: la felicita del Giappone

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