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Mauro Icardi: il giovane bomber d’altri tempi

Negli ultimi anni stiamo assistendo sempre più spesso ad un totale stravolgimento dei vecchi principi di gioco che ci hanno accompagnato per buona parte della nostra vita. Con frequenza sempre maggiore si sente parlare di difensori che peccano nel proprio reparto ma che “sanno impostare”, di portieri che si esibiscono sovente in prestazioni poco edificanti ma che “sanno giocare la palla con i piedi” e di attaccanti che, seppur colpevoli di incredibili errori sotto porta, aiutano la propria squadra in fase di costruzione della manovra. In un contesto simile, da qualche anno a questa parte, è entrato a gamba tesa un ragazzone di 25 anni che sembra avere una sola missione nella vita: fare goal. Stiamo parlando di Maurito Icardi, centravanti dell’Inter e, a volte, della nazionale argentina, che sta trascinando i nerazzurri nel proprio percorso di rinascita.

La sintesi dei numeri 9

Mauro Icardi riesce ad incarnare al contempo, ed in maniera perfetta, il prototipo del centravanti d’altri tempi e di quello moderno: forte fisicamente, rapido, tenace, cattivo sotto porta e soprattutto killer spietato. Nonostante in passato abbia vissuto dei momenti tesi con la tifoseria nerazzurra a causa del suo carattere e di alcuni comportamenti extra calcistici discutibili, Maurito è entrato nel cuore di tutti gli interisti e, a suon di goal e belle prestazioni, nella passata stagione è riuscito a riportare il Biscione in Champions League. Nonostante la delusione della mancata convocazione ai recenti mondiali di Russia, Mauro ha iniziato la nuova stagione così come aveva chiuso la scorsa: facendo goal. È anche merito suo se l’Inter, al 31 di ottobre, è a quota 15 ed è tra le principali concorrenti della Juventus per la conquista del prossimo scudetto.

L’esordio europeo

Icardi ricorderà con particolare affetto quest’anno anche perché, per la prima volta, ha avuto modo di rendersi protagonista anche in Champions League. Chiamato all’esordio nella massima competizione europea, Maurito non si è lasciato intimorire ed è andato subito a segno nelle prime due partite del girone, entrambe vinte con il risultato di 2 a 1, contro gli inglesi del Tottenham e contro gli olandesi del PSV. Grazie a questi successi e complice il suicidio sportivo degli Spurs nell’ultima partita proprio contro il PSV, dopo 3 partite l’Inter è un passo dalla qualificazione agli ottavi e la sensazione è che, nella doppia sfida, possa dare del filo da torcere a chiunque.

I numeri di un fenomeno

Mauro Icardi è un centravanti moderno atipico: in un calcio dominato da falsi nueve, esterni adattati nel ruolo di nove, attaccanti centrali piccoli e veloci, Icardi, probabilmente insieme ai soli Lewandosky ed Harry Kane, è chiamato a difendere la categoria del “vecchio” bomber di razza e, dati alla mano, sembra ci stia riuscendo alla grande. A prescindere da ogni possibile valutazione personale i numeri parlano per lui: sino ad ora, a soli 25 anni, ha realizzato 116 reti in serie A, mettendo a segno, in ben 3 stagioni differenti, più di 20 goal. Numeri impressionati che, rapportati alla sua giovane età, non possono che far sognare i tifosi nerazzurri speranzosi di aver finalmente trovato il giocatore che possa fargli fare il definitivo salto di qualità.

Un personaggio controverso

Quella di Icardi, tuttavia, non è una storia tutta rose e fiori, anzi. Arrivato giovanissimo al Barca, prima di essere acquistato dall’Inter, si accasò alla Sampdoria dover riuscì sin da subito a mettere in mostra il suo enorme potenziale. Nei suoi primi anni a Milano Icardi è stato al centro di una enorme polemica a causa della sua relazione con l’attuale moglie, procuratrice e madre dei suoi figli, Wanda Nara, già ex moglie di Maxi Lopez, a suo volta grande amico di Mauro. Questa relazione è balzata sin da subito agli onori della cronaca, per rimanerci per molto tempo. In quel periodo erano praticamente all’ordine del giorno dichiarazioni di giocatori o ex giocatori, come Diego Armando Maradona, che accusavano Icardi di essere un traditore che avrebbe meritato di essere “punito” ed isolato. Seppur ancora in giovane età, Mauro è riuscito a superare a testa alta questo momento difficile e, nonostante a distanza di anni l’argomento sia ancora sulle bocche di tutti, pare che il peggio sia finalmente passato.

Il rapporti con la nazionale argentina

Il tribolato rapporto con Maxi Lopez non ha tuttavia avuto ripercussioni solo in Italia ma, anzi, è stato probabilmente il principale motivo che ha fatto sì che Icardi, nonostante i numerosi cambi sulla panchina argentina, non sia mai stato tenuto in considerazione da nessun allenatore. Se è pur vero che, come ricordato da un articolo di Sky Sport,  tra Aguero, Dybala, Higuain, Messi e Di Maria il talento ed i goal non mancano in casa albiceleste, è altrettanto vero che, come dimostrato anche negli ultimi campionati mondiali che si sono tenuti in Russia, non esiste squadra al mondo, di club o nazionale che sia, che possa fare a meno di un giocatore come Icardi. Se da un lato i tifosi nerazzurri sono contenti che Maurito sia “tutto loro”, dall’altro è anche vero che, inevitabilmente, le apparizioni con la nazionale maggiore rappresentano un’opportunità immensa per maturare e crescere anche in campo internazionale.

Chi ama il calcio, a prescindere dall’appartenenza ad una fede calcistica o ad un’altra, non può non ammirare e godersi l’immenso talento di questo fantastico giocatore. Chi sorride a prescindere sono i tifosi dell’Inter che per il momento si godono i numeri del proprio calciatore di punta nella speranza che, nel prossimo futuro, possa guidarli nella riconquista di qualche trofeo nazionale ed europeo.

Redazione
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