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Marcus Willis: Storia di un “pazzo” che sognava Wimbledon

Qualche giorno fa, in un’intervista ad un’emittente britannica, il numero 386 al mondo, tale Marcus Willis, ha fatto una chiara richiesta agli organizzatori di Wimbledon. Il ventiseienne, originario della periferia londinese, ha chiesto nientemeno che gli venga concessa una wildcard per il tabellone principale.  “Non sono fiducioso ma speranzoso, lo apprezzerei veramente. […] Penso di poter vincere alcune partite.”

Una richiesta all’apparenza piuttosto strana, considerando che a farla è un giocatore ben lontano dai migliori al mondo, in un contesto, quello di Wimbledon, in cui si sono scritte pagine memorabili della storia del tennis. Eppure, le motivazioni che lo spingono sono più che legittime, visto che lo scorso anno fu proprio Marcus Willis a scrivere qualche riga di quella storia, sulla soffice erba londinese. E se non ve la ricordate, eccovi una delle favole più belle dello sport moderno.

Tutto ha inizio al Wawrick Boat Club, un circolo poco lontano da Birmingham, dove un ottimo maestro impartisce lezioni di tennis a chi ne ha bisogno. Il maestro è in realtà un tennista professionista, in un difficile momento della sua vita: durante la stagione ha incassato appena 50 sterline nei pochi tornei disputati, tant’è che ormai la sua carriera professionistica appare per lo più un hobby rispetto alla sua attività di insegnamento.

Per competere ad alti livelli è anche necessaria un’adeguata preparazione fisica, ma il nostro maestro spesso la trascura . Ormai è sempre più consapevole che non potrà mai realizzare i suoi sogni, visti i continui insuccessi sui campi da gioco e quei 25 anni attestati sulla sua carta d’identità. Non si cura dell’alimentazione, mangia e ingurgita pinte di birra senza remore, al punto che alcuni suoi amici lo chiamano Cartman (il personaggio di South Park), visto il suo fisico non proprio statuario. Ma il tennis resta la sua passione, tant’è che decide di ritrovare una condizione fisica decente e di iscriversi alle pre-qualificazioni di Wimbledon. Un modo come un altro per testare il proprio gioco, un passatempo, uno sfizio. E al di là di tutte le possibili motivazioni, il nostro eroe riesce incredibilmente a vincere tre partite di fila, garantendosi la possibilità di giocare le qualificazioni nel Tempio del Tennis.

Ma dall’altra parte dell’Oceano arriva una chiamata molto interessante. A Philadephia hanno scelto proprio lui come insegnante in un prestigioso centro sportivo locale. Uno stipendio assicurato, un impiego stimolante, una nuova vita negli States. La proposta è molto allettante, ma accettarla significherebbe dover partire subito, abbandonando i sogni di gloria in quel di Wimbledon.

 Ma per fortuna, davanti ad un bivio simile, interviene una musa ispiratrice. Jennifer Bate, la sua nuova ragazza conosciuta durante un concerto di Ellie Goulding, lo convince a restare in Inghilterra, ad inseguire il suo sogno. E così, Marcus Willis rifiuta l’offerta a Philadelphia e si presenta sui campi londinesi.

 E come nelle favole più emozionanti, Marcus riesce nell’impresa: supera tutti e tre i turni di qualificazione, eliminando tennisti del calibro di Sugita, Rublev e Medvedev, tutti giocatori con un ranking ben al di sopra della sua 772esima posizione mondiale. Ma le sorprese non sono finite. Al primo turno strapazza nientemeno che Berankis, numero 54 al mondo, assicurandosi un match di secondo turno che gli cambierà la vita: una sfida nel Centre Court davanti a 15000 persone e contro suo maestà Roger Federer. 

 Anche le favole più belle hanno un finale, e l’incontro con King Roger pone fine all’avventura di Marcus. Ma se l’esito era scontato, non lo è stato l’atteggiamento del pubblico sugli spalti: sulle tribune si è fatta sentire eccome la Willbomb Barmy Army, un gruppo di fan di Willis, tutti vestiti con bandana in testa e scarpe in mano, che per tutto il match hanno sostenuto il loro idolo al motto di “Shoes off if you love Willis” , trascinando il solitamente pacato pubblico londinese e trasformando il Centre Court in una bolgia. Il tutto, rendendo un divertito Roger Federer quasi un estraneo in quella che per molti è considerata la sua casa, il suo tempio. E il tutto, grazie anche ad alcuni punti davvero spettacolari made in Willis, come questo.

Ora, ad un anno di distanza, Marcus vorrebbe poter rivivere quelle sensazioni, quelle emozioni. E gli organizzatori per ora lo hanno accontentato a metà: gli hanno concesso una wild card nel doppio e una per le qualificazioni nel singolo – il che non è cosa da poco –. Inoltre, nel tabellone principale del singolo restano disponibili ancora tre wild card. E chissà se, fino al 3 luglio, una delle tre non possa finire proprio nelle mani del nostro Willis. Per ora non ci resta che aspettare. Nella speranza di poter rivivere, un anno dopo, una nuova Willis-Mania.

Redazione
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