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L’Uefa contro il Barcellona “indipendentista”: basta Esteladas o niente Camp Nou

Continua il braccio di ferro tra Uefa e Barcellona. Il motivo della contesa l’esposizione da parte dei supporter di Messi e co. delle Esteladas, bandiere simbolo dell’indipendenza della Catalogna dal resto della Spagna. La Uefa ha chiesto un procedimento d’urgenza al Tas di Losanna per impedire quanto accaduto nella prima giornata di Champions League in cui gli azulgrana si sono imposti al Camp Nou contro il Celtic di Glasgow pe 7 a 0.

Molti i precedenti al riguardo come in occasione del match di Champions del 2007 contro il Bayer Leverkusen dove la squadra spagnola fu multata di 40 mila euro. Così come quanto accaduto in occasione della finale della scorsa Coppa del Re, al Vicente Calderon di Madrid nella partita tra Barcellona e Siviglia, dove inizialmente era stato paventato un divieto da parte delle autorità madrilene di esporre la bandiera rossogiallastellata, conclusosi con un nulla di fatto.

Ora la Uefa minaccia misure drastiche al riguardo che potrebbero portare la chiusura dello storico impianto catalano, il Camp Nou, per le gare casalinghe della manifestazione europea. Si punta il dito contro il club spagnolo, complice secondo la federazione europea di avallare comportamenti indipendentisti da parte dei tifosi, lasciando passare impunemente le bandiere all’interno dello stadio, facendo entrare una questione politica delicata nel contesto sportivo.

La curiosità di questo ultimo episodio contro il Celtic sta nel fatto che proprio il club scozzese poche settimane fa fu multato in quanto i tifosi bianco verdi avevano esposto, in occasione della partita di qualificazione ai gironi di Champions League contro l’avversario di ieri dell’Inter, gli israeliani dell’Hapoel Be’er Sheva, bandiere della Palestina in solidarietà con la popolazione. Di tutta risposta i tifosi del Celtic avevano aperto una raccolta fondi per aiutare il popolo medio orientale.

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