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“L’Odio” e il Red Star Paris Fc: una storia di cinema, calcio e periferia

“L’Odio” e il Red Star Paris Fc: una storia di cinema, calcio e periferia

Il 31 maggio 1995 usciva nelle sale cinematografiche il film “L’Odio” ( il cui titolo originale, in francese, era “La Haine”). La pellicola scritta e diretta da Mathieu Kassovitz, che vede come protagonista principale un giovanissimo Vincent Cassel, ottenne il premio per la miglior regia al festival di Cannes di quello stesso anno.

La storia è quella di tre amici stretti: Vinz, Hubert e Said che vivono nella banlieue, traduzione francese della parola “periferia”, di Parigi. Essi passano le loro giornate senza far nulla ma nutrendo semplicemente un profondo odio per i poliziotti della zona dopo che una delle guardie in divisa ha pestato, ferendolo a morte, un giovane ragazzo del luogo di nome Abdel.

La pellicola mette ben in risalto le varie problematiche che, da sempre, caratterizzano le numerose banlieue. Queste zone delle città d’oltralpe d’altronde, negli ultimi anni, sono passate alle cronache giornaliere soprattutto per quotidiani momenti di tensione tra le forze dell’ordine e le persone che ci abitano, nella maggior parte migranti provenienti dalle vecchie colonie di Parigi in vari paesi africani.

Ma le banlieue francesi non sono solo questo. Esse, ad esempio, hanno un lato calcistico “popolare” che molte volte viene fuori sotto numerosi punti di vista. Qui, ad esempio, sono nati e cresciuti, alcuni dei calciatori che hanno fatto la fortuna della nazionale francese degli ultimi anni. I nomi più importanti da fare sono due: Paul Pogba, cresciuto a Roissy-en-Brie nella zona sud-est di Parigi, e Kylian Mbappé, nato nella banlieue di Bondy nel nord della capitale francese in quella zona che fa parte del distretto 93.

Nel 2016 è uscito addirittura un documentario, sull’argomento del calcio di strada nelle periferie delle città francesi, intitolato “Asfalto e Pallone”. In questa pellicola hanno dato la loro testimonianza anche alcuni importanti giocatori, tra cui il difensore marocchino Mehdi Benatia e l’attaccante algerino Ryad Mahrez.

Ma la storia più bella che lega il calcio alle banlieue è quella che porta un nome ben specifico: Red Star Paris Fc. Questo, per chi non lo sapesse, è un vero e proprio club calcistico d’oltralpe che, attualmente, milita nel Championnat de France National 1: la terza divisione semiprofessionistica del mondo del pallone francese.

Collocato attualmente nella banlieue di Saint-Ouen, nella parte occidentale di Parigi facente parte del sovra-citato 93esimo distretto, L’Étoile rouge (soprannome con cui viene conosciuto il team calcistico sovra-citato) ha una storia tutta particolare. A fondarlo, il 21 febbraio 1897, fu niente meno che Jules Rimet. Egli era un importante dirigente sportivo francese che ebbe l’idea di dar vita ad un torneo calcistico che coinvolgesse tutte le squadra nazionali del mondo: l’attuale coppa del mondo della FIFA.

La squadra, nonostante oggi rappresenti una zona parecchio periferica di Parigi, ebbe una fondazione ben più borghese. Leggenda vuole che l’atto ufficiale di nascita venne sottoscritto nel pieno centro della città, a due passi dalla famosa Torre Eiffel, nella zona che corrisponde a quella dei giardini pubblici di Campo di Marte dove, difatti, venne eretto il primo impianto per giocare le partite casalinghe.

Vista la data di fondazione la Red Star può vantare una storia ben più longeva dell’altra squadra della capitale francese, il Paris-Saint Germain, nata solamente nel 1970. Purtroppo, però, da un punto di vista dei risultati ottenuti sul campo le Stelle Rosse ebbero una vita abbastanza breve.

L’ultimo trofeo conquistato infatti, la quinta Coppa di Francia della sua storia, arrivò nel lontano 1941-1942. Da lì ebbe inizio una triste parabola discendente che l’ha portata ai livelli agonistici attuali di cui non vi è proprio da vantarsi.

Secondo alcuni il Red Star può essere paragonata alla squadra italiana del Grande Torino. Il team calcistico del capoluogo piemontese riuscì infatti nel giro di appena otto stagioni, dalla stagione 1942-1943 fino alla 1948-1949, ad aggiudicarsi ben cinque scudetti consecutivi ed una Coppa Italia, nel 1942-1943. Tutto questo prima che la Tragedia di Superga, avvenuta il 4 maggio 1949, mise fine ad una delle più belle favole del pallone conosciute ancora oggi a livello mondiale.

Con la decadenza sportiva arriva anche lo spostamento logistico del Red Star verso la periferia che, col passare del tempo, la porta nel distretto 93 occupato attualmente. Proprio qui la squadra comincia ad essere denominata con il termine “Panam”, la locuzione che descrive non solo Parigi, ma anche l’insieme dei comuni che la circondano.

Ed è in questa zona che viene inaugurato l’attuale stadio della squadra: “Stade de Paris” o “Stade Bauer”. Esso è collocato in rue Bauer, importante strada dello stesso Saint Ouen.

Oltre alla differente collocazione geografica, centro contro periferia, il Paris Saint-Germain e il Red Star si contrappongono anche da un punto di vista sociale e politico. I primi infatti, tra i propri tifosi, hanno una forte presenza legata all’estrema destra e alla borghesia bianca cittadina; i secondi invece rappresentano più il proletariato della zona e, nonostante i loro supporter siano in maggioranza migranti, non mancano anche alcuni bianchi con forti ideali di sinistra.

Tutto questo viene ben descritto da un coro degli stessi tifosi del Red Star Paris FC che fa così: “Io sono diverso. Io sono la strada. Io sono un calciatore. Io sono un banlieusard”. Tale coro, per il suo forte spirito ribelle, mi fa venire in mente il monologo iniziale del film “l’Odio” che dice “Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all’altro, il tizio, per farsi coraggio, si ripete: “Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene.” Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio”.

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