Connect with us

Cerca articoli

Calcio

L’Italia di Gianpiero: cosa dovrebbe fare Ventura per non trasformare un Mondiale in una sventura

Non siamo mai soddisfatti, ma per una volta abbiamo un buon motivo. Nonostante abbia centrato l’obiettivo minimo, ampiamente preventivabile prima dell’inizio del percorso verso Russia 2018 (accesso ai playoff da testa di serie), la derelitta Italia del calcio fa acqua da tutte le parti. Il gioco (in)espresso preoccupa, inquietano le prove negative offerte contro nazionali più che modeste o globalmente inferiori (vedasi le ultime tre partite contro Israele, Macedonia e Albania), le mazzate prese a settembre dalla Spagna ci fanno sentire piccoli ma, più di tutto, Ventura ha sempre l’espressione tipica di chi è l’uomo sbagliato nel posto sbagliato. Ansiosa, nervosa, arrogante, irritata. Irritante, per chi lo osserva. E non tanto per le scelte nelle convocazioni (anche se qualcuno ha scambiato Jorginho per Pirlo) o nell’undici titolare, quanto per la sua tendenza a scaricare sugli altri le proprie responsabilità e portare in dote ad ogni sconfitta le giustificazioni più disparate (manca solo la pioggia di mazzarriana memoria).

Ventura, in questo, è un italiano vero e noi, da veri italiani, ci attacchiamo a tutto pur di sostituirci al commissario tecnico in carica. Ma per una volta (se non la prima, quasi) abbiamo ragione. E basterebbe poco per evitare di uscire dal Mondiale già a novembre (l’Irlanda del Nord, possibile avversaria degli azzurri nel playoff, rievoca i fantasmi del ’58) oppure, nella migliore delle ipotesi, far la figura dei fessi in Russia contro la Slovacchia o il Costa Rica di turno. Quando non funziona qualcosa, è indispensabile pensare al più presto ai rimedi possibili. Se si esclude a priori l’ipotesi di sostituire il tecnico (scelta che, allo stato attuale, rischierebbe di portare più problemi che benefici), non resta altro che valutare cosa potrebbe fare Ventura per sistemare le cose e giocarsi una carta mondiale, finita tra le mani di una generazione calcistica azzurra buona (soprattutto in prospettiva), seppur non eccelsa.

Il presupposto fondamentale è l’unità d’intenti. L’esultanza collettiva al gol di Candreva in Albania ha evidenziato le virtù di un gruppo solido nei momenti più difficili, ma ha anche sottolineato l’isolamento totale di quello che dovrebbe esserne il condottiero. Ventura, tenuto in disparte dagli azzurri, deve riconquistare la fiducia perduta nel più breve tempo possibile. L’avversario che ci attenderà a novembre, chiunque esso sia, non si potrà sconfiggere con il solo impegno (come successo con l’Albania), ma soprattutto con la forza della lucidità, un gioco preciso (possibilmente assimilabile in poco tempo) e un motivatore che sia realmente tale. Questa, d’altronde, non è la provincia bucolica tanto cara al nostro commissario tecnico e, in assenza di potenzialità da top manager, dovrà mettere da parte ogni tipo di protagonismo, tenendo in pugno allo stesso tempo il gruppo azzurro.

Semplice? Per niente, e lo è ancora meno dell’inserimento in campo di un terzo centrocampista. Questo si potrebbe fare con grande facilità, e sarebbe una mossa più lungimirante di quanto si possa pensare. È ormai evidente che la mediana a due, utilizzata da Ventura in moduli di diversa matrice (4-2-4, 4-4-2 e 3-4-3) non sia la soluzione ideale per dare equilibrio alla squadra, in difesa e in attacco. L’aggiunta di un centrocampista, dal canto suo, risolverebbe più di un problema. Si potrebbe fare in un 3-5-2: la vecchia BBC juventina (Bonucci-Barzagli-Chiellini) offrirebbe ampie garanzie, permettendo allo stesso tempo di esaltare le caratteristiche di terzini di spinta come Zappacosta e Spinazzola, dare maggior libertà all’estro di Verratti (slegato dagli oneri difensivi al quale è costretto dalla mediana a due) e accompagnare gli inserimenti offensivi delle punte con quelli di due mezzali che sappiano interpretare al meglio la doppia fase (la lista è variegata, seppur raramente soddisfacente).

Questo modulo, tuttavia, escluderebbe uno dei nostri elementi più talentuosi, Lorenzo Insigne. Immaginare un’Italia senza l’estro del nostro dieci è quasi impossibile, e anche in tal senso sarebbe utile l’inserimento di un terzo centrocampista. Il 4-3-3, utilizzato anche da Sarri nel suo Napoli, ne esalterebbe le caratteristiche senza chiedergli l’imponente sacrificio in ripiegamento necessario nel 4-2-4 e gli permetterebbe inoltre di assecondare al meglio uno tra Immobile e Belotti. Se a questo ci aggiunge il potenziale inserimento sull’altra fascia di un elemento chiave come Bernardeschi (senza dimenticare Chiesa, Verdi e la lunga serie di esterni offensivi a nostra disposizione), scegliere tra le sicurezze del 3-5-2 e la maggiore imprevedibilità del 4-3-3 diventa difficile, ma le due soluzioni potrebbero rispondere con la stessa efficacia a esigenze differenti a seconda dell’avversario e il momento del match. E a prescindere sarebbero assimilati più facilmente degli arzigogolati 4-2-4 e 3-4-3. Ventura saprà adattare le proprie idee alle caratteristiche della rosa? Oppure vincerà il suo integralismo e la forza fragile del suo carattere? Chi vivrà vedrà, tuttavia una cosa è certa: gli equilibri sono instabili, ma niente è perduto e la Russia non è poi così lontana. Questa avventura, sempre più in salita, non è ancora diventata una sventura. Crediamoci, italiani, finché possiamo. Con la speranza che l’Italia faccia altrettanto.

Redazione
A cura di

GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Altri Sport

Armin Zöggler: a tu per tu con il Cannibale del ghiaccio In questa anno balordo il momento  delicato dovuto alla seconda ondata Covid  ha...

Calcio

Se per un colpo di testa rischi la vita: il calcio e i problemi legati alla neurodegenerazione E’ tornato d’attualità un tema spinoso che...

Calcio

Lo monetina di Alemao e gli altri misteri del Campionato 1989-90 In occasione dei 59 anni compiuti oggi da Ricardo Alemao, l’ex centrocampista brasiliano...

Calcio

Deportivo Palestino, il club cileno che gioca per i diritti dei palestinesi Il 15 novembre 1988  Yasser Arafat, presidente dell’OLP, proclama unilateralmente l’Indipendenza dello...

Calcio

Paulo Dybala: ‘La Joya’ di Laguna Larga che segna in nome del padre Compie oggi 27 anni Paulo Dybala, l’attaccante argentino della Juventus, che...

Altri Sport

Johann Kastenberger: il maratoneta che scappava dalla polizia Il 15 novembre 1988 finiva tragicamente la fuga di Johann Kastenberger, un atleta sconosciuto nel mondo,...

Altri Sport

We are Marshall! Quando un Aereo consegna lo Sport alla storia Il 14 Novembre 1970 in West Virginia, l’aereo della Southern Airways Flight 932 con...

Calcio

EURO 2012: la grande illusione La tradizione calcistica che accompagna il nostro paese è una delle più longeve e vincenti della storia di questa...

Altri Sport

Quando i Re del Rugby curarono le ferite della Grande Guerra L’11 novembre 1918 il primo conflitto mondiale giunse finalmente al termine con la...

Calcio

I fantasmi di Gary e Robert Il 10 Novembre 2009 ci lasciava Robert Enke, portiere tedesco dell’Hannover 96. La causa della morte: suicidio. Una...

Calcio

Sandro Mazzola racconta Messico 1970 Sandro Mazzola fu uno dei calciatori più rappresentativi dell’Italia vicecampione del mondo nel 1970. Coprotagonista con Gianni Rivera della...

Calcio

Nils Liedholm: c’era una volta il “Barone” Il 5 Novembre 2007 ci lasciava Nils Liedholm, indimenticabile Barone svedese del calcio italiano. Personaggio unico e...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro