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L’Italia della Scherma: Fiore all’occhiello della delegazione olimpica

Si legge sul sito ufficiale della Federazione, che la parola “scherma” derivi dal verbo “schermire”. Ossia ripararsi, difendersi. “Con arte, dal colpo che tira il nemico” come scrivono quelli dell’Accademia della Crusca. Sono in tanti a pensare (non solo quelli della Crusca), che prima di essere uno sport, la scherma sia a tutti gli effetti un’arte. Che si è evoluta nel tempo, raffinandosi negli anni. Trasformandosi dal duello iniziale (nello schema rusticano dell’uno contro uno) ad uno sport in cui le doti atletiche vanno di pari passo con la prudenza, la rapidità d’azione e l’intelletto. Dagli usi militari si è così passati a quelli civili. Fino appunto ad arrivare anche ai Giochi Olimpici. E da quando esistono le Olimpiadi (in particolare dalla seconda edizione dei Giochi di Parigi del 1900) l’Italia della scherma partecipa sempre ma soprattutto vince. Centinaia di medaglie (se ne contano 121 nella storia dei Giochi) che ne hanno fatto il vero e proprio fiore all’occhiello della delegazione azzurra ai giochi olimpici.

L’ultima volta (a Londra nel 2012) la nazionale italiana di scherma, è stata quella che ha vinto di più. Un vero trionfo di medaglie: 7 in totale (3 ori, 2 argento e 2 bronzi). E’ stata l’Olimpiade del fioretto. Tutti e tre gli ori sono infatti arrivati da qui: dal quartetto maschile (Baldini-Avola-Cassarà-Aspromonte) a quello femminile (Di Francisca-Errigo-Salvatori-Vezzali) e poi ancora da Elisa Di Francisca,  prima in un podio tutto italiano davanti ad Arianna Errigo e l’“onorevole” Valentina Vezzali. Senza dimenticare l’argento nella sciabola individuale conquistato dal napoletano Diego Occhiuzzi. Adesso le Olimpiadi di Rio. Dove l’Italia (purtroppo) non avrà la prova a squadre per quanto riguarda il fioretto femminile e la sciabola maschile. Ma arriverà comunque da campione in carica nel fioretto femminile che sia Elisa Di Francisca (campionessa in carica) che Arianna Errigo proveranno a difendere. Mentre Rossella Fiamingo sarà l’unica azzurra a prendere parte alla prova di spada individuale. Per la sciabola femminile invece le speranze azzurre saranno affidate a Rossella Gregorio, Loretta Gulotta e Irene Vecchi. Tra i maschi, per la spada maschile si esibiranno Enrico Garozzo, Paolo Pizzo e Marco Fichera, mentre per la sciabola ci saranno l’argento di Londra Diego Occhiuzzi e poi Smer-Aldo Montano, medaglia d’oro ai giochi di Atene 2004. Il quale, per essere presente anche a Rio (per lui la quarta Olimpiade) ha dovuto fare una vera e propria corsa contro il tempo dopo l’operazione alla spalla effettuata dal professor Di Giacomo lo scorso aprile. Inizialmente, in pochi credevano che ce l’avrebbe potuta fare. Ma dopo 4 mesi di dura riabilitazione (sostenuta sotto le cure del fisioterapista Alessandro Pesce che sarà presente anche a Rio) Aldo Montano è potuto partire con i suoi compagni. E adesso più che mai, che Dio ce la mandi buona. Forza Italia.

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