Connect with us

Cerca articoli

Sport & Diritti

Libia: Un Derby contro l’ISIS

In Libia si continua a morire. E l’ISIS continua a perseguire il suo obiettivo di conquista della terra un tempo in mano al dittatore Gheddafi. Sotto i colpi di mortaio e le raffiche delle mitragliatrici di Daesh, c’è un popolo che soffre e resiste. In cerca di normalità. Normalità che si è tradotta in una partita di calcio, anzi di calcio a 5 per le questioni di cui sopra , che di normale ha veramente poco: il Derby.

Il 9 Gennaio scorso, infatti, è andato in scena il così detto Alhawi Derby tra la squadra di Bengasi e Tripoli, quasi a suggellare il governo di unione nazionale instaurato per placare le tensioni tra i governi della Cirenaica e Tripolitania e contrastare l’avanzata dell’esercito del Califfato.

Un incontro che non si disputava dal 2011, da quando, dopo l’uccisione di Gheddafi, le due guerre civili hanno impedito lo svolgimento del campionato, fatto salvo per l’annata 2013/14.

Come riporta ilMessaggero.it, il derby è stato la testimonianza di come, in presenza di una minaccia superiore, l’uomo è in grado di mettere da parte i dissapori, che in questo caso non sono meramente sportivi ma hanno radici più profonde e antiche, per resistere insieme e regalare una speranza al popolo afflitto, facendo prove di democrazia in un luogo che non la conosce da più di 40 anni. Ed infatti, quella che in passato era considerata una delle partite più calde del campionato, si è trasformata in una festa sotto un’unica bandiera. Ma per i jihadisti anche una manifestazione così innocua non può essere tollerata. E hanno provato a fermarla.

Ci hanno provato ma non ci sono riusciti. Non è bastato far saltare in aria la centrale elettrica che portava la luce al palazzetto dello sport di Bengasi, alla città e a parte della Regione orientale. Hanno provato a lasciarli al buio ma la partita si è giocata lo stesso. Luci esterne, generatori di emergenza e torce dei tifosi hanno acceso il campo e i cuori dei presenti e dei giocatori.

Ma non bastava. L’ISIS ha provato anche a bombardare le zone circostanti, proprio mentre all’interno dell’impianto, situato a soli 3 chilometri da dove stazionano gli uomini di Daesh, era in corso la partita. L’eco delle deflagrazioni, per l’esattezza cinque, a pochi metri dal campo, è stato offuscato dal coro di tante voci che si sono fatte grido costante per tutto l’incontro. “Libia, Libia, Libia”. E dagli spalti un solo abbraccio, una sola volontà: tornare a giocare, a sorridere.

E mentre l’aria bruciava fuori, nel palazzetto si giocava un derby, e si festeggiava, come se non fosse niente, come se l’ISIS non fosse mai stato lì poco distante. Prove di vita normale, senza timore. Il modo migliore per fare un torto agli uomini di Al-Baghdadi. Il terrorismo è alimentato dalla paura e dal giustificato egoismo che la gente ha nel cercare di mettersi in salvo. Ma la condivisione della paura tra persone che fino a ieri si facevano la guerra e che ora non si vogliono arrendere, è un segnale che minaccia le azioni dei terroristi che nel conflitto civile hanno trovato terreno fertile per espandere i consensi e i territori sotto il loro controllo.

La partita è finita 5 a 2 in favore della squadra di Tripoli. Ma poco conta. La banalità del “Ha vinto lo sport”, oggi, è il miglior messaggio che questo derby poteva darci. Non il solito derby. Non le solite divisioni. Un popolo diverso, ma questa volta consapevolmente unito, contro le nere bandiere, contro il male comune. Per tornare a vivere, o a morire, ma da uomini liberi. Usciti da una dittatura lunga quasi mezzo secolo, in  cerca della Democrazia e della “Primavera“, si sono trovati nel più freddo degli inverni, inghiottiti in un incubo che li sta privando di tutto ciò per cui avevano lottato e sofferto per anni.

FOTO: www.nena.news.it

social banner

Redazione
A cura di

GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

Piermario è caro al cielo Citato ogni volta da mio padre, quando avveniva una morte prematura per lui ingiusta. Ormai appartiene a Piermario. Piermario...

Calcio

Se lo Sport si inchina alla Fede: Calcio e Ramadan, un’integrazione difficile Nelle prossime settimane, per alcuni allenatori di diverse compagini, composte principalmente da...

Calcio

El Clásico de Avellaneda: Rivalità, manichini e la maledizione dei sette gatti neri Lo scorso fine settimana si è giocata una delle partite più...

Calcio

Helenio Herrera: Morte e Misteri dell’Inter del Mago Il 10 aprile 1910 nasceva Helenio Herrera, il Mago dell’Inter capace di vincere tutto. Della sua...

Calcio

Lo monetina di Alemao e gli altri misteri del Campionato 1989-90 L’8 aprile 1990 durante la partita tra Atalanta e Napoli, il centrocampista brasiliano...

Altri Sport

L’Aquila 12 anni dopo: storie di sportivi portate via da un terremoto Il 6 aprile 2009, alle ore 03:32 di notte, un terremoto di...

Calcio

Il “Best friulano”: Ezio Vendrame, la mezzala che sarebbe diventata un poeta  Ieri si è ricordata la scomparsa avvenuta il 4 aprile dello scorso...

Calcio

Fabrizio Frizzi e lo Sport: dal Bologna alla Nazionale Cantanti “Hai un amico in me. Un grande amico in me. Se la strada non...

Calcio

Giuseppe Chiappella: Firenze andata e ritorno Lombardo come Prandelli, tornò anche lui sulla panchina della Fiorentina. Giuseppe Chiappella scrisse pagine importanti della storia gigliata,...

Calcio

Sarnano, 1 Aprile 1944: Partigiani contro Nazisti 1 a 1 Il Primo Aprile 1944, in centro Italia, si sarebbe giocata una partita di calcio...

Calcio

La storia di Alec Stock, esonerato due volte dall’irriconoscenza Il 30 Marzo 1917 nasceva Alec Stock, la cui storia rappresenta perfettamente la vita dell’allenatore...

Calcio

Ciao Mondo Sono già passati 3 anni da quando Emiliano Mondonico ci ha salutato dopo una dura battaglia contro il cancro. Un allenatore unico...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro