Connect with us

Cerca articoli

Basket

Lettonia-Lituania: quando i Titani Baltici del Basket si facevano la guerra per il dominio d’Europa

[themoneytizer id=”27127-1″]

Lettonia-Lituania: quando i Titani Baltici del Basket si facevano la guerra per il dominio d’Europa

Le terre baltiche sono da sempre una delle patrie europee della pallacanestro. Questa è la storia di una delle più grandi rivalità del basket delle origini: Lettonia – Lituania, ovvero le nazionali campioni delle prime tre edizioni (1935, 1937, 1939) dell’EuroBasket.

Entrambe le nazionali hanno origine negli anni ‘20. Il 26 novembre 1923 viene fondata la Latvijas Basketbola Savienība, Federazione cestistica della Lettonia, e il 29 aprile del 1924 la nazionale di pallacanestro lettone (Latvijas basketbola izlase) disputa la prima partita internazionale: vittoria contro l’Estonia per 20-16. La Lettonia, fornita delle conoscenze d’oltreoceano da parte degli allenatori statunitensi della YMCA, risulta essere fin da subito una delle squadre più forti d’Europa, soprattutto rispetto ai rivali lituani. La nazionale lituana di basket (Lietuvos nacionalinė vyrų krepšinio rinktinė) disputa la partita d’esordio internazionale il 13 dicembre 1925 proprio contro i lettoni a Riga subendo una sonora sconfitta (20-41). È l’inizio del decennio di assoluto dominio lettone. Una serie ripetuta di vittorie contro i lituani nei diversi incontri (41-29,47-12 e addirittura l’umiliante 123-10).

Tra gli anni ‘20 e gli anni ‘30 la pallacanestro in Lettonia risulta di gran lunga meglio organizzata che in Lituania. Difatti, nel 1932, la Lettonia è uno degli otto paesi firmatari dell’atto fondativo della FIBA, mentre la Lituania muove i primi passi nel percorso di miglioramento che ha una svolta decisiva nel 1934 con l’apertura del Palazzo della Cultura Fisica di Kaunas. Così, mentre nel 1935 la Lettonia partecipa al primo Campionato Europeo di basket, la Lituania promuove un congresso mondiale invitando i lituani da ogni parte del mondo a contribuire allo sviluppo culturale del Paese di origine nei diversi settori, anche a livello sportivo. Il Campionato Europeo FIBA 1935 viene organizzato a Ginevra, in Svizzera, come evento di prova per il primo torneo olimpico di basket che si sarebbe tenuto l’anno successivo. Prendono parte dieci nazionali. La Lettonia lo vince sconfiggendo l’Ungheria nel turno eliminatorio (46-12), la Svizzera in semifinale (28-19) e la Spagna in finale (24-18). Nel 1936 la Lettonia partecipa ai Giochi Olimpici di Berlino. Considerata alla vigilia una delle favorite, esordisce nel torneo con una vittoria sull’Uruguay (20-17). Poi le sconfitte contro Canada (23-34) e Polonia (23-28) le precludono la strada alla fase a eliminazione diretta. Il fallimento berlinese segna l’inizio della sua parabola discendente.

Intanto nello stesso anno la Lituania diventa membro della FIBA e una delegazione di atleti lituano-americani arriva nel Paese dagli USA per partecipare al congresso mondiale di Kaunas. Juozas Zukas, Konstantinas Savickus e in seguito anche Frank Lubin (Pranas Lubinas), capitano di origine lituana della nazionale statunitense medaglia d’oro alle Olimpiadi, giungono per insegnare i segreti del basket e far parte della nazionale. Grazie soprattutto al lavoro di Lubinas e Zukas i lituani battono i lettoni per la prima volta, 35-27, nel novembre del 1936. Il 1937, anno della seconda edizione dell’EuroBasket, organizzato dai campioni in carica della Lettonia a Riga, si apre con una nuova sconfitta della Lituania in un match amichevole contro i vicini a febbraio. Un mese prima dell’inizio del Campionato Europeo, la stampa lettone pubblica un ampio articolo sull’ormai prossimo torneo considerando la Lituania la più debole di tutte ed otto le partecipanti. Il direttore del Palazzo della Cultura Fisica di Kaunas, Vytautas Augustauskas, su richiesta di Leonas Baltrūnas e del giornalista Jonas Narbutas, convoca dagli USA due ulteriori giocatori lituano-americani: Pranas Talzūnas e Feliksas Kriaučiūnas, quest’ultimo scelto anche come allenatore. Per mantenere segreto il processo di rafforzamento della squadra da parte degli atleti statunitensi, vengono annullati tutti i match di preparazione e si programmano lunghe sedute di allenamento a porte chiuse. La nazionale viene preparata tatticamente e fisicamente dalla scuola americana.

E gli sforzi ripagano: i lituani diventano Campioni d’Europa per la prima volta, sconfiggendo tutti i loro avversari e con Talzūnas MVP del torneo. Vittorie nel girone di qualificazione contro Italia (22-20), Estonia (20-15) e Egitto (21- 7), poi in semifinale contro la Polonia (31-25) e infine in finale nuovamente contro l’Italia per un punto (24-23). Campionato deludente, invece, per la Lettonia in piena fase calante, eliminata nel girone di qualificazione dove giunge terza alle spalle di Francia e Polonia. Conclude l’Europeo al sesto posto perdendo inoltre contro l’Estonia (19-41) l’incontro per la quinta posizione. L’apoteosi della rivalità arriva però nella terza edizione dell’EuroBasket, tenutasi nella prima arena dedicata alla pallacanestro in Europa, la Kaunas Sports Hall, in Lituania nel 1939. Girone unico da otto squadre. La Lituania, guidata da Lubinas giocatore-allenatore, vince tutti e sette gli incontri chiudendo il torneo con 14 punti e laureandosi ancora una volta Campione d’Europa. Secondo posto per la Lettonia con 12 punti e due sconfitte, entrambe per una sola
lunghezza contro la Lituania all’esordio (36-37, buzzer beater di Lubinas) e l’Estonia (25-26). Le proteste per l’andamento del finale di partita del match decisivo contro i lituani e lo sdegno provocato in Lettonia dal fatto che il team vincitore sia composto principalmente da lituanoamericani, con cinque giocatori nati in USA, portano all’interruzione delle relazioni sportive tra Lettonia e Lituania, con il successivo annullamento del torneo di calcio della Coppa del Baltico del 1939.
Ma di lì a poco purtroppo l’occupazione sovietica metterà fine all’indipendenza delle nazioni baltiche e ad una delle più accese rivalità della pallacanestro, unendo forzatamente sotto la stessa bandiera lettoni e lituani.

[themoneytizer id=”27127-28″]

A cura di

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

La Strage allo Stadio Lenin di Mosca e l’insabbiamento del regime Il 20 Ottobre 1982 allo Stadio Lenin di Mosca, durante una partita di...

Calcio

Ranieri e il destino a luci rosse dietro la favola Leicester Compie oggi 70 anni Claudio Ranieri, l’allenatore romano il cui nome sarà per...

Calcio

Matthew Le Tissier, una scelta da Dio Strano stadio, il vecchio “The Dell”; trentamila anime di gomiti che si strofinavano uno contro l’altro, nei...

Calcio

Quelli che sono stati anche figli di Beppe Viola Il 17 Ottobre 1982 ci salutava quel genio giornalistico, ma non solo, di Beppe Viola....

Calcio

Jean-Marie Pfaff, un sorriso tra i guanti Sai che c’è? C’è che se da ragazzino passi il tempo in una roulotte, nel centro di...

Altri Sport

Paul Allen: storia del Genio tifoso innamorato dello Sport Genio, rivoluzionario, magnate, filantropo. Non bastano le parole, gli aggettivi. Scrivo. Meglio: pigio i tasti...

Calcio

Arbitri, Tifosi e Calciatori: una Storia di sangue Le ultime settimane di calcio si sono contraddistinte per due episodi di violenza nei confronti degli...

Calcio

Calcio e corruzione: Gegio Gaggiotti e i suoi capolavori Il 10 Ottobre 1991 moriva Eugenio Gaggiotti, l’uomo che è considerato il “pioniere” delle combine...

Calcio

Aldo Biscardi: dalle intercettazioni con Moggi al “Moviolone” divenuto realtà Sono passati quattro esatti dalla morte di Aldo Biscardi. Il giornalista, autore e conduttore...

Calcio

Josè Leandro Andrade: la vita estrema della Maravilla Negra Il 5 Ottobre 1957 ci lasciava Josè Leandro Andrade, la Maravilla Negra, il fenomeno dell’Uruguay...

Calcio

Gaetano Anzalone: storia di un Galantuomo Il 5 Ottobre 1930 nasceva Gaetano Anzalone, storico presidente della As Roma. Un uomo d’altri tempi, un galantuomo...

Altri Sport

Abdon Pamich: in marcia, con il Ricordo nel cuore Ha compiuto ieri 88 anni Abdon Pamich, il marciatore italiano divenuto simbolo sportivo degli esuli...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro