Connect with us

Cerca articoli

Calcio

L’Etiopia, Haile Selassie e Luciano Vassallo, il “Di Stefano d’Africa”

[themoneytizer id=”27127-1″]

L’Etiopia, Haile Selassie e Luciano Vassallo, il “Di Stefano d’Africa”

 

Il 2 Aprile 1930 Tafarì Maconnèn, meglio conosciuto come Haile Selassie,  veniva proclamato imperatore d’Etiopia, incarico che ricoprì dal 1930 al 1936 e dal 1941 al 1974. La sua storia si incrocia incredibilmente con il calcio e con un italiano che nel grande paese africano è considerato una vera e propria leggenda. Il suo nome è Luciano Vassallo, il “Di Stefano d’Africa”.

Sotto il regno di Haile Selassie il governo di Addis Abeba attraversò alcuni dei suoi momenti più difficili dal punto di vista storico. Nel 1936, ad esempio, il grande paese dell’Africa orientale venne invaso dall’Italia fascista; tale evento costrinse lo stesso Selassie ad un esilio volontario di circa 5 anni nel Regno Unito.

Durante il suo impero la nazionale di calcio toccò l’apice della sua storia, nel 1962. Proprio in quell’anno, infatti, l’Etiopia riuscì a portare a casa il suo unico trofeo: la Coppa delle Nazioni Africane che, caso del destino, si disputò proprio in nello stato dell’Africa orientale.

Alla finale, giocata nell’impianto “Haile Selassie” di Addis Abeba, assistette lo stesso “negus” (il titolo nobiliare con cui era conosciuto l’imperatore etiope in campo internazionale). Sul rettangolo da gioco, invece, si ritagliò un ruolo da protagonista il giocatore italo-etiope Luciano Vassallo, da tutti conosciuto come il “Di Stefano d’Africa”.

L’incontro sovra-citato si svolse il 21 gennaio 1962. In campo si affrontarono la nazionale padrona di casa contro quella della Repubblica Araba Unita (composta dai giocatori dell’Egitto e della Siria insieme): gli etiopi vinsero, dopo i tempi supplementari, con il risultato di 4 a 2.

 

Luciano Vassallo fu autore di ben 104 partite, tra ufficiali e non, e segnò addirittura 99 gol: un record, ancora tuttora, quasi impossibili da battere. Egli era figlio di una madre eritrea e di un padre italiano che si trovava in quella zona del mondo per questioni lavorative.

Vassallo, insomma, era proprio quello che, il governo fascista di Roma, cercava di perseguitare in tutto e per tutto: un mulatto. La sua vita sarebbe potuta essere un vero e proprio inferno; il calcio, però, la trasformò quasi in un sogno.

Lo stesso giocatore, che ricoprì il ruolo di terzino sinistro per poi venire avanzato in zona centrocampo, ricorda bene quel giorno in cui una nazione intera si fermò per la più importante partita della nazionale di calcio. “Addis Abeba era fantastica. Dopo la finale per tornare in albergo in auto ci impiegammo delle ore, da tanta gente che era venuta a festeggiarci” spiega orgoglioso lo stesso Vassallo, oggi quasi 84enne, che poi prosegue: “Eravamo una squadra meravigliosa, con me giocavano mio fratello Italo (anche lui calciaore, ndr) e Menghistu Worku, forse il miglior giocatore etiope di tutti i tempi e soprattutto un grande uomo, fuori e dentro il campo”.

In quel match, il meticcio non doveva neanche ottenere la fascia da capitano viste le sue origini da “mezzosangue. Alla fine, però, come spiegato dal diretto interessato: “valse la regola che chi aveva più presenze aveva la fascia”.

 

Vassallo, oltre ai numeri sovra-citati, viene ricordato anche per essere stato l’unico calciatore d’Etiopia a essere nominato miglior giocatore di una competizione importante come la Coppa d’Africa. Una bella soddisfazione, per un ragazzo che aveva dovuto subire vari episodi di razzismo viste le sue origini.

Nonostante la fama raggiunta, il capitano etiope dovette fare numerosi altri lavori per potersi mantenere nel corso della vita. Come da lui spiegato, infatti: “Il calcio in Africa non ti dà da mangiare; mentre giocavo ho fatto di tutto, muratore, falegname, meccanico“.

Nella seconda metà degli anni Sessanta avvenne la svolta per il calciatore nel cercare di rincorrere il suo vero sogno: diventare allenatore e allenare, un giorno, la stessa nazionale del suo paese. Per questo motivo, nel 1968, Luciano Vassallo andò in Italia per seguire un corso di allenatore di secondo livello insieme ad alcune figure storiche del calcio nostrano, ad esempio Cesare Maldini.

Imparai molto, tornai a casa con libri e conoscenze – spiega Vassallo – ma soprattutto il confronto con i miei miti mi fece capire che non ero così distante da loro”. Il ritorno in Etiopia, però, fu parecchio traumatico, dal punto di vista professionale, visto che la federazione calcistica decise di assumere come guida tecnica il tedesco Peter Schnittger.

Altri problemi giunsero nel 1974, quando Hailè Selassiè venne deposto dal dittatore locale Mènghistu Hailé Mariàm. Vassallo, infatti, si inimicò fin da subito il nuovo governo e, nel 1978, venne costretto all’esilio in Italia, dove risiede tuttora, e dove diede il via alla sua carriera di scrittore.

A noi piace ricordare Vassallo su un campo di calcio che, sotto gli occhi dello stesso Haile Selassie, portò l’Etiopia al suo massimo traguardo calcistico mai raggiunto finora. Dopo gli articoli, da noi pubblicati, in cui trattavano del rapporto tra la famiglia Marley ed il mondo del calcio ecco un’altra bella storia tra il mondo della reggae music e quello del pallone.

[themoneytizer id=”27127-28″]

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

Pelé e Garrincha: lasciarsi e dirsi gol Nessuno dei due poteva saperlo. Forse per questo, anche per questo, entrambi fecero gol. Maledetto mondiale d’Inghilterra,...

Calcio

La Leggenda di Pelé che “ferma” la Guerra del Biafra in Nigeria Il 21 Settembre si celebra la Giornata Mondiale della Pace ONU. Per...

Calcio

Il Nottingham Forest di Brian Clough in un football che non esiste più Il 20 Settembre 2004 moriva all’età di 69 anni Brian Clough,...

Calcio

Ronaldo: Manifesto di un Futurismo “fenomenale”  Compie oggi 44 anni, Luis Nazario de Lima, per tutti Ronaldo. Il Fenomeno che per il suo modo...

Calcio

Happel, Vilanova e Maestrelli: Storie di Vita, Storie di Sport Avrebbe compiuto oggi 52 anni Tito Vilanova, compianto allenatore del Barcellona, portato via da...

Calcio

Campioni del mondo! Gli azzurri di Mancini riportano a casa…il titolo non ufficiale “Campioni del mondo! Grazie alla rete di Nicolò Barella gli azzurri...

Calcio

La promessa di Rafael Alkorta Testo: Ettore Zanca Illustrazione: Enrico Natoli Compie oggi 52 anni Rafael Alkorta, l’ex calciatore basco che in carriera ha...

Calcio

Calcio Moderno e Diritti Tv, Ciampi ci aveva avvertito sulla crisi del Pallone Il 16 settembre 2016 moriva l’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio...

Calcio

Un Ufo alla partita di calcio: quando lo Stadio Franchi sembrò Roswell Di solito, quando si sente il termine extraterrestre nel mondo del pallone...

Calcio

Il nuovo infortunio occorso al giovane talento della Roma impone una riflessione sugli eccessi di un mondo, quello del calcio professionistico, che sembra incapace...

Calcio

Jock Stein, il destino del minatore che salì sul tetto d’Europa Il 10 Settembre 1985 ci lasciava Jock Stein, leggendario allenatore del Celtic Campione...

TV

Sta per ripartire una nuova stagione calcistica, per certi versi la più strana e desueta dagli ultimi anni: la situazione legata al Covid è...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro