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Le radici trasversali e il cuore lavoratore di Bellingham e Solskjaer

Le radici trasversali e il cuore lavoratore di Bellingham e Solskjaer

Ci sono molti modi per rimanere ancorati alle proprie origini. Alcuni vogliono che tutto rimanga immutato, altri hanno solo il desiderio di rivedere il più possibile immagini familiari e ciò che ricorda amori e bei tempi andati.

A Dortmund e Manchester hanno un concetto molto nobile di radici. Per loro significano rispetto, correttezza, gratitudine anche se tutto non è più come prima.

Sono città industriali e come tali molto attente alla concretezza. Il calcio lì è svago e riscatto.

A Dortmund ormai sono abituati ai piani alti di campionato e Champions e anche ai top player. Eppure il calciatore più amato nonostante tutto non è la rockstar trampoliere Haaland, bensì il ragazzino inglese Jude Bellingham. Il perché è presto detto. Lavora, lavora tanto e nel punto più oscuro del campo, quello dove devi estrarre palloni come in miniera e trasformarli in diamanti tagliati magistralmente per gli attaccanti. Jude è maniacalmente ossessionato dalla perfezione nel suo lavoro. E questo fa di lui uno amato dalla classe lavoratrice siderurgica. Il ragazzo è inglese ma ormai ha la cittadinanza di Dortmund, perché le radici le acquisti col rispetto. E anche nel non mandarle a dire. Jude sul recente match perso col Bayern ha detto parole che non sono propriamente da diplomazia inglese: “hanno dato la nostra partita a un arbitro che era sospettato di vendersi partite, cosa potevamo aspettarci?”. Sarà pure una dichiarazione forte, ma è sintomo di carattere del ragazzo.

A Manchester, dove tessile e portuale sono sempre attività tatuate nella pelle della città hanno lo stesso concetto di radici: o ci sei nato o te le guadagni col rispetto. Lo United ultimamente non sta attraversando un buon momento e ha fatto arrivare un tedesco alla sua guida: Ralf Ragnick, uno abituato al lavoro. Ragnick ha sostituito un allenatore che si sarebbe venduto l’anima per i diavoli del Manchester: Ole Gunnar Solskjaer. Norvegese, è un ex calciatore che a Manchester amano visceralmente perché ha portato titoli in casa, tra cui una Champions segnando un gol al Bayern mentre tutti erano convinti che bastava un fiato ai supplementari. Bene: Solskjaer è stato esonerato da allenatore ed è andato via in lacrime. Uno al suo posto sarebbe arrabbiato con chi lo ha licenziato. Lui sapete cosa ha fatto? Ha ricevuto una telefonata del suo successore, Ragnick, e gli ha parlato due ore spiegandogli molte cose della squadra e della mentalità. Chi altri lo avrebbe fatto? Chi avrebbe avuto questa correttezza?

Ma per il bene delle tue radici fai tutto, per amore delle tue radici acquisite, donate da chi ti vuol bene per quello che hai fatto, fai ancora di più. Jude e Ole lo sanno. Uno lavora sodo e l’altro aiuta chi gli ha soffiato il posto. Due diamanti che splendono in mezzo al fumo delle industrie che ancora lavorano sodo.

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