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Le insidie della nostra Europa League

Che sia verso Kiev o per Lione, Champions o Europa League, la storia non cambia. A partire dal 14 febbraio, le italiane si troveranno di fronte a 6 sfide dal sapore diverso, nella speranza che altrettante vittorie nel doppio incontro/scontro possano innaffiare con altre gocce di fiducia un calcio italiano che, fuori dal Belpaese, dopo la vittoria nerazzurra del Maggio 2010 si è colorato a forti tinte bianconere. Per fortuna. Proseguiamo il tour, analizzando le sfidanti delle nostre regine proprio in Europa League.



 FCSB – Vi avevamo raccontato già qualche mese fa, con l’aiuto di Enrico Nicolini, lo stato di salute precaria in cui versa il calcio rumeno, una realtà in cui proprio la Steaua Bucarest recita la parte scomoda di tedoforo, squadra più titolata del paese che non riesce a ravvivare la fiamma capace di renderla celebre nel passato. 26 campionati nazionali, una Coppa dei Campioni nel 1986, due partite decisive prima del doppio impegno contro la Lazio di Simone Inzaghi, nel mezzo del quale la squadra di Dică affronterà la Dinamo in un derby vietato ai cuori deboli. “Marele Derby”, la sfida eterna di Romania.

 Proprio la Lazio affronterà una squadra ricca di talenti fatti in casa, cresciuti in Italia come Denis Alibec o capitani già a 22 anni (con la maglia numero 10 sulle spalle) come il promettente Florin Tanase. Seconda miglior difesa del campionato, la forza della prossima avversaria dei biancocelesti sembra essere però l’attacco: con 45 reti in 22 partite, l’FCSB schiererà con tutta probabilità un 4-2-3-1 molto pretenzioso, in cui i punti deboli potrebbero essere proprio gli interni di centrocampo ed i centrali difensivi. Chissà che non si inventino qualche stratagemma, magari snaturando il proprio gioco in vista della doppia sfida contro una squadra che – almeno sulla carta – sembra ampiamente favorita?

RB LIPSIA – Non sempre chi ama digerisce senza problemi l’ascesa inesorabile della squadra fondata nel 2009 dai colossi Red Bull, attivi nel mondo del calcio anche in Austria, in Brasile e negli Stati Uniti. Fatto sta che oggi i “Tori” sono arrivati alle soglie della Champions League fermandosi al 3° posto proprio come il Napoli, squadra che troveranno invece nei Sedicesimi di Europa League. Colpa del ranking o volere del destino, la sfida tra gli azzurri e i biancorossi sarà anche un’ottima occasione per vedere all’opera due enormi e prospere fucine di talenti.

 Se tutti noi abbiamo imparato a conoscere le stelle in mano a Maurizio Sarri, tra i prossimi rivali del Napoli, agli occhi degli italiani, si è mostrato solamente Emil Forsberg, quel numero 10 della Svezia che ha fatto piangere la nazionale a San Siro. Le statistiche tuttavia, pur consacrando proprio Forsberg come il miglior assistman della passata stagione, portano in scena altri giocatori: Timo Werner, Naby Keita, Marcel Sabitzer ed il capitano Willi Orban sembrano essere tre pedine fondamentali. Con 8 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte, la squadra guidata da Ralph Hasenhüttl avrà bisogno di equilibrio contro una squadra che adora imporre il proprio gioco. La carta vincente? In un 4-4-2 a trazione anteriore, gli esterni Bruma e Kampl giocano un ruolo chiave nelle ripartenze.

LUDOGORETS – I neolaureati campioni di Bulgaria affrontano uno fra i Milan più in difficoltà del recente passato ma, nonostante tutti i problemi in casa rossonera, la squadra di Dimitar Dimitrov non può e non deve rappresentare un ostacolo insormontabile. Le ragioni sono molteplici, a partire dalla tutto sommato poca solidità delle aquile di Razgrad per finire con la fame europea di una squadra che è costretta a puntare – e presumibilmente punterà – davvero tutto sulla coppa senza le orecchie.

Del Ludogorets va temuta l’esperienza, visto il 3° posto nella scorsa Champions League ai danni del più quotato Basiliea: certo, 3 pareggi e 3 sconfitte non rendono la squadra Bulgara un fortino inespugnabile, ma il cammino dell’anno passato ha portato fiducia e credibilità ad una squadra altrimenti troppo facilmente bistrattata. Anche il cammino in questa Europa League è stato piuttosto altalenante, sebbene in coppia con l’intramontabile Sporting Braga siano stati cacciati fuori tanto l’Istanbul Başakşehir di Erdogan e l’Hoffenheim del giovanissimo Nagelsmann. Chiamatela, se volete, esperienza.

BORUSSIA DORTMUND – L’avversario più forte, la sfida più dura, sono senza dubbio per l’Atalanta di Gasperini. Messi da parte i discorsi legati alla forza della Dea quando deve recitare la parte di Davide contro Golia, al Signal Iduna non ci sarà margine d’errore: con l’arrivo di Peter Stoger in panchina sono tornati i risultati, e con loro anche un certo Pierre-Emerick Aubameyang a guidare l’attacco. Archiviata la sconfitta in coppa contro il Bayern, i gialloneri avranno 5 partite di Bundesliga per trovare una quadratura del cerchio prima di affrontare proprio l’Atalanta in una sfida dal sapore dolciastro: se i tedeschi sono il miglior attacco del campionato, Gasperini sta facendo dell’equilibrio la forza per tirare avanti nella sua prima stagione europea da underdog. L’Atalanta sa colpire in tutti i modi, può ferire con Gomez o giocare la carta Ilicic, cercare la testa di Caldara o gli inserimenti di un ritrovato Cristante. Il Borussia pullula di talento e sprizza bel gioco da tutti i pori, ma ha dimostrato ampiamente di poter crollare in pochi minuti. Il derby contro lo Schalke 04 insegna: 0-4 all’intervallo, 4-4 al 90’. Riuscire a togliersi le catene ai polsi, potrebbe non essere mai stato così semplice.

 

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