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L’Autorità di Bacino sul Tevere smentisce Berdini: “Nessun pericolo a Tor di Valle”

Per una partita che si blocca, sullo stadio della Roma, un’altra che va avanti. Mentre la Conferenza dei Servizi si interrompe per un mese (fino al 3 marzo senza possibilità di ulteriori rinvii), su richiesta del Comune di Roma approvata dalla Regione Lazio (che avrebbe posto però come condizione scritta la produzione della documentazione richiesta alla scadenza dei 30 giorni) va avanti la “partita nella partita” tutta interna al Movimento 5 Stelle. Dove, alla Raggi indebolita, (infilzata nei giorni scorsi dall’inchiesta della Procura di Roma per abuso d’ufficio e falso) che preferisce fare melina, fa da contraltare il suo assessore all’Urbanistica Paolo Berdini. Il quale, al contrario della sindaca, dà l’impressione di voler giocare la sua partita all’attacco, provando quasi (verrebbe di aggiungere) a vincerla da solo. Una partita che per il Professore di Tor Vergata, da quando è stato nominato assessore, sembra diventata quasi una questione personale.

Come se, ma questa per il momento è solo un’illazione priva di riscontri certi, l’ostracismo verso questo progetto e in particolare la questione dei grattacieli annessi al nuovo stadio, andasse ben oltre i rischi da lui fin qui paventati. Come quello ripetuto anche nelle ultime ore, e cioè che la zona di Tor di Valle sarebbe stata una scelta sbagliata perché, sostiene il professore-assessore, l’area sarebbe “a rischio esondazione”. Per questo che, allora, avrebbe chiesto ai suoi uffici del Dipartimento all’Urbanistica di trasmettere una lettera agli uffici della Regione nella quale si faceva presente che la Conferenza non può concludersi con esito favorevole a causa dei rischi idrogeologici. Che secondo Berdini sarebbero ancora tutti da valutare e riguarderebbero appunto proprio la zona di Tor di Valle. Nonostante però, sulla questione, sia già arrivato in sede di Conferenza dei Servizi preliminare (settembre 2014) il parere favorevole dall’organo preposto per farlo: cioè l’Autorità di Bacino sul Tevere. Che in quella sede riconobbe l’esistenza di un rischio idraulico ma per l’area relativa al Fosso di Vallerano e non per il fiume Tevere in prossimità di Tor di Valle dove sorgerebbe lo stadio. Ponendo inoltre, contestualmente al rilascio del parere favorevole, come condizione necessaria per il rilascio della dichiarazione di pubblico interesse, proprio la messa in sicurezza del Fosso di Vallerano (prevista all’interno del progetto con lo stanziamento di fondi per circa 5 milioni di euro).

Ciò nonostante adesso, però, per il Comune a guida pentastellata, il parere dell’Autorità di Bacino non andrebbe più bene. A tal punto, come scrive Magliaro su Il Tempo da averne richiesto un altro “un po’ più stringente” alla stessa Autorità (prassi un po’ irrituale come l’ha definita lo stesso Magliaro), per poi orientarsi a chiederne un altro ma ad un altro ente. Ma come riporta sempre Il Tempo, nella giornata di ieri sarebbe arrivata la pronta risposta dell’Autorità di Bacino sul Tevere. Che avrebbe invece risposto “a brutto muso” al Campidoglio sostenendo, contrariamente a quanto dichiarato in più occasioni da Berdini, che l’area di Tor di Valle “non presenta rischi di esondazione aggiungendo inoltre che le opere inserite nel progetto ridurrebbero (dall’attuale livello 4 e 3 si passerebbe a 2 e1) ulteriormente i rischi presenti nell’area.

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    stefano aragona

    Febbraio 15, 2017 at 7:39 pm

    mi sembra utile evidenziare che il Rischio è funzione (dipendente) di 3 variabili indipendenti: la Pericolosità che significa le condizioni idrogeologiche e geomorfologiche (o sismiche) del luogo (e le indagini devono essere a marco e micro distanza, cioè 300/400 m.; la Vulnerabilità che dipende da come si costruisce ovvero se si fa in c.a.,, legno, etc…, dall’epoca di costruzione; L’Esposizione che significa cosa si localizza, quante persone, beni, servizi etc. si mettono in un’area. Ciò detto OCCORRE EVIDENZIARE che la miglior prevenzione E’ NON COSTRUIRE IN ZONE A RISCHIO, e le opere che si richiedono per ridurre il rischio servono solo a questo!!! Allora viene spontaneo chiedere di scegliere altre aree e non quelle. Anche perché con le condizioni climatologiche che sono cambiate a causa dell'”effetto serra” le cosiddette “bombe d’acqua” etc. non è il caso di porsi “consapevolmente” in condizioni così sfavorevoli. Aggiungo che pure sotto il profilo dell’economia urbana e regionale, Roma è piena di uffici ed immobili vuoti, costruirne altri è inopportuno. PS Faccio notare che nelle Centralità Urbane ancora si sta aspettando in quasi tutti i casi la realizzazione delle infrastrutture di trasporto (oltre che ricevere gli oneri di costruzione dovuti al Comune e/o ai Municipi).
    Stefano Aragona, Ing., Ph.D. , Ricercatore in Urbanistica
    Master of Science in Economy Policy & Planning
    Dipartimento Patrimonio, Architettura, Urbanistica

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    Carbonaro81

    Febbraio 23, 2017 at 3:34 pm

    L’area dove si vuole costruire non è a rischio esondazione, lo è un’area limitrofa che grazie a questo progetto verrà resa più sicura e te lo dico senza fare urbanistica ne vantare lauree, quanti laziali e amici di caltagirone ci sono ultimamente, dove eravate quanto interi quartieri sono stati costruiti nel nulla e nel nulla sono rimasti attorno all’ennesimo centro commerciale che ha ucciso l’economia locale dei vecchi commercianti e stravolto il traffico del Gra? Dove eravate quando discariche abusive venivano ampliate inquinando le falde acquifere e devastando le campagne romane? Ho paura che più che rischio idrologico qui ci sia quello ideologico e per colpa di questo Roma rimanga ancora una volta ferma al suo passato

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