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L’Aquila 11 anni dopo: storie di sportivi portate via da un terremoto

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L’Aquila 11 anni dopo: storie di sportivi portate via da un terremoto

Il 6 aprile 2009, alle ore 03:32 di notte, un terremoto di magnitudo 6,3 colpiva la città abruzzese de l’Aquila. Oggi, 6 aprile 2019, sono passati esattamente 11 anni da quel tragico evento che costò la vita a ben 309 persone.

Fu una distruzione totale della zona sotto numerosi punti di vista. Inoltre, ad essere colpiti, furono numerosi cittadini, sia locali che non, che portavano avanti la loro vita lavorando in ambiti anche molto diversi tra loro.

Tra questi, purtroppo, non poteva mancare quello legato al mondo dello sport. Noi di Io Gioco Pulito, in occasione di questo importante anniversario, vogliamo parlarvi di tre figure di sportivi che persero la vita in quelle tragiche ore.

Le tre storie da raccontare riguardano le seguenti persone: il rugbista Lorenzo Sebastiani, il calciatore Giuseppe Chiavaroli ed il pallavolista Lorenzo Cinì.

Lorenzo Sebastiani:

“Ciccio” era il soprannome con cui era conosciuto questo rugbista dai compagni di squadra viste le sue dimensione corporali: 184 cm di altezza per 118 kg di peso. Era nato a l’Aquila il 28 settembre 1988 e quindi, in quel tragico 6 aprile di 11 anni fa, non aveva ancora compiuto 21 anni.

Fin dai primi anni aveva messo in risalto le sue ottime doti nel campo della palla ovale, sport del quale era considerato uno dei talenti più puri. Per tale ragione nel 2005, a soli 17 anni, era già entrato nel giro della nazionale under 18.

Con la giovane nazionale azzurra aveva preso parte ai campionati di categoria FIRA, il più importante organo europeo del rugby a 15, ed era riuscito a conquistare un inaspettato terzo posto finale.

Nel dicembre 2007, poi, aveva fatto il suo esordio nel campionato di serie A1 di rugby italiano con la squadra della sua città: l’Aquila Rugby Club. Sebastiani, per l’esattezza, ricoprì il ruolo di pilone nello schieramento a 15.

Il 6 aprile del 2009 Lorenzo Sebastiani morì sotto le macerie dovute al crollo della abitazione aquilana di alcuni amici presso cui si trovava ospite. Molto toccante è la testimonianza del padre Antonio rispetto alle ultime ore di vita del figlio: “Era stato con il fratello Americo che festeggiava il compleanno, ma la sera era tornato a casa in via Salaria Antica. Giulio le telefona e lui esce con il suo amico. Ma subito dopo la prima scossa delle 23 mi chiama al telefono e mi dice: papà l’hai sentita? Qui siamo tutti fuori. Non la sente la seconda scossa, perchè è in macchina.” E alle 24 torna dai genitori solo per prendere il pigiama. “Vado a dormire con due ragazze”, dice ed esce di casa per sempre. Non sapevamo neppure dove fosse. Quando da quel palazzo tirano fuori Giulio, Americo si mette a scavare. Pensavamo che anche Lorenzo fosse vivo. Ma il 10 aprile, dopo quattro giorni, la speranza è finita”.

Alla memoria di Lorenzo Sebastiani è stato intitolato dalla Federazione Italiana Rugby il ramo centro-meridionale dell’Accademia Federale Under-18, che ha sede a Roma presso il centro sportivo delle Fiamme Oro presso Ponte Galeria. Inoltre, dal 2010, si tiene un memorial che porta il suo nome.

Tale torneo, è diventato uno degli appuntamenti sportivi di riferimento di tutta la provincia dell’Aquila oltre che uno dei maggiori eventi di tutto il panorama rugbistico italiano

Giuseppe Chiavaroli

Giuseppe Chiavaroli era nato a Loreto Aprutino, piccolo paesino della provincia abruzzese di Pescara, l’11 febbraio 1985. Al momento del sisma aquilano aveva, perciò, 24 anni di età.

Iniziò a giocare fin da giovanissimo e, fin da subito, mise in campo tutte le sue qualità migliori nel suolo di mediano.

A Chiavaroli fu permesso di giocarsi le sue chance su palcoscenici più importanti, un fatto non concesso proprio a molti delle migliaia di giovani che tentano di diventare calciatori professionisti. Giuseppe, per l’esattezza, ebbe l’opportunità nelle giovanili della Fiorentina, uno dei più importanti team calcistici del massimo campionato del Belpaese, e del Celano, piccolo paese in provincia dell’Aquila.

L’esperienza, però, non portò ai frutti sperati e Chiavaroli decise di ritentare fortuna tra le file della squadra calcistica del suo paese: il Lauretum che gioca nel campionato di Eccellenza. Contemporaneamente decise di iscriversi alla facoltà di Scienze Motorie presso l’università degli studi dell’Aquila.

Si trovava nel capoluogo abruzzese per stare vicino alla sua fidanzata. Vogliamo citare le parole dette dal padre del giovane mediano pronunciate durante il funerale di quest’ultimo: “Una parte di me è dentro la bara di mio figlio. Spero di poter andare avanti e crescere i figli. Ma Giuseppe ci mancherà”.

Lorenzo Cinì

Cinì era una giovane promessa del mondo della pallavolo nostrana. Era nato a Corropoli, paese della provincia abruzzese di Teramo, il 1 giugno 1986; al momento del crollo doveva ancora compiere 23 anni.

Anche lui aveva da subito capito quale era il mondo lavorativo a lui più appropriato: quello del volley. Una passione che aveva influito anche nella scelta del suo ambito di studi.

Lorenzo, infatti, si sarebbe dovuto laureare in Fisioterapia, pochi giorno dopo il sisma, con una tesi in “mirror therapy”. Questa, per l’esattezza, è una tecnica per pazienti colpiti da ictus che lo stesso Cinì stava sperimentando.

Dal punto di vista sportivo Lorenzo Cinì militava nelle file della Montorio Volley, squadra che giocava nel campionato di categoria B2. In campo, Cinì, giocava nel ruolo di palleggiatore. Come Chivaroli, si trovava a l’Aquila per stare vicino alla fidanzata Arianna Pacini, deceduta anche lei nel sisma.

Storie di giovani che avevano tutta una vita davanti, sogni e speranze. E che alle 03.32 di quella maledetta notte hanno lasciato tutto sotto un tragico cumulo di macerie.

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