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L’amore di Andre per Steffi

L’amore di Andre per Steffi

Ho poche persone come riferimento nella mia esistenza. Ognuna ha il suo bravo posto arredato e un contratto a vita per stare nella mia, di vita. Salvo cataclismi, non andranno via. Sono le uniche da cui vado a far vedere le cicatrici, a cui mostro la pancia come fanno i gatti quando si fidano. Con cui divido segreti inconfessabili.

Fanno tutte un lavoro che amano. E io ho avuto la fortuna di conoscerle sia mentre davano il meglio di sé sul lavoro, sia nel privato con le loro confidenze. L’umiltà che hanno va di pari passo con la loro bravura e competenza e questo mi piace tantissimo. Però la bellezza è proprio vederle mentre fanno. Quando mi è capitato ho provato orgoglio per far parte delle loro vite. Ogni volta che le guardo, mi viene in mente quello che raccontava Andre Agassi nel suo libro.

Una volta decise di andare a giocare un po’ a tennis con sua moglie, Steffi Graf, in un campetto di periferia. Si erano già ritirati entrambi da tempo dall’agonismo. I primi tiri erano molto delicati, sua moglie non si stava impegnando. Ad un certo punto lui la provoca, le dice che potrebbe fare meglio. E lei gli spara una pallettata “che sembra un treno merci”. Da quel momento lei gioca come se fosse in una partita vera. E lui rimane incantato a guardare sua moglie che lo demolisce con colpi da professionista.

La sua frase è: “ogni tiro è importante, non si sbaglia mai, non si stanca mai, è una gioia guardarla, anzi, un privilegio.”. Ecco, chi ha il mio cuore sappia che per me è un privilegio vedergli dare il meglio e conoscerne la parte privata che andrebbe in pezzi come un cristallo. Grazie a loro, imparo qualcosa ogni giorno. Ad amare in forme atipiche ad esempio. Come Agassi, che si innamora di più della moglie mentre lo demolisce a pallate.

Ettore Zanca
A cura di

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