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L’Altra Faccia di Pyongyang: la Corea del Nord e lo Sport “organico” di Kim Jong Un

L’Altra Faccia di Pyongyang: la Corea del Nord e lo Sport “organico” di Kim Jong Un

Oggi, 9 Settembre, si celebrano in Corea del Nord i 73 anni dalla proclamazione della Repubblica Popolare Democratica di Corea, un Paese poco conosciuto davvero ma nel quale l’attività fisica ricopre un ruolo fondamentale. Ecco come si fa sport nella terra Kim Jong Un.

Calcio, basket, pallavolo, sci e tanto altro. Fare sport in Corea del Nord è un’attività diffusa. Troppo spesso siamo abituati a immaginare la Repubblica Popolare Democratica di Corea un inferno in terra, e non potrebbe essere altrimenti ascoltando le notizie che i media occidentali propongono su questo paese di 24 milioni di abitanti. Peccato che le notizie siano per lo più non supportate da fonti certe, con scoop sensazionalistici che sembrano ideati ad hoc per cavalcare l’onda di una Nazione abituata a vivere in modo tutt’altro diverso.

A differenza di quanto si possa pensare, in Corea del Nord lo sport è molto praticato, a tutti i livelli, in città, dove la spinta moderna degli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti, così come in campagna. A Pyongyang, centro nevralgico della Corea del Nord abitato da circa 3 milioni di persone, il governo del leader Kim Jong Un ha investito ingenti risorse nella costruzione di centri sportivi e aree adibite allo sport. Si va dalla Scuola Internazionale di Calcio alle tante polisportive, dove i bambini possono allenarsi nel dopo scuola in varie discipline. L’ordine e la disciplina non collidono con il divertimento, anzi, favoriscono la corretta gestione di un gruppo. In squadra l’individualismo è messo al servizio dei compagni. Ognuno collabora a seconda delle proprie caratteristiche, esattamente come avviene all’interno della società.

La Corea del Nord è infatti un chiaro esempio di comunità organica, che si poggia sull’ideologia Juche. Questo termine viene tradotto con la perifrasi “ogni uomo è artefice del proprio destino”. Semplificando si può dire che tutti giocano un ruolo fondamentale per il mantenimento del sistema, perennemente alla ricerca di un ulteriore perfezionamento. Proprio come nello sport.

E il calcio? La febbre del pallone è arrivata qui soltanto da pochi anni. Nonostante questo, la cultura calcistica ha già prodotto diversi giovani talentini davvero niente male. Il più famoso di tutti, e probabilmente il migliore, è Han Kwang Song, attaccante, oggi svincolato, che ha giocato in Qatar dopo l’esperienza nella Juventus Under 23 e un periodo a Cagliari e Perugia. Decisamente più gettonati, anche per via della loro semplicità, sono il basket, la pallavolo e il badminton, comunemente chiamato volano. Nei tanti parchi presenti nei centri nevralgici delle città, è facile imbattersi in partitelle improvvisate. Ma il fiore all’occhiello della Corea del Nord è rappresentato da due strutture sportive mastodontiche. La prima è il May Day Stadium, stadio che può ospitare la bellezza di 150 mila posti, e che per capienza è il più grande al mondo.

Qui la Nazionale nordcoreana gioca solitamente le sue partite casalinghe; vi si praticano inoltre competizioni di atletica leggera.

Il secondo diamante è il Masykryong Resort Hotel, albergo di extra lusso adibito anche a stazione sciistica. Soprattutto in inverno, i turisti nordcoreani (e non solo) approfittano delle vacanze per godersi le dieci piste offerte da uno degli hotel più particolari al mondo. E questo, dicono dalle parti di Pyongyang, non è che l’inizio.

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Commenti

16 Comments

  1. MARCO

    Settembre 11, 2017 at 1:43 pm

    DOTTOR GIULIANI, MI SEMBRA CHE ABBIA ESAGERATO UN PO’
    SE FOSSE COSì PORTEREI SUBITO I MIEI FIGLI Lì, MA SIA IO SIA SOPRATTUTTO LEI ,CHE COME GIORNALISTA DOVREBBE ESSERE SUPER PARTES ,SA PERFETTAMENTE CHE LA REALTA’ NON è QUESTA . DICA A SCANZI DI INSERIRE IL SUO ENDORSEMENT NEI TEN TALKING POINTS E DI COMMENTARLO COME DI SOLITA FA

    • matteo

      Settembre 11, 2017 at 3:05 pm

      Scusa Marco ma tu sei stato in Corea del Nord? Come fai ad essere così sicuro che la realtà laggiù non sia quella descritta da qualcuno che c’è stato?

    • carlos

      Settembre 11, 2017 at 3:33 pm

      Se lei non è mai stato in Corea del Nord, allora ascolti e impari da chi è stato là e si risparmi le critiche.
      Se invece lei conosce la Corea del Nord, dica la sua e sarà ascoltato con attenzione.
      Criticare senza fornire ragioni, come ha fatto in questo caso, non è altro che un banale pregiudizio.

  2. Maciesse

    Settembre 11, 2017 at 6:15 pm

    Ha dimenticato lo sport nazionale per eccellenza: ammazza il cittadino! https://www.youtube.com/watch?v=4Y6nf2ABFAE
    Ma per cortesia!!!!

  3. Karkor

    Settembre 11, 2017 at 6:37 pm

    Video molto educativo di Emma Blackery su YT: A Very Basic History of North Korea.

  4. MANUELA BRAMBILLA

    Settembre 11, 2017 at 9:27 pm

    io sono stata in Corea del Nord
    trovo l’articolo lacunoso , chi fa sport e’ solo chi ha un talento fin da piccolo e viene allenato fino allo sfinimento con estrema severita’ dopo la scuola e deve assolutamente fare bella figura e successo, altrimenti viene escluso.
    l’hotel segnalato e’ assolutamente deserto, io e una mia amica eravamo le uniche ospiti, ci possono soggiornare solo coloro che “vincono” una vacanza dopo aver raggiunto ottimi risultati di duro lavoro, come tutti coloro che vincono uno spettacolo al circo, al concerto, vacanza in campeggio, biglietto per partita di calcio. Certo che coloro che appartangono all’amministrazione del partito possono andarci quando vogliono. Sono gli unici ad esempio ad avere l’auto. Tutti fanno sport canmminando per km perche’ e’ vietato avere l’auto e in alcune zone pure la bici!!!!
    Ma perche’ non ci andate a vedere com’e’?

    • Def

      Settembre 12, 2017 at 11:06 am

      Cara Manuela, quello che dici non è assolutamente vero.
      Quali sono le tue fonti riguardo ciò che hai detto? Hai delle prove tangibili?
      Proviamo a rispondere per punti:
      1) Tutti possono fare sport. Bisogna poi distinguere chi dimostra di aver talento, la minoranza, e chi invece no. I primi continuano l’attività in modo quasi professionale, in strutture di un certo tipo; gli altri possono comunque fare sport, anche se in altre strutture. Tutto si basa sull’essere utile alla comunità. Se ti piace fare pallacanestro ma non sei sufficientemente bravo, puoi giocarci quanto vuoi nel tuo tempo libero ma non sarai sovvenzionato dallo Stato.

      2) L’Hotel segnalato è un albergo di lusso, anzi di extra lusso. Per noi occidentali non è il massimo del lusso, ma per un paese isolato e autarchico come la Nord Corea è un vero e proprio diamante. Non è vero che è deserto, semplicemente non c’è turismo di massa considerando l’alto standard del luogo e che il turismo estero è sempre più ristretto. Non ci troverai contadini, ma generali e alti esponenti di partito: che sono i più agiati. Mi pare logico. Dipende anche dalla stagione in cui vai, dato che è un impianto sciistico.

      3) Parli di premi. E’ appurato che il governo assegni premi a chi è più meritevole. Le fabbriche sono in competizione tra loro: chi produce di più vince un “premio”, che può essere una gita in hotel di lusso o qualcosa di simile. Nulla vieta che possa andarci da privato cittadino.

      4) Chiunque può guidare l’auto, non soltanto i membri dell’esercito. Così come per le biciclette.

      Spero di aver fatto un po’ di ordine. A presto.

      • emily

        Giugno 5, 2020 at 6:05 pm

        se guardi varie testimonianze ecc… lo sport lo posso praticare solo quelli con un songbun altissimo e devono avere soldi per farlo senno quelli con un songbun basso o medio lo possono praticare solo fino alla fine delle medie (sempre se hanno i soldi) o durante le marce militari in cui la maggior parte del popolo è obbligato a partecipare

  5. Elisabetta Gentile

    Settembre 12, 2017 at 3:16 am

    Volevo ringraziare gli altri utenti per aver messo in evidenza prima di me come questo articolo sembri copiato da un manifesto di propaganda diffuso dal regime. è stato ampliamente documentato come ci sia un abisso fra lo stile di vita delle elites di Pyongyang ed il resto della popolazione. Tralaltro per molti di questi ragazzini lo sport rappresenta l’unica via d’uscita, e sono sotto una pressione allucinante, perché non appena sgarrano sono fuori. è grave che il Fatto pubblichi una roba del genere.

    • Riccardo

      Settembre 12, 2017 at 10:39 am

      Mi scusi Elisabetta ma Lei è andata a Pyongyang? Perché altrimenti il manifesto della propaganda lo sta facendo Lei. L’autore almeno c’è andato. Sarebbe grave piuttosto sentire solo una campana..o vale solo per le cose che ci fanno comodo avere una doppia visione della vicenda?

    • Edf

      Settembre 12, 2017 at 11:13 am

      Lo stile di vita cambia in qualsiasi parte del mondo tra chi vive in città e chi in campagna. E’ innegabile che vi siano differenze tra chi ha una casa a Pyongyang e chi vive in un piccolo villaggio sparso nel cuore della Corea del Nord. Per caso chi vive nella periferia di New York ha lo stesso tenore di chi vive nel cuore della città? Siamo seri per favore. E poi cosa c’entra questo con lo sport?

      In Corea del Nord lo sport non è una via d’uscita a niente: è una attività del dopo scuola su cui si investe molto. Poi, chi dimostra di avere mezzi va avanti. Tutto qui. Questo pezzo è uno spaccato fotografico che semplicemente mette in risalto l’attività sportiva fatta in Corea del Nord da un punto di vista diverso. Un punto di vista interno.

      • emily

        Giugno 5, 2020 at 6:13 pm

        1)a Pyongyang ci possono viverre solo quelli con un sonbun alto e si deve avere un permesso dallo stato (noi ci possiamo spostare liberamente)
        2)il resto della popolazione vive la fame e hanno frequenti blackout mentre a Pyongyang è tutto normale (questa netta differenze da noi non si trova)
        4)ovviamente lo stato deve fare bella figura fuori mica ti porta a far vedere i campi di prigionia
        4)ci sono botto di nordcoreani scappati che non ci sono solo stati ma ci hanno vissuto quindi nei loro libri,interviste ecc non credo che mentano
        quindi non dite che il paese cazzate che mancate di rispetto a un’intera popolazione.

  6. gius

    Settembre 10, 2018 at 6:39 pm

    Se l’argomento principale usato per rispondere a chi avanza dubbi su questa ricostruzione agiografica è: “tu ci sei stato?” allora avremmo anche potuto leggere che in Corea del Nord piovono soldi dal cielo, o che il coreano medio giri in Cadillac, infatti saremmo ben pochi ad aver diritto di replica (magari Salvini e Razzi:-). Facciamo anche a meno di leggere e di informarci, da oggi in poi, tanto non serve a niente: se non vai di persona, se non hai informazioni di prima mano, la tua “cultura” conta meno di zero.

    Probabilmente sono solo fantasie anche quelle che collocano la North Korea al 180 posto su 180 stati in fatto di libertà di stampa, al 171 in fatto di corruzione, e le informazioni sugli “schiavi di stato” in Qatar, il 90% del cui salario frutto di lavoro effettuato in condizioni disumane finisce nelle tasche del dittatore.
    Si potrebbero citare centinaia di esempi della meravigliosa condizione di vita degli abitanti dello stato dallo sport – organico – E preciso, non si parla solo di sport, visto che l’autore dice chiaramente che quello che sappiamo sulla Korea è frutto di “scoop sensazionalistici”
    Tutti in Korea, forza, guadagnamoci il diritto ad avere un’opinione :-)))

    • Marco

      Settembre 11, 2018 at 11:25 am

      Meno male che ogni tanto qualcono ragiona e scrive commenti intelligenti. Grazie gius, non so perche’ ma ne avevo bisogno 😉

  7. Luca Boggio

    Settembre 11, 2018 at 2:03 am

    Ma l’autore c’e’ stato?
    Io no, ma ho conosciuto personalmente Nord coreani che sono fuggiti e quel poco che mi hanno raccontato e’ terrificante!
    Con cio’ non voglio dire di sapere,ma quando un regime punisce chi vuole expatriate,e le loro famiglie, non mi si venga a dire che e’ un paradiso!

  8. Boris

    Aprile 4, 2021 at 1:19 pm

    Trovo questo articolo molto fuorviante… andatevi a documentare e a vedere dove sono finiti i giocatori e i dirigenti di calcio che hanno perso nelle competizioni internazionali…..

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