Raccontiamo lo sport dal 2015 - Direttore Antonio Padellaro
Novembre 11, 2025

La voce delle nostre emozioni, semplicemente Maurizio Compagnoni

Rete, rete, rete. Quante volte, davanti alla televisione, abbiamo esultato a questa tipica esclamazione che, nel nostro immaginario, associamo a un solo telecronista: Maurizio Compagnoni. Dall’eurogol di Giuseppe Mascara nel 2009, visto persino a Tonga, a quella super serata di San Siro con il 4-4 tra Inter e Palermo, dalla prima notte bianconera scudettata post-Calciopoli al Nereo Rocco, alle tantissime notti di Champions League, alle prodezze di Del Piero e Totti, fino alla consacrazione di Diego Milito nel derby della Lanterna, con il 3-1 della stagione 2008/2009. Ci vorrebbe un intero capitolo di un libro per elencarle tutte. Maurizio Compagnoni è una delle voci di riferimento con cui siamo cresciuti e abbiamo sognato. La redazione di Gioco Pulito ha avuto il grande piacere e l’onore di scambiare due parole con lui, timbro inconfondibile di Sky Sport.

Ciao Maurizio, quando inizia la tua carriera da telecronista e come è cambiata la professione in questo ultimo decennio? E, soprattutto, come cambia il tuo lavoro con l’avvento dei social network, delle innovazioni e con un fruitore più attento e informato rispetto al passato?

Ho iniziato con la radio ancor prima della televisione, svolgevo delle telecronache solo con qualche tv locale. Tuttavia, ho iniziato in pianta stabile quando sono arrivato a Milano per lavorare con Telepiù nel 1992. Non ho avuto particolari difficoltà nel cambiare dalla radiocronaca alla telecronaca, poi è chiaro che devi perfezionarti perché ci sono delle differenze nel racconto. Rispetto al passato è cambiato molto. Oggi, il telespettatore è più esigente, è informato su tutto e pretende che il telecronista sia informato e preparato a trecentosessanta gradi, perciò è necessaria una preparazione profonda, molto dettagliata. È cambiato il modo di comunicare proprio in virtù delle necessità del telespettatore. Per quanto riguarda il cambiamento apportato nel racconto da parte di noi telecronisti credo che, l’enfasi sia importante purché credibile e che sia in linea con il racconto. Un’ enfasi esasperata rischia di farti cadere nel ridicolo, bisogna saperla gestire. Bisogna calibrare i toni, a me piace dire che la telecronaca deve piacere sia al bambino di dieci anni che al pensionato di novanta.

È una domanda complicata da farti perché per le nuove leve sei un riferimento, ti chiedo quale è stato il tuo riferimento quando hai iniziato a fare telecronache?

Ho avuto l’onore di essere stato scoperto da Rino Tommasi, chiaro che è stato un riferimento fondamentale per il suo rigore, per la sua preparazione e per la sua professionalità.

Commentando il calcio internazionale, hai un tuo campionato di riferimento?

Seguo soprattutto Premier League e Bundesliga. Del calcio tedesco mi entusiasma l’ambiente, gli stadi sono sempre pieni. Poi, do uno sguardo attento alla Ligue 1 perché da quelle parti escono tantissimi talenti. Se c’è qualche nome nuovo, mi informo immediatamente.

Il calciatore che ti ha entusiasmato dal vivo?

Più di tutti Messi. Ho visto fare delle incredibili, che difficilmente un essere umano può fare. Ricordo la semifinale con il Real Madrid nel 2011, quando prese palla dalla trequarti scartò tutti e andò in porta. Poi, ho avuto il privilegio e il piacere di commentare le prodezze di Kakà, ci sono stati tre-quattro anni in cui è stato un autentico ciclone. Ho commentato il primo goal di Ronaldo il Fenomeno in Italia, a Bologna. Era la seconda giornata, alla prima era stato criticato, in quella gara decise di fare il fenomeno superando come se nulla fosse due difensori, si girò e andò in porta. Poi, ancora, Zidane. Uno dei goal più belli commentati senza ombra di dubbio contro la Reggina, a Reggio, con la maglia della Juventus. La rete di Gonzalo Higuain nel giorno del record di goal in Serie A del 14 maggio 2016.

Potrei andare avanti per un po’, sono stati in tanti che mi hanno entusiasmato in telecronaca. Di Totti, di Del Piero, il famoso goal di Mascara

Il rapporto con i social network sites hanno cambiato il modo di fare informazione. Quale è il tuo racconto con Instagram, Facebook, Tik Tok? Pensi che sia utile per un giornalista portare un’esperienza o un’informazione in modo continuativo per crearsi un proprio modus operandi, riconoscibile?

Per quanto mi riguarda, utilizzo Internet per delle prendere informazioni professionali sulle squadre e sui calciatori. Non amo tanto l’utilizzo assiduo dei social network, per scelta personale e professionale, poi rispetto chi ne fa un riferimento per delle analisi sportive.

Il consiglio che darebbe Maurizio Compagnoni a un’aspirante telecronista?

Un consiglio che posso dare è rivolto all’esercitazione. È un mestiere che richiede tanta pratica. Un altro aspetto fondamentale è quello di trovare delle collaborazioni fin da subito. Migliorare sempre e non cullarsi mai, non accontentarsi mai e non scopiazzare bensì concentrarsi maggiormente sul ritmo e su una propria identità. È fondamentale avere una personalità e una chiara identità nel commento, credo che sia un parametro determinate al giorno d’oggi.  

Agostino D'Angelo

Agostino D'Angelo è un giornalista pugliese con una forte passione per il mondo dello sport, di cui è telecronista. È Direttore della testata giornalistica Best of Puglia, progetto editoriale digitale di proprietà della Linking Agency dedicato alla valorizzazione del territorio pugliese, oltre che autore presso Influent People e Gioco Pulito. Si occupa inoltre di ufficio stampa, affiancando aziende e professionisti nella gestione della comunicazione e della presenza mediatica.