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La Uefa vuole cambiare il Calcio Europeo. Ma è una rivoluzione a metà

Una rivoluzione a metà. E’ quella che il numero uno della UEFA,  Aleksander Ceferin, ha intenzione di mettere in atto nella prossima stagione. Un mezzo ribaltone dicevamo, ecco perché.

Quarto cambio, una Realtà – Durante l’ultima Assemblea  esecutiva della  UEFA tenutasi a Bratislava il massimo organo del calcio europeo ha ormai definitivamente approvato l’introduzione del quarto cambio. Una modifica importante che potrà cambiare tantissimo nell’economia dell’andamento dei match: più interruzioni e più possibilità per gli allenatori di far ruotare i propri uomini.  E’ proprio quest’ultima la motivazione principale che ha portato la Uefa a questa decisione, date anche le forti pressioni che i principali club europei hanno fatto su Ceferin per cercare di tutelare al massimo la salute dei calciatori, all’interno di un calendario che è diventato a dir poco fittissimo.

Un calendario a dir poco pazzesco grazie anche all’introduzione della UEFA della Nations League, che non è piaciuta molto ai top team europei. «Le tante partite che devono affrontare i calciatori, con gli eccessivi carichi di lavoro che ne derivano, con un calendario sempre più ricco e “spezzattato”, costringono a prendere delle contromisure», così in una nota la UEFA giustifica e conferma questa novità.  Quella della quarta sostituzione è una innovazione che già nelle passate riunioni esecutive, la UEFA aveva provato ad inserire nelle fasi finali dei Campionati Europei Femminili Under 19 2016 e 2017, gli Europei Femminili del 2016 e 2017 e il campionato europeo maschile U21 del 2017. Dopo lo studio condotto in questi tornei e i riscontri positivi avuti dalle compagini e dai tecnici che hanno provato questa innovazione, la UEFA sembra ormai determinata a presentare il quarto cambio in maniera definitiva.

VAR? NO GRAZIE- A margine dell’Assemblea esecutiva di Bratislava, il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, ha parlato anche del Var bocciandolo momentaneamente: “Io non sono affatto contrario, ma c’è bisogno di spiegare meglio quando usarla. Vedremo alla Coppa del Mondo”. Una dichiarazione che cozza un po’ con i proclami di trasparenza dei mesi precedenti e con la volontà di rendere più equilibrate le competizioni europee che ora assomigliano più ad una Super Lega, come questa: “Combatterò con le unghie e con i denti per introdurre misure che ristabiliscano un certo equilibrio, ma non posso affermare che come risultato, club come lo Steaua Bucarest o la Stella Rossa di Belgrado diventeranno le prossime squadre a veder inciso il proprio nome nel trofeo della Champions League. È mia responsabilità essere realista . Il Var potrebbe essere un’occasione per la UEFA per regolamentare e rendere più trasparenti ed equilibrate partite decisive tra i grandi club che da un passaggio o meno di un turno in Champions League, possono perdere tanti milioni di euro. Una volontà quella di attendere da parte della UEFA, che sembra davvero incredibile se confrontata con quella della FIFA che vuole a tutti i costi introdurre il VAR in maniera permanente e che nei prossimi mondiali vedrà questa volontà essere applicata ( si avrà la decisione finale il il prossimo 3 marzo durante la riunione dell’IFAB). Quindi mentre la FIFA introduce il VAR ai Mondiali e tutte le principali federazioni europee stanno applicando questa innovazione solo la UEFA vuole rimanere al palo, guardando come procederanno le cose senza voler partecipare a questo percorso di rinnovamento di cui tutto il calcio ha maledettamente bisogno.

 

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