Connect with us

Cerca articoli

Azzardo

LA RUSSIA NON PRESENTA IL RICORSO. DIVENTA UFFICIALE IL DOPING DI STATO?

L’ultima eclatante notizia, riportata anche da Unita.tv, è che l’ARAF (All Russian Athletes Federation), ha dichiarato di non voler presentare il ricorso contro la squalifica che era stata richiesta dalla WADA (World Anti-Doping Agency) in seguito alle accuse di “doping di Stato”, e decisa dalla IAAF (International Association of Athletes Federation) il 13 novembre scorso. Nonostante le iniziali controaccuse di Mosca che sulle accuse della WADA aveva parlato di “falsità” e “attacco politico”, negando alla WADA qualsiasi diritto di poter sospendere sulla base di “accuse senza prove”. Finendo, tuttavia, qualche giorno più tardi, per ammettere “di essere d’accordo su qualche cosa”.

La Russia è stata quindi, adesso, sospesa con effetto immediato, per quanto tempo non è ancora stato stabilito, ma quello che è certo è che gli atleti di Mosca non potranno partecipare alle prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro in programma nell’estate del 2016. Questo prevedono, infatti, le norme contenute nell’articolo 6.11 secondo comma e nell’articolo 14.7 del regolamento IAAF; ai sensi dei quali, gli atleti russi non potranno partecipare né ai prossimi Giochi Olimpici né ad altre competizioni internazionali. “In compenso”, però, gli atleti di Mosca potranno continuare a prendere parte a manifestazioni sportive in territorio nazionale.

La WADA, nella sua relazione, aveva parlato di responsabilità di organi governativi, come il Ministro dello Sport. Per questo, si era arrivati a parlare di “doping di Stato”. Adesso, alla luce di questa decisione della Russia di non fare ricorso, la domanda sorge spontanea: può esistere veramente un “doping di Stato”? A questo punto la risposta è sì. A quanto pare può esistere. Come aveva sostenuto l’agenzia mondiale Antidoping nella relazione che ha gettato un’ombra sullo sport russo e le sue istituzioni.

Un documento sconvolgente, nato in seguito alla denuncia dell’ARD, un’emittente televisiva tedesca che per prima aveva denunciato le irregolarità di alcuni atleti russi alle Olimpiadi. Nel quale veniva puntato il dito, non solo contro quegli atleti russi che hanno preso parte alle Olimpiadi di Londra, ma, anche, contro chi avrebbe dovuto sorvegliare (come la Federazione russa o l’Antidoping di Mosca) e, a quanto pare, volontariamente tra l’altro, non lo avrebbe fatto. Peggio: in taluni casi, avrebbe permesso (con il sospetto di aver corrotto) che gli atleti, già sanzionati, partecipassero alle manifestazioni sportive; oppure avrebbe ostacolato i controlli da parte dei commissari della WADA; o, ancora, ordinato ( il ministro dello Sport ?) la distruzione di test in laboratorio. Alle Olimpiadi disputate nella capitale inglese, la Russia partecipò vincendo 8 ori, 4 argenti e 5 bronzi. Un risultato eccezionale che adesso, però, il report della WADA mette fortemente in discussione. Arrivando a chiedere la sospensione per 2 anni dell’ ARAF (la federazione russa) e la squalifica a vita di 5 atleti tra i quali anche la campionessa olimpica Savinova.

Una richiesta che adesso, alla luce della decisione presa da Mosca, diventerà esecutiva. Il perché di queste richieste possono essere trovate nelle 335 pagine che compongono il report, all’interno del quale non ce n’è per nessuno. E non tutti gli accusati sarebbero russi. Piuttosto, ad essere messo sotto accusa sarebbe un vero e proprio “sistema”. Nel quale ci sarebbe stato spazio per un gigantesco caso di corruzione internazionale e del quale, come riporta la Gazzetta dello Sport, avrebbero fatto parte, secondo la WADA, l’ex presidente della IAAF  il senegalese Lamine Diack (sotto inchiesta anche della magistratura ordinaria francese), i due figli e il capo francese dell’antidoping, più i vertici “tecnici e politici” dello sport russo.

Infatti, come scritto nella relazione, la decisione dell’allora direttore del laboratorio di Mosca, Grigory Rodchenko, di distruggere i 1417 test era stata presa in seguito ad un ordine che, a quanto pare, sarebbe arrivato direttamente dal Ministro dello Sport, Vitaly Mutko. Secondo l’accusa, il “sistema” sarebbe funzionato con la complicità tra sorveglianti e sorvegliati. Dove, se da una parte c’era chi sistematicamente pagava denaro per non essere scoperto (come gli atleti positivi ai test), dall’altro c’era chi, invece, in maniera fraudolenta, non controllava (come a quanto pare i russi).

Sarebbe stato creato anche un vero e proprio “laboratorio-ombra” nel quale venivano effettuati gli esami che, soltanto dopo essere stati appositamente “controllati”, venivano consegnati alla RUSADA, l’antidoping di Mosca.

Proprio il Ministro dello Sport Mutko aveva invocato le responsabilità dell’IAAFricordando che “dei 155 test distrutti tra il 2008 e il 2009 soltanto 15 riguardavano atleti russi”. Mutko aveva anche aggiunto che Putin aveva chiesto di “fare tutto il possibile”. Evidentemente adesso, dopo la decisione dell’ARAN di non presentare il ricorso, lo Zar deve averci ripensato. Perché?

FOTO: www.theguardian.com

social banner

Redazione
A cura di

GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Doping

La Caffeina è Doping? La caffeina migliora sensibilmente le prestazioni atletiche e il suo consumo è stato sottoposto a continui controlli per gli atleti...

Altri Sport

Johann Kastenberger: il maratoneta che scappava dalla polizia “Corri, Forrest, Corri!” La celebre frase del Film Forrest Gump, interpretato da Tom Hanks nel 1994,...

Calcio

Illustrazione di David Diehl Oleg Blokhin, l’oro dell’URSS Partiamo dall’assunto, calcisticamente filosofico, che Beckenbauer non ha mai regalato nulla a nessuno: né in campo,...

Altri Sport

Lo sport non è soltanto passione ed intrattenimento, ma anche impegno ed abnegazione. Un misto di determinazione e sacrificio, senza i quali, come spesso...

Calcio

Mongolia: come si gioca a calcio nella Città senza sole Mongolia (Монгол улс), Asia orientale. Cuore di quell’immenso territorio che fu l’Impero mongolo forgiato...

Calcio

Storia, Disciplina e Onore: CSKA, viaggio nello Sport dell’Armata Rossa Il 29 Aprile 1929 nasceva la Polisportiva CSKA, massima espressione dello Sport dell’Unione Sovietica...

Calcio

FC Stroitel Pripyat: il calcio dimenticato ai piedi del reattore di Chernobyl Il 26 aprile 1986, alle ore 01:23 di mattina, avvenne quello che...

Altri Sport

[themoneytizer id=”27127-1″] Andrej Kuznecov, ricordo di una stella cadente Avrebbe compiuto oggi 54 anni Andrej Kuznecov, una stella assoluta della pallavolo sovietica che giocò...

Altri Sport

Il problema doping per il rinvio di Tokyo 2020 Il rinvio delle olimpiadi di Tokyo posticipate al 2021  per l’emergenza coronavirus è un’opportunità per...

Doping

[themoneytizer id=”27127-1″] Messi e gli altri: l’Ormone della Crescita e il rischio del Doping legalizzato Quando parliamo di Leo Messi, si tira in ballo...

Altri Sport

[themoneytizer id=”27127-1″] Jurij Gagarin, il Cosmonauta che sognava le stelle e amava lo Sport Il 24 Marzo 1968 moriva Jurij Gagarin, il cosmonauta sovietico,...

Calcio

[themoneytizer id=”27127-1″] Lev Yashin: storia dell’invincibile Ragno Nero Il 21 Marzo 1990 il mondo dello Sport e del calcio in particolare veniva a sapere...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro