Connect with us

Cerca articoli

Calcio

La rivoluzione di Elneny e Xhaka

Elneny e Xhaka non si conoscevano prima di un comune movimento di mercato. Nati in due continenti differenti ma cresciuti calcisticamente entrambi in Svizzera, al Basilea, cercano oggi di guadagnarsi un posto di tutto rispetto in un centrocampo pregiato come quello dell’Arsenal.

Pagato 7 milioni di euro il primo e circa 40 il secondo, si tratta di due giocatori polivalenti dalle caratteristiche però leggermente differenti; Mohamed Elneny e Granit Xhaka oltre ad una posizione centrale nel centrocampo dell’Arsenal, condividono una media passaggi praticamente identica (72 a partita, di cui solamente il 3-5% finisce sul fondo o in mano agli avversari) pur interpretando il ruolo in maniera non del tutto speculare.

Se il primo preferisce una posizione più dinamica e ‘propositiva’, per rendersi pericoloso con inserimenti in fase offensiva, il secondo è invece il padrone indiscusso della mediana, grazie soprattutto ad un fisico granitico (proprio come il suo nome) e la capacità di arrivare in porta anche da lontano con tiri potentissimi.

WIsfZLMLvB7mE

Fra i molti pregi il centrocampista tuttofare biancorosso ha un difetto chiamato ‘foga agonistica’, proprio quella che nella vittoria contro il Burnley gli ha causato il secondo cartellino rosso in mezza parte di stagione, tutto per un intervento in netto ritardo in mezzo al campo. Arsène Wenger ed il suo staff lo avrebbero redarguito  per un’eccessiva ‘lack of mobility’, che tradotto significa scarsa mobilità.

A dire il vero i numeri promuovono anche l’egiziano Elneny, che nell’Arsenal sta trovando meno spazio rispetto al mediano svizzero, complice forse la presenza di Aaron Ramsey, Francis Coquelin o Santi Cazorla impiegato internamente, tutti e tre perfetti compagni di centrocampo proprio per l’insostituibile Xhaka.

Nonostante alcune prestazioni decisamente sopra la media e un gol-gioiello contro il Barcellona al Camp Nou, quindi, dal suo arrivo nel gennaio dello scorso anno sono arrivati tanti spezzoni ma solamente 7 partite giocate fino al 90’. Wenger lo considera un buon ripiego, consapevole di quanto la scuola Basilea sia unica e puntuale nel forgiare grandi talenti.

rjYtywXMy8jxm

Queste le presenze nella stagione 2015/16, dove Elneny (con le maglie di Basilea prima ed Arsenal poi) ha giocato praticamente ovunque:

16326060_10208437699564988_1361511284_o

La differenza fra Elneny e Xhaka ad oggi sembra abissale, più per la fiducia ed i minuti sul campo che per qualità e tecnica; si tratta di due calciatori differenti, centrocampisti ‘moderni’ con compiti e predisposizioni complementari.

Se Xhaka detta i tempi Elneny è bravo a velocizzarli, se il primo preferisce far girare la palla con una visione periferica il secondo predilige gli scambi veloci, facendosi trovare molto spesso pronto all’inserimento offensivo. Se poi si considera che l’Arsenal può contare sul ‘re’ degli assist, ovvero Mesut Ozil, ecco che le basi per un centrocampo di prim’ordine sono ben poggiate sull’erba dell’Emirates.

Provando a trovare un paragone musicale, Elneny e Xhaka assomigliano al titolo di una canzone molto nota: ‘En e Xanax’ di Samuele Bersani.

16237455_10208400499955021_1234811272_n

Incontratisi per caso nel centro di Londra, uniti da un passato simile con una crescita differente, dovranno ‘combattere’ per dimostrare al mondo di saper stare insieme nel centrocampo dell’Arsenal, ricco di concorrenza e talento.

Da quel momento, sempre che i nostri calcoli non si rivelino un ‘flop’ come l’eterna promessa Denilson, i due diventeranno inseparabili.

Anzi, a dire il vero forse sono già sulla buona strada.

Off to ?? and ?? #preseason @granitxhaka ?

Una foto pubblicata da Mohamed Elneny (@elnennym) in data:

A cura di

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

Il futuro del calcio: i digital fans Il calcio in questo momento è in uno spartiacque internazionale tra un sempre più faticoso romanticismo e...

Calcio

Maxim Tsigalko: il più grande talento della storia che nessuno ha mai visto Mancano pochi giorni alla chiusura del mercato invernale e i club...

Calcio

Tòth e Kertész, gli eroi ungheresi più forti delle deportazioni naziste Lo Sport spesso è stato strumento di resistenza alle ingiustizie e atrocità. Anche...

Calcio

Matthias Sindelar, il patriota anti Hitler Ieri, 23 gennaio, ricadeva l’anniversario della morte, datato 1939, avvenuta in circostanze misteriose di Matthias Sindelar, il fenomeno...

Calcio

Rogerio Ceni, molto più che un portiere Quando si è piccoli e ci si affaccia per la prima volta al mondo del pallone, l’unico...

Altri Sport

“La Guerra meno lo sparo”: la stroncatura dello Sport secondo George Orwell Il 21 gennaio 1950 moriva lo scrittore inglese Eric Arthur Blair, da tutti conosciuto...

Calcio

Dino Viola, l’educatore Il 19 Gennaio 1991 moriva Dino Viola, indimenticabile presidente della Roma, che ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei tifosi...

Calcio

Luciano Re Cecconi: il tragico destino di un giocatore che veniva dal futuro Si ricordava ieri la morte, avvenuta il 18 gennaio 1977, di ...

Calcio

La faccia di Cyrille Regis, pioniere della lotta al razzismo Il 14 gennaio 2018 moriva Cyrille Regis, il calciatore che durante la sua carriera...

Calcio

Il calcio è una chiave per vincere il dolore di un bambino mai nato Ci sono molti modi per esorcizzare il dolore. C’è chi...

Calcio

Jamie Vardy e i gradini sui quali riflettere Compie oggi 35 anni Jamie Vardy, il bomber del Leicester, la cui storia ci ha insegnato...

Calcio

Milan-Roma: la distanza non è solo nei chilometri Oggi alle ore 18.30 si sfideranno a San Siro due squadre che rappresentano due città così...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro