Connect with us

Cerca articoli

Inchieste & Focus

La paradossale vicenda di Camila Giorgi

La telenovela tra Camila Giorgi e la FIT sembra essere giunta alla fine. Eppure, a differenza delle solite sdolcinate telenovele, stavolta il consueto happy ending ha lasciato il posto a un finale a sorpresa, degno dei migliori thriller. Una conclusione che davvero nessuno si aspettava per questa vicenda.

 Il tutto ha avuto inizio nell’aprile dello scorso anno, quando la tennista maceratese ha rifiutato la convocazione per la FED Cup contro la Spagna, dando la precedenza ai tornei WTA. I rapporti con la FIT, già tesi da molto tempo, si erano così infiammati al punto che Camila, spinta dal padre-coach Sergio, aveva deciso di chiudere i ponti con la Federazione. Da lì ne era scaturito un enorme polverone mediatico, con tanto di procedimento legale.

Se nelle prime fasi del processo la tennista era stata condannata a 30000 euro di multa e a 9 mesi di squalifica dalle competizioni in Italia, il Tribunale d’Appello aveva poi ribaltato il tutto, annullando la sentenza. Il motivo era tanto semplice quanto sorprendente: Camila non aveva la tessera FIT, quindi non era tenuta a rappresentare la Federazione in competizioni internazionali.

Dopo una scoperta simile – di cui nessuno era a conoscenza? – il caso sembrava chiuso, con la Giorgi vincitrice a tutti gli effetti. Eppure, eccolo dietro l’angolo il colpo di scena. Dopo la sentenza del Tribunale d’Appello, la FIT non si è data per vinta e si è rivolta al Collegio di Garanzia del CONI, l’organo di massima importanza per la giustizia sportiva in Italia. Ed è proprio in questa sede che la sentenza della Corte Federale è stata annullata, rendendo nuovamente valido quanto disposto in primo grado: 30000 euro di mula e 9 mesi di squalifica.

E quali sono le motivazioni? Come la mettiamo con la mancanza della tessera FIT? Per dare una risposta a questo, il Collegio di Garanzia ha emesso un verdetto tutt’altro che scontato e quantomeno discutibile. Il fulcro del discorso ruota attorno alla distinzione tra “tesseramento” e “possesso della tessera”Secondo le motivazioni della sentenza, un atleta che ha avuto anche un minimo rapporto con la Federazione deve considerarsi tesserato a tutti gli effetti ed è quindi legato ai vincoli che questa affiliazione comporta. Invece il possesso della tessera è semplicemente un’attestazione concreta del tesseramento, ma non è una condizione necessaria allo stesso.

In parole povere, la Giorgi non poteva rifiutare la convocazione, proprio perché secondo la sentenza era tesserata pur senza il possesso della tessera. Il che però risulta singolare: la tennista maceratese sapeva di essere tesserata pur senza la tessera? Qual è allora l’utilità della tessera per atleti di alto livello? E, soprattutto, in che modalità si sancisce il rapporto con una Federazione di cui non si ha una tessera?

Tutti interrogativi a cui sfortunatamente la sentenza non dà risposta, lasciando un vuoto giuridico e sportivo che potrebbe diventare una gigantesca voragine. Per giunta in questo modo non solo si sminuisce il valore della tessera di affiliazione, ma non è chiaro nemmeno come possa un atleta di buon livello non considerarsi tesserato con la propria Federazione. Una scelta che dovrebbe essere più che legittima, ma che non sembra così facile da attuare.

Comunque, alla fine la Giorgi non ci rimetterà molto, visto che la sanzione di 30000 euro è più che abbordabile per una tennista del suo ranking, mentre la sospensione per le competizioni in Italia non le cambierà la carriera di una virgola, dato che i legami con la FIT e con tutto ciò che la riguarda sono pari a zero. Resta però una sentenza di difficile interpretazione, che non può non alimentare discussioni. Sperando che non diventi uno scomodo precedente.

 

A cura di

GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

1 Comment

1 Comment

  1. Mino

    Gennaio 10, 2018 at 11:06 am

    Aveva ragione il Manzoni. Evviva gli azzecca garbugli in Italia: dove ci si rifiuta di arrivare col buon senso ci si arriva con cavilli giuridici quantomeno discutibili. Chi tocca il potere è marchiato inesorabilmente. Abbiamo una ormai unica tennista di valore che ci potrebbe rappresentare sufficientemente: ma è lesa maestà! Non c’è nulla che possa ovviare a questa verità in Italia. Quindi……. muoia Sansone con tutti i Filistei…ma non toccate la mia pancia.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

C’era una volta il Calais: i dilettanti che distrussero le grandi del calcio Quella che stiamo per raccontarvi è una delle storie più romantiche...

Storie di Sport

Andrea Gaudenzi, il cuore e la racchetta Il 4 dicembre 1998 va in scena una delle partite più emozionanti della storia del tennis nostrano,...

Storie di Sport

Arthur Ashe, il tennista con una missione Nel 1992 il tennista afroamericano Arthur Ashe dichiarava al mondo intero la sua sieropositività a causa di...

Interviste

A tu per tu con Corrado Barazzutti, il “Soldatino” del Tennis italiano In questa magica estate in cui è lo sport italiano si è...

Calcio

Lo monetina di Alemao e gli altri misteri del Campionato 1989-90 In occasione dei 60 anni compiuti oggi da Ricardo Alemao, l’ex centrocampista brasiliano...

Calcio

Deportivo Palestino, il club cileno che gioca per i diritti dei palestinesi Il 15 novembre 1988  Yasser Arafat, presidente dell’OLP, proclama unilateralmente l’Indipendenza dello...

Altri Sport

We are Marshall: Quando un Aereo consegna lo Sport alla storia Il 14 Novembre 1970 in West Virginia, l’aereo della Southern Airways Flight 932 con...

Altri Sport

Quando i Re del Rugby curarono le ferite della Grande Guerra L’11 Novembre 1918 terminava la Prima Guerra Mondiale lasciando morte e miseria in...

Calcio

Il giorno in cui Roma e Lazio giocarono con la stessa maglia in onore di Paparelli Il 28 Ottobre 1979 durante il derby della...

Calcio

Lev Yashin: storia dell’invincibile Ragno Nero Il 22 ottobre 1929 nasceva Lev Yashin, fenomenale portiere russo, unico estremo difensore a conquistare il Pallone d’oro....

Basket

Drazen Petrovic: poesia sospesa tra Mozart e Nietzsche Il 22 ottobre 1964 nasceva Drazen Petrovic, uno dei migliori interpreti della pallacanestro mondiale. Una fiamma...

Calcio

Quelli che sono stati anche figli di Beppe Viola Il 17 Ottobre 1982 ci salutava quel genio giornalistico, ma non solo, di Beppe Viola....

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro