Il caso Lulic-Rudiger arriva fino a Windsor, in Canada, dove si stanno disputando i mondiali di nuoto in vasca corta. Dotto, Paltrinieri, Detti e Carini alla vigilia delle gare si fanno fotografare in costume con i calzini ai piedi e le facce sorridenti. Si esce dai confini del calcio, dall’Olimpico rimbalziamo in una piscina canadese perché il commento del biancoceleste indigna tutti e forse soprattutto chi di sport ci vive ogni giorno.
Dopo le scuse da parte del club, Lulic che in un primo momento non era ritornato indietro sui suoi passi e anzi aveva rincarato la dose (“È una frase razzista? No, anche noi bianchi vendiamo calzini”), a posteriori ha così commentato l’episodio: “A mente fredda mi rendo conto di aver risposto ad una provocazione con un’altra provocazione. Provengo da un paese che conosce le tragedie causate dai pregiudizi etnici. Per questo mi dispiace di essermi fatto prendere dalla tensione del dopo derby e di essermi espresso in maniera infelice”.
#calzetToniRudiger e #stoccardo, in riferimento alla città in cui Rudiger svolgeva le sue attività di vendita, sono gli altri hashtag lanciati.
Intanto gli undici azzurri convocati si preparano a scendere in vasca.