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La mano della mafia sul Foligno Calcio: si ferma l’attività sportiva

La notizia è di poche ore fa e crea scalpore, ma fino a un certo punto. Oggi il Foligno Calcio non scenderà in campo contro l’Avezzano per la gara del girone G di Serie D. La decisione è stata presa alle 14:15 di sabato pomeriggio, e dell’aggiornamento in diretta se ne è occupato il sito Folignosport.it, riportando anche l’ufficialità dell’annullamento da parte della LND. Il testo della decisione presa dalla Prefettura di Perugia e comunicata al sindaco di Foligno, Nando Mismetti, è il seguente: “In riscontro a quanto richiesto da codesto Comune con nota in data 9 settembre 2016, si informa che con provvedimento n. 5713 del 20 gennaio 2017 è stata emessa comunicazione antimafia a carattere interdittivo nei confronti della ditta in oggetto ai sensi dell’articolo 88 comma 3 del decreto legislativo 159/2011 e successive modifiche e integrazioni, avendo accertato la sussistenza delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all’articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 e successive modifiche e integrazioni”.

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L’interdizione non ferma solo la gara di domenica, bensì l’intera attività agonistica del club, compresi Giovanissimi e Juniores. Una decisione che ormai solleva un vero e proprio vespaio attorno alla società biancoazzurra, in quanto arriva dopo l’arresto – per mano della Guardia di Finanza durante lo scorso 15 dicembre – dell’ex Presidente della società, Gianluca Ius, arrestato assieme ad altre persone per il reato di riciclaggio e truffa ai danni dello Stato, precisamente nei confronti del Ministero dello Sviluppo Economico. Fatture false e operazioni inesistenti che ammontano sino a 1 milione di Euro avrebbero incastrato Gianluca Ius, attorno al quale non circolano molte certezze. Il giovane imprenditore non è nuovo a questi tipi di illeciti. Già nel 2013 fu arrestato a Roma per il coinvolgimento in un illegale sistema di appalto nell’inchiesta Enav-Finmeccanica. Gli inquirenti sostengono che appena tornato in liberà dopo un periodo di carcerazione preventiva, Ius avrebbe ripreso l’attività interrotta, sino all’acquisto del Foligno Calcio su cui però aleggiano non pochi spettri. Il M5S Umbria, attraverso la sua portavoce Maria Grazia Carbonari, sollevò non poche perplessità sul passaggio di quote al gruppo capitanato dall’ex arbitro Massimo De Santis – anch’esso già condannato in precedenza nell’ambito di Calciopoli – assieme a Gianluca Ius, che sarebbe diventato Presidente della società Città di Foligno 1928 s.r.l.. Il condizionale è d’obbligo, perché il MoVimento avrebbe svelato come agli atti, nessuna società risultasse a nome di Gianluca Ius. Il proprietario formale della società era (o forse lo è ancora) Antonino Spera, autista dell’imprenditore. Un ingresso nella società che prende oscuri ma comprensibili avvicinamenti all’idea di infiltrazione mafiosa nella gestione della società, che soltanto ad Aprile 2016, si lasciava alla spalle la funesta gestione di Alessandro Nuccilli, causa «troppi debiti». Un altro personaggio diventato ormai inquietante nel panorama degli acquisti-cessioni di società in crisi, già coinvolto nel declino di matrice italo-cinese del Pavia Calcio.

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L’arrivo del tandem De Santis-Ius portò con sé non poche perplessità per come si svolse: poche indiscrezioni, accordi in segreto, ed una conferenza stampa ad accordi già presi, in quello che poteva comunque sembrare stupore per un passaggio di consegne ad una proprietà da un recente passato non proprio dei migliori. Il M5S Umbria invocò l’intervento del Sindaco, già ritrovatosi con le chiavi della società biancoazzurra in mano, affidategli da Nucilli nel momento del suo addio. Il comunicato (qui, sul sito M5S Umbria) risale al 29 luglio 2016. Sono passati sei mesi, e la situazione è degenerata con un nuovo arresto per Gianluca Ius, che getta forse non proprio nello sgomento una piazza sportiva e una cittadinanza che ha potuto vivere di ben poche gioie dal calcio cittadino, generando quella che forse ha più i tratti della rassegnazione. Già alla fine della stagione scorsa il popolo biancoazzurro non sapeva di che morte morire. Oggi, a metà campionato, un’interdittiva antimafia ha di fatto bloccato l’intera attività agonistica della società, che rimane quindi paralizzata in una fase delicata della stagione, in terz’ultima posizione nel suo girone della Serie D, a 14 punti (-1 di penalizzazione), davanti solo ai corregionali del Città di Castello e al Torres. La squadra che allo stadio Enzo Blasone, il terzo più grande dell’Umbria era già fallita nel 2015, ed ha salutato la Lega Pro nella stagione 2012-2013. Dallo scorso agosto, il Foligno è finito in balìa di un imprenditore di dubbia identità e sicuramente carente di etica: nel dicembre 2015, dopo aver tentato invano l’acquisto dell’Ancona, si espresse sul nuovo corso di SosteniamolAncona alla guida della società dorica: «la squadra ai tifosi è un bluff!». Molto meglio truffare lo Stato Italiano, emettere fatture false ed essere nel registro delle inchieste su Mafia Capitale, penserà Gianluca Ius, che oggi fa piombare nell’incertezza il calcio di Foligno per il resto della stagione.

 

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