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La leggerezza di chiamarsi Jonathan Rea

Il Mondiale Superbike 2017 ha riaperto i battenti con la tappa in Australia sul Circuito di Phillip Island. A mettere tutti in fila ci ha pensato il solito, fantastico, Jonathan Rea; campione in carica da due anni e indiscusso re della categoria. Sul tracciato australiano, il pilota britannico ha lasciato sfogare i suoi avversari; li ha fatti divertire e prendere a sportellate per gran parte sia di Gara 1 che di Gara 2, si è quasi fermato per permettere agli altri di stargli dietro e gustarsi così un po’ di bagarre anche lui. Arrivato il momento decisivo, però, ha abbassato la testa sul cupolino e si è andato a prendere la bandiera a scacchi in entrambe le manche.

Il povero Chaz Davies, unico pilota che sembra in grado di poter mettere in difficoltà Rea, si è dovuto accontentare delle briciole; 42 millesimi di ritardo nella prima gara e addirittura soli 25 millesimi nella seconda. Un’unghia, tanto è bastato all’alfiere della Kawasaki per portare a casa i primi 50 punti in palio.

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Johnny si è armato della sua solita leggerezza letale per avere la meglio sugli avversari, quella che negli ultimi 2 anni gli ha permesso di entrare nella storia della Superbike. Nella categoria, infatti, il britannico è l’unico, insieme al connazionale Fogarty, ad aver trionfato per due stagioni consecutive. Con una semplicità unica Rea doma la sua “verdona”, la addomestica come un matador col suo toro; tiene a bada i cavalli e il carattere scorbutico della Kawasaki come nessuno ha mai fatto, chiedere a Sykes per conferma.

Il ragazzo di Ballymena è una pecora fuori dal gregge nel Mondiale Superbike; la sua guida pulita, il suo carattere poco avvezzo alle sportellate lo rendono differente da tutti i piloti del roster ed è probabilmente questo che lo rende una spanna sopra gli altri. Il suo modo di stare in pista è paragonabile a quello dei riders della MotoGP; categoria dove in questo inverno ha simbolicamente trionfato e messo tutti in riga quando nei test di Jerez ha ottenuto un tempo migliore rispetto a quelli di Rossi, Marquez e co. A riconferma delle qualità fuori dal comune del ragazzo.

Jonathan Rea è un pilota formidabile che quest’anno potrebbe definitivamente scolpire a vita il proprio nome nella storia della Superbike; con la sua leggerezza, la sua classe e il suo sorriso da bravo ragazzo che nasconde un glaciale animale da gara.

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