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La grande lezione di Travis e Bo

Che questo non sia un mondo per i puri è verità assodata. Quelli che vivono a pelle scoperta hanno un continuo rifornimento di sale sulle ferite, a ricordarsi che senza pelo sullo stomaco non si sopravvive. Ogni tanto anche chi impara a fare da solo però, avrebbe bisogno di essere protetto. Il ragazzino con i capelli rossi si chiama Bo Paske, quattro anni fa frequentava una scuola media in Florida, è autistico.

E questo per chi gli sta intorno non è un tratto della sua personalità e basta, non è una voglia sul braccio o un dito più corto. No. Quello che ha, merita la sua emarginazione, perchè Bo esprime il suo affetto abbracciando e cercando tenerezza dagli altri. Perchè forse la causa dell’emarginazione di Bo sta lì, nella sua purezza devastante. Se lo chiede spesso la madre che lo vede mogio a casa, mentre gli altri bambini sono invitati a feste in cui lui è escluso. Un giorno nella sua scuola arriva una squadra di football americano. I Florida State Seminoles. I giocatori parlano con i bambini, firmano autografi, sono tutti allegri.

Al momento del pranzo, Bo si va a sedere come sempre da solo. Come ogni giorno. Invece no, questo giorno è diverso dagli altri. Il campione di football Travis Rudolph lo nota, vede tutto. E non urla, non rimprovera, non fa nulla, prende il suo vassoio della mensa e invece di mangiare con tutta la squadra, si siede di fronte a Bo. E gli parla. Di fronte ad una scuola via via più attonita, Bo e Travis parlano di football, si chiedono delle rispettive vite. Appena si alza Travis saluta Bo come un vecchio amico, gli dice: “sei in gamba ragazzo.”.

Ma non è finita qui, chi ha fotografato la scena è un conoscente della mamma di Bo. Le manda la foto subito. La mamma salta sulla sedia e poi ringrazia pubblicamente Travis. E dice che a volte lei benedice l’autismo del figlio, perchè lo protegge in qualche modo dalla cattiveria del mondo. E che suo figlio è davvero in gamba, lei lo giura. Ma noi lo sapevamo già, l’ha detto Travis Rudolph, un uomo che se vede la fragilità dipinta nel viso di un ragazzo, semplicemente agisce e protegge. Dimostrando di non essere uno qualunque.

Ettore Zanca
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