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La favola al contrario di Ibarbo: da Brasile 2014 al giro del mondo… in prestito

Estate 2014: nella Nazionale colombiana che al Mondiale brasiliano torna a sognare 24 anni dopo i fasti di Valderrama e la celebre ‘papera’ di Higuita a Italia ’90, oltre al talento cristallino di James Rodriguez, brilla a tratti la stella di Victor Ibarbo, da anni protagonista in Italia con la maglia del Cagliari. Per l’attaccante esterno sembra il momento del definitivo salto di qualità, e pazienza se il Ct Pekerman decide di non schierarlo nella decisiva partita con i verdeoro padroni di casa: da tempo il suo nome è accostato ad alcuni grandi club, e in pochi si stupiscono quando pochi mesi più tardi, nel gennaio del 2015, la Roma ufficializza il suo passaggio in giallorosso. La formula è quella del prestito oneroso con diritto di riscatto, che sta diventando una consuetudine specie dopo l’abolizione delle comproprietà. Il club capitolino versa nelle casse rossoblu 2,5 milioni di euro, con la possibilità di acquisire l’attaccante cinque mesi più tardi per 12,5 milioni. A Trigoria le cose però non vanno benissimo, soprattutto a causa di alcuni problemi fisici: il colombiano riesce però comunque a lasciare il segno nel derby con la Lazio decisivo per il secondo posto, durante il quale regala a Iturbe l’assist del momentaneo 0-1.

Arriva giugno, e il Ds della Roma Sabatini è protagonista di una difficile tripla trattativa con il Cagliari: oltre alla questione Ibarbo va infatti risolta la comproprietà (iniziata un anno e mezzo prima) di Nainggolan e deciso il destino di Astori (anche lui in prestito oneroso). Alla fine i giallorossi sacrificano il difensore riscattando il belga per 9 milioni di euro e prolungando il prestito di Ibarbo. Ma il comunicato stampa diffuso dal club il 3 luglio 2015 lascia interdetti i tifosi e parte della critica, già saturi di notizie riguardanti milionarie commissioni erogate a vari agenti in altre operazioni: “L’A.S. Roma S.p.A. rende noto di aver sottoscritto con il Cagliari Calcio S.p.A. il contratto per l’acquisto a titolo temporaneo, fino al 30 giugno 2016, dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore Victor Ibarbo, a fronte di un corrispettivo fisso di 5 milioni di euro, e variabile, fino ad un massimo di 6 milioni di euro, per bonus legati al raggiungimento da parte dell’A.S. Roma e del calciatore di determinati obiettivi sportivi. L’accordo prevede inoltre il diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo, da esercitarsi al termine della stagione sportiva 2015/2016, per un valore di 8 milioni di euro”.

Per un anno e mezzo di prestito, dunque, la Roma versa al Cagliari 7,5 milioni di euro, che con i bonus possono arrivare fino a 8,5: cifre di tutto rispetto, probabilmente ‘viziate’ dalla volontà di voler ‘alleggerire’ a bilancio l’investimento fatto per Nainggolan sempre con il Cagliari. Ma se Sabatini spende così tanto per questo giocatore vuol dire che, teoricamente, a Trigoria si è deciso di puntare forte sulle volate palla al piede dell’esterno di Calì: quel che succede nel giro di poche settimane, invece, smentisce categoricamente questa deduzione. Nonostante Garcia lo utilizzi nei finali delle prime due gare di campionato, nell’ultimo giorno del mercato estivo Ibarbo viene girato (sempre in prestito) in Inghilterra al Watford. Ma in Premier League le cose vanno tutt’altro che bene, come testimoniato dagli appena 64 minuti passati sul campo di gioco nel giro di cinque mesi. A gennaio un altro cambio di maglia, in quella che sembra essere una (quantomeno prematura) parabola discendente: sempre con la formula del prestito Ibarbo torna a giocare nel club in cui aveva cominciato la sua carriera professionistica, l’Atletico Nacional de Medellin.

Il resto è storia recente, con la Roma che decide di non esercitare il diritto di riscatto e il Cagliari  (rimasto proprietario del cartellino) che non punta sul rilancio di un giocatore che nel giro di 18 mesi sembra essersi perso per strada tra un prestito a peso d’oro e l’altro. Ora per Ibarbo è l’ora di una nuova sfida, questa volta in Grecia: a puntare su di lui è Andrea Stramaccioni, che lo ha convinto a tentare l’avventura nel suo Panathinaikos. Un trasferimento concretizzatosi, forse è superfluo specificarlo, con la formula del prestito.

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