Quantcast
Connect with us

Cerca articoli

Pugilato

La distanza tra Laila e Becky

Oggi, 25 novembre, è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne; al di là dei pochissimi negativi aspetti del femminismo occidentale, la lotta per i diritti dell’altra metà del cielo ha potuto contare su milioni di donne coraggiose che, con spirito rivoluzionario e mai arrendevole, si sono opposte, e continuano ad opporsi, a trattamenti iniqui, ingiusti e dai tratti inumani.

Un recente aspetto di questa lotta è anche l’emancipazione delle donne che praticano la boxe.

Le prese di posizione critiche verso l’adeguatezza del pugilato al femminile stridono con una crescita esponenziale delle atlete, sia a livello numerico, sia qualitativo; io stesso ammetto di aver lungamente mantenuto troppe riserve da maschilista vecchio stampo. Mi sono ora ricreduto.

L’applicazione e la disciplina delle donne boxeur, che ormai riempiono le palestre di pugilato in ogni paese esso si pratichi, conquistano maestri, media e pubblico.

Praticato con i dovuti standard di sicurezza e con la necessaria cura nella preparazione fisica, la boxe femminile sarà certamente un valore aggiunto al nostro sport.

Parlerò di due “pugilesse” tra loro molto distanti, eppure entrambe guerriere coraggiose nella stessa battaglia.


Nel pugilato professionistico da quasi vent’anni, Laila Ali è il miglior esempio di come la boxe d’alto livello possa comodamente convivere con una splendida femminilità.

Supermedio di un metro e ottanta, Laila non ha ereditato le doti del padre, poiché la classe infinita è un dono che la Natura distribuisce con estrema parsimonia, ma può contare su un record che parla chiaro: 24 incontri, 24 vittorie, 21 KO.

A dimostrazione di come suo padre, quantomeno in età matura, non vivesse la religione in maniera fanatica, come invece molti sostengono, Laila non ha mai praticato la fede islamica, nemmeno da bambina.

Sposatasi due volte, è madre di due figli.

Queste le sue semplici parole al riguardo del suo grande genitore, Muhammad Ali, l’uomo più famoso del pianeta:

Mio padre non è quello che vedete voi, perché io ne conosco i difetti e le debolezze…gli voglio bene perché è mio padre, alla stessa maniera in cui il vostro lo è per voi“.

Di natura calma e riflessiva ha il merito di aver fatto desistere Hulk Hogan dai propositi suicidi che egli aveva intenzione di mettere in atto prima di ricevere la sua telefonata.

Splendida quarantenne, madre attenta, Laila non si è fatta schiacciare dalla notorietà e dalla ricchezza, ma ha tracciato il proprio solco nella vita, trovando un solido equilibrio.

Con tutta probabilità, questo le è stato concesso dalla pratica del pugilato, una passione che spegne molti vizi per la grande dedica richiesta.

Appare come il rovescio della medaglia, mentre è invece parte del dazio di tragicità richiesto dai grandi numeri, la storia di Becky Zerlentes, che undici anni or sono entrò nella storia come la prima donna a perdere la vita sul ring di uno sport da combattimento.

La 34enne Becky combatteva il proprio undicesimo incontro in carriera; prima di darsi alla boxe era stata a lungo in una squadra di nuoto sincronizzato e aveva raggiunto la cintura nera di Goshin Jitsu.

Un solo, modesto, colpo al caschetto protettivo le è costato la vita.

L’autopsia ha reso evidente una tendenza alla “concussione” del capo: un raro difetto che si scopre solo post mortem.

Purtroppo, Becky Zerlentes ha pagato il proprio coraggio e la propria “approssimazione” da autentica pioniera: con molti chili di troppo ed una guardia elementare, ha incassato il fatale destro ed ora è nel mondo dei più. Su Youtube si può vedere il relativo filmato.

Professoressa universitaria di economia e geografia, aveva conseguito un dottorato all’Illinois University e redatto apprezzate pubblicazioni sulle proprie ricerche svolte in Messico.

Amante della natura e degli animali, ora è purtroppo polvere, perlomeno ai nostri occhi di mortali.

Becky e Laila sono donne coraggiose che hanno seguito la loro ombra sul ring, all’inseguimento di quel qualcosa che si prova mettendosi alla prova tra le sedici corde.

La patinata immagine della bella Laila non deve trarre in inganno nel raffronto con quella della sgraziata figura della povera Becky: entrambe ritraggono donne coi guantoni, impegnate nello sport che amano! Una disciplina che vuole dedizione e chiede sofferenza ma che, nonostante i tragici casi sfortunati, è lontana anni luce dalla violenza che troppo spesso le donne subiscono nella vita di tutti i giorni.

Redazione
A cura di

GiocoPulito nasce nel Novembre 2015 con l’obiettivo di dare un taglio all’informazione sportiva non tanto incentrandola sulla comune, quanto importante, attualità, ma andando a costruire un prodotto di informazione che potesse accrescere la conoscenza degli accadimenti passati o presenti, soddisfare la sana curiosità, alimentare la cultura e la passione per lo sport.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Altri Sport

Wilma Rudolph, la Gazzella Nera che conquistò Berruti e l’Italia Il 23 giugno 1940 nasceva Wilma Rudolph, la Gazzella Nera che alle Olimpiadi di...

Altri Sport

Lou Gehrig, lo Sportivo che ci ha fatto conoscere la SLA Per la Giornata Mondiale per la lotta alla Sla che si celebra oggi,...

Basket

La Legge Len Bias: quando per cambiare le regole ci deve scappare il morto Il 19 Giugno 1986 una overdose di cocaina interrompe il...

Pugilato

Teófilo Stevenson: tutto l’oro di Cuba  L’11 giugno 2012 moriva a Cuba, Teófilo Stevenson, leggendario pugile caraibico che durante tutta la sua vita non...

Pugilato

La vera storia di Jack Johnson: un perdono lungo 100 anni Il 10 giugno 1946 moriva Jack Johnson, il primo pugile afroamericano della storia...

Pugilato

Cinderella Man: Jim Braddock, il pugile della porta accanto Il 7 giugno 1905 nasceva Jim Braddock, il pugile irlandese tanto brutale sul ring quanto...

Basket

Drazen Petrovic: poesia sospesa tra Mozart e Nietzsche Il 7 giugno 1993 ci lasciava Drazen Petrovic, uno dei migliori interpreti della pallacanestro mondiale. Una...

Pugilato

Muhammad Ali: Genealogia del Mito che provò a cambiare l’America Il 3 giugno 2016 ci lasciava Muhammad Ali, un uomo, un pugile diventato icona...

Calcio

Giacinto Facchetti: Tre, come Treviglio Tra i tanti primati del calcio italiano, ce n’è uno, sempre passibile di aggiornamenti, incrociando le dita, che gli...

Calcio

Per cucire il filo di una memoria basta un Ago Il 30 Maggio 1994 moriva Agostino Di Bartolomei, indimenticabile Capitano della Roma dello Scudetto,...

Pugilato

Hector Macho Camacho: Commediante, eccentrico, imprevedibile, volubile Avrebbe compiuto oggi 59 anni Hector “Macho” Camacho, un pugile unico nel suo genere, famoso per i...

Pugilato

Il 23 maggio 1915 nasceva Leone Efrati, il pugile italiano deportato dai nazisti e costretto a combattere dentro al campo di concentramento di Auschwitz,...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro