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La cantina Nevio Scala: dalla panchina alle vigne

La cantina Nevio Scala: dalla panchina alle vigne

Capolavoro in Emilia-Romagna. Tra calcio e buon vino Nevio Scala ha scritto un romantico romanzo di Provincia.

Da tecnico è riuscito nell’impresa di donare titoli, locali e continentali, ad un Parma già guidato dalla famiglia Tanzi ma ancora non imbottito di campioni patinati pagati fior di quattrini. Colpi sensazionali di mercato che, a distanza di anni, verranno smascherati dal clamoroso crack della Parmalat.

All’ombra del Tardini il trainer nativo di Lozzo Atestino resta per sette anni. Arriva alle soglie della gloria dopo epiche imprese vissute in terra calabrese al timone della Reggina. Nevio disegna il suo scacchiere e, al primo colpo, spedisce i crociati in Serie A.

L’antipasto nella massima serie è da sballo: sesto posto conclusivo davanti a big come Juventus, Napoli, Roma, Lazio e Fiorentina.

Nel 1991-1992 ecco il primo trofeo: la Coppa Italia in finale contro la Juventus. Melli e Osio trafiggono Peruzzi nella cornice di una città in visibilio. Il raddoppio del Sindaco è una perla collettiva. Un’azione alla mano che, con fraseggio e rapidità, porta alla meta. Ormai lanciatissima la squadra, nel 1993, sbanca Wembley aggiudicandosi la Coppa delle Coppe al cospetto dell’Anversa.

Il meglio deve ancora venire. Nel maggio del 1995 i ducali sfidano e piegano la plurimedagliata Juventus per l’ultimo atto della Coppa Uefa. L’ex Dino Baggio ed un Bucci insuperabile autografano il match di andata. Nella partita di ritorno, giocata a San Siro, ai bianconeri non basta il capolavoro balistico di Vialli. Nella ripresa ancora Dino Baggio raccoglie l’assist di Mussi. Un altro trofeo in bacheca, come precedentemente accaduto per la Supercoppa Uefa del ’94 contro il Milan. L’orchestra suona e sogna. Il tandem offensivo Zola-Asprilia si completa a meraviglia tra dribbling, assist e reti da urlo.

 

Il 3-5-2 brilla in equilibrio strizzando l’occhio allo spettacolo ed al bel gioco. Questo Parma, forte di credenziali ormai consolidate, sfiora l’apoteosi con due scudetti solo immaginati nelle stagioni 1992-1993 e 1994-1995.

Bucci, Minotti, Couto, Apolloni, Benarrivo, Di Chiara, Pin, Sensini, Dino Baggio, Zola, Asprilia. La filastrocca crociata da quelle parti se la ricordano a memoria.

Oggi Nevio produce vino naturale noto in tutto lo stivale. Un’impresa da applausi come quelle compiute in Emilia. Le tre vite di Scala: in campo, seduto in panchina e nel cuore delle vigne sui Colli Euganei.

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