Connect with us

Cerca articoli

Basket

Kevin Garnett, il ritiro è realtà: fine della rivoluzione!

Dopo il ritiro di Tim Duncan e quello di Kobe Bryant, ecco che lascia un’altra leggenda del basket americano. Kevin Garnett, mille emozioni regalate ai tifosi in ben 21 stagioni NBA, ha ufficialmente annunciato il suo ritiro. Tornato ai suoi Minnesota Timberwolves da un anno e mezzo, stava discutendo la rescissione del contratto con i dirigenti della franchigia. Nella serata di ieri arriva la dichiarazione: se ne va così un altro dei giocatori che di più ha segnato gli anni 2000. Ma Garnett ha segnato anche la seconda metà dei ’90, con la sua rivoluzione lentamente allargata a più aspetti del gioco e portata in ogni angolo della lega.

Tanti personaggi in uno, gli appassionati avrebbero voluto vederlo in campo per un’altra stagione. Desiderio che condivideva anche il nuovo coach dei T-Wolves Tom Thibodeau, che sperava ancora in KG nel ruolo di chioccia di Karl-Anthony Towns. Garnett, “The Big Ticket”, “The Franchise”, ma soprattutto “The Revolution”: una rivoluzione iniziata nel ‘95/’96 quando esordì nel campionato americano con la maglia dei Timberwolves, che lo avevano draftato con la quinta scelta. Lo stravolgimento del basket americano comincia lì, con il nativo di Greenville in grado di portare i suoi 211cm dentro e fuori dall’area con disarmante facilità. Minnesota si ritrova in mano un giocatore ancora mai visto sui parquet americani: Garnett gioca ala grande, altre volte ala piccola, all’occorrenza centro. KG esordisce a 19 anni, il più giovane a disputare un match NBA all’epoca. Più atletico dei lunghi e più grosso dei piccoli, batte gli avversari con la partenza e punta dritto il ferro, andando spesso a chiudere con l’affondata.

The Big Ticket lascia Minneapolis dopo 12 stagioni, con un titolo di MVP della regular season conquistato nel 2004 e nessun successo di squadra. Nel 2007 passa ai Celtics, con l’ambizione di vincere il primo anello della sua carriera, insieme ai nuovi compagni di spogliatoio Ray Allen e Paul Pierce. Il trio delle meraviglie conquista il campionato, grazie ad un misto di grinta, mentalità, talento e concentrazione. L’evoluzione di KG non si ferma: diventa specialista difensivo, sdoganando anche l’utilizzo di mezzi non contemplati all’interno del gioco. L’uso del trash talking è regolare, così come le provocazioni volte ad innervosire gli avversari: ci sono cascati in tanti, da David West a Villanueva. The Big Ticket resterà negli annali anche per il suo attaccamento alla maglia dei Celtics quasi ossessivo, esemplificato dalla cancellazione in rubrica del numero dell’amico Ray Allen, reo di aver abbandonato i Celtics con direzione Miami. Per non parlare del ruolo di guida agonistica all’interno delle franchigie in cui ha militato: sono tanti gli episodi di “rimprovero violento” all’indirizzo di compagni che non si applicavano a sufficienza (si dice abbia anche usato i pugni, quando necessario).

È un ritiro che fa male, come quello di Duncan, di Bryant e ovviamente di Rasheed Wallace. Un anello, 1 titolo MVP della regular season, 15 convocazioni per l’All-Star Game, Kevin Garnett rimarrà sempre nel mito di questo sport, che però dovrà trovare in fretta nuovi profeti che continuino la rivoluzione.

A cura di

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Basket

Brandon Roy, il raffinato killer dalle ginocchia di cristallo Ha compiuto ieri 38 anni Brandon Roy, uno dei talenti più forti della NBA recente,...

Calcio

E così, dopo quattro anni, il gran circo dei mondiali torna a varcare l’Atlantico. Per la prima volta sopra la linea del Rio Grande,...

Pugilato

Cleveland Williams, la strada spezzata di “Big Cat” Il 30 giugno 1933 nasceva Cleveland Williams, considerato uno dei più grandi pugili della storia a...

Basket

A tu per tu con Charlie Recalcati, la leggenda del basket italiano La riapertura parziale al pubblico degli eventi sportivi, che procede di pari...

Basket

La Legge Len Bias: quando per cambiare le regole ci deve scappare il morto Il 19 Giugno 1986 una overdose di cocaina interrompe il...

Basket

Dirk Nowitzki: quando il Basket incontrò la matematica Compie oggi 43 anni Dirk Nowitzki, il fenomeno tedesco che in NBA ha fatto la storia...

Calcio

Aye, Mr President! – Quando Donald Trump stava per irrompere nel mondo del Calcio Compie oggi 75 anni Donald Trump, il magnate americano divenuto...

Pugilato

La vera storia di Jack Johnson: un perdono lungo 100 anni Il 10 giugno 1946 moriva Jack Johnson, il primo pugile afroamericano della storia...

Basket

Predrag Stojakovic, il miglior tiro che non sia mai entrato Compie oggi 44 anni Predrag Stojakovic, uno delle mani più educate della Storia Nba....

Basket

Drazen Petrovic: poesia sospesa tra Mozart e Nietzsche Il 7 giugno 1993 ci lasciava Drazen Petrovic, uno dei migliori interpreti della pallacanestro mondiale. Una...

Calcio

2 giugno 1978: Quando toccò alla nazionale regalare speranza a una società ferita Il 2 giugno 1978 gli azzurri di Bearzot esordivano nel Mundial...

Calcio

Francesco Totti: le tappe indimenticabili della storia del Capitano Il 28 Maggio 2017 si ritirava Francesco Totti, l’eterno Capitano della Roma. Riviviamo tutte le...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro