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Keita-Lazio: Quale prezzo per la riconoscenza?

Pep Guardiola che di giovani se ne intende, si era accorto che il ragazzo, dalle potenzialità enormi, aveva un carattere difficile. Troppo per un club come il Barcellona, che dopo l’ennesimo episodio, uno scherzo ad un compagno di squadra durante una trasferta in Qatar, lo spedì in prestito al Cornellà, una squadra satellite. Lì, l’allora giovanissimo Keita Baldè Diao, realizzò la bellezza di 47 gol in una sola stagione. Tutti quei centri dimostravano che quel ragazzino appena quindicenne era un vero e proprio diamante, ancora grezzo ma di purezza certamente cristallina. Quanto bisognava lavorarci per trasformarlo in un gioiello di rara bellezza? E’ la domanda che si sono posti a Formello quando hanno visto per la prima volta le qualità di quel ragazzo, nato in Spagna ma di origini senegalesi.

E’ tanta robba” diceva di lui Igli Tare convinto di aver portato alla corte di Lotito un vero e proprio talento. Che alla Lazio ha avuto l’opportunità di crescere anche grazie al lavoro dei suoi allenatori: Petkovic prima, Pioli poi. Fino a Simone Inzaghi che  se lo è ritrovato in prima squadra dopo averlo allenato in Primavera. I 16 gol realizzati nell’ultima stagione dimostrano evidentemente che Tare non aveva avuto torto. E che il lavoro svolto in tutti questi anni aveva finalmente iniziato a dare i frutti. E il diamante, nel frattempo, da grezzo si è fatto gioiello, come non poteva essere, è diventato l’oggetto del desiderio di molte tra le cosiddette “grandi”. La Juventus prima (anche se Marotta ha detto che per il momento il discorso è chiuso) e il Milan poi che invece, proprio dopo la frenata juventina, sembrerebbe pronto a lanciare l’offerta, che Lotito non può rifiutare. Già proprio il presidente laziale il quale, da tempo ormai, sembra essere arrivato ai ferri corti con l’agente del calciatore Calenda per l’annosa questione che riguarda il rinnovo del contratto. Che la Lazio proprietaria del cartellino vorrebbe per poter eventualmente riuscire a vendere il calciatore ad un prezzo più congruo al suo reale valore. Certamente più alto, considerando i 17 milioni incassati per Hoedt, dei 20 offerti dal dg bianconero Marotta. Un rinnovo che invece non vuole l’agente del calciatore Calenda che al contrario, una volta piazzato il calciatore da qualche parte a parametro zero, vorrebbe strappare il più sontuoso dei contratti che per lui vorrebbe dire la più sostanziosa delle commissioni.

La grana è proprio questa: il tira e molla tra Calenda e la Lazio che mentre aspetta di ricevere entro il 31 agosto (ultimo giorno di calciomercato), un’offerta quanto più vicina possibile all’ultimo prezzo fissato da Lotito (30 milioni di euro) è ben consapevole di poter perdere tra qualche mese, il calciatore a parametro zero. Intanto si prepara a sostituirlo, mettendolo fuori dalla formazione titolare oppure come accaduto in Supercoppa addirittura fuori rosa. E Keita? Vuole andare via, e per farlo lui e il suo agente Calenda sembrano disposti a tirare anche la corda. Tanto se alla fine si spezza il problema è di Lotito. E mentre c’è chi lo accusa di essere irriconoscente, Keita che sui social ha detto di sentirsi “amareggiato” diserta gli allenamenti. Come successo subito dopo la Supercoppa. Segno che il diamante, puro e bello, resta forse, ancora un po’ grezzo. E la riconoscenza, che nel calciomercato di oggi suona quasi come una parolaccia, rischia ancora una volta di non avere il suo prezzo più giusto.

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