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Juventus, ecco i migliori difensori che hanno fatto la storia della Vecchia Signora

Dove eravamo rimasti? Dopo oltre tre mesi di astinenza causa pandemia da covid-19, il prossimo 20 giugno, salvo clamorose complicazioni, ripartirà finalmente il campionato di Serie A.

Ma prima spazio alla Coppa Italia, con le semifinali di ritorno: la prima partita post emergenza coronavirus sarà Juventus-Milan, in programma venerdì 12 giugno a Torino, in un Allianz Stadium inevitabilmente deserto.

In attesa di riassaporare nuovamente il calcio giocato, ecco un focus proprio dedicato ai bianconeri, in particolare ai difensori della Juventus che hanno reso unica la sua storia, una sorta di riassunto delle puntate precedenti.

Miglior difesa significa scudetto

Che piaccia o meno, la Vecchia Signora è il club con la maggiore tradizione sportiva in Italia e tra i più blasonati al mondo, nonché quello che ha fornito il maggior numero di giocatori alla Nazionale Italiana.

Una legge non scritta del calcio recita che a vincere il campionato italiano è (quasi) sempre la squadra che incassa meno gol, dunque il punto di forza della Juventus risiede proprio nel suo reparto arretrato.

A fare le fortune della famiglia Agnelli non sono stati soltanto alcuni tra i difensori migliori della storia del calcio internazionale presi singolarmente, ma i veri e propri blocchi difensivi, spesso riproposti anche in Nazionale.

La “rovesciata di Parola”

Andiamo con ordine. Chi da bambino non ha mai associato il calcio alla celebre raccolta di figurine Calciatori? Beh il giocatore raffigurato in copertina sull’album Panini è Carlo Parola, durante l’esecuzione della sua famosa “rovesciata” nel lontano 1950.

Il difensore bianconero fu il primo a utilizzare con frequenza nel calcio italiano tale caratteristico gesto tecnico. Impossibile, dunque, non inserire Parola tra i difensori più rappresentativi della Vecchia Signora.

Il “blocco-Juve”

A cavallo tra il finire degli anni settanta e l’alba degli anni ottanta, una delle Juventus più forti di sempre, caratterizzata in particolare da una linea difensiva ancora oggi considerata tra le più collaudate di tutti i tempi.

L’ossatura della Nazionale Italiana guidata alla vittoria al Mondiale di Spagna nel 1982 da Enzo Bearzot era costituita da un blocco di giocatori provenienti proprio dalla Vecchia Signora, il cosiddetto “blocco-Juve”.

Ai già campioni del mondo Claudio Gentile (terzino), Gaetano Scirea (libero) e Antonio Cabrini (terzino) basta aggiungere lo stopper Sergio Brio e il dado è tratto.

Gli anni novanta

Nel corso dell’ultimo decennio del ventesimo secondo, in rosa bianconera si sono susseguiti diversi difensori di altissimo livello. Dapprima è toccato a Jurgen Kohler, difensore tedesco dal grande temperamento, divenire pilastro del pacchetto arretrato juventino.

Per colmare il vuoto lasciato dalla sua cessione, la Juve acquistò il jolly difensivo napoletano Ciro Ferrara e il “grintoso” centrale uruguaiano Paolo Montero: insieme andranno a comporre un duo temutissimo, come ha dichiarato anche la stella gallese Ryan Giggs.

Campioni del Mondo

Il 2006 è l’anno di Calciopoli, ma soprattutto del Mondiale in Germania: il 9 luglio a Berlino la Nazionale Italiana batte quella francese dopo i calci di rigori e si laurea campione del Mondo per la quarta volta nella sua storia.

Capitano di quella Nazionale è il napoletano Fabio Cannavaro, uno dei centrali più forti non solo della Juventus ma di tutti i tempi e che a fine anno verrà insignito del Pallone d’Oro. Un contributo fondamentale alla vittoria finale lo diede anche il terzino instancabile bianconero Gianluca Zambrotta.

Nella compagine francese, invece, il leader difensivo era Lilian Thuram, che la Vecchia Signora acquistò dal Parma alla cifra record di settanta milioni delle vecchie lire. Alla corte degli Agnelli affiancò proprio Cannavaro al centro della difesa nelle stagioni 2004-2005 e 2005-2006 contribuendo notevolmente alla conquista di due scudetti consecutivi, poi revocati.

La BBC

Arriviamo (quasi) ai giorni nostri. Nel 2011 sulla panchina dei bianconeri approda Antonio Conte, il quale schiera i giocatori in campo con il modulo 3-5-2 a lui tanto caro. È anche il primo anno nella nuova casa, lo Juventus Stadium, costruito sulle ceneri del tanto vituperato Stadio Delle Alpi.

Davanti a Gianluigi Buffon, il pacchetto arretrato è composto da tre difensori italiani: Andrea Barzagli, Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini. Il terzetto ha rappresentato negli anni a venire la vera marcia in più della squadra ed è stato riproposto anche in Nazionale dallo stesso tecnico pugliese.

 

 

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