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Juventus e Falso in Bilancio: Cosa c’è di vero?

La notizia è di quelle che farebbero sobbalzare dalla sedia anche il più calmo dei tifosi juventini. La Juventus, la Vecchia Signora del calcio italiano, potrebbe essere accusata di falso in bilancio. Ancora una volta sul banco degli imputati. Non bastassero tutte le accuse (vere o false) che Madama si è tirata addosso nella sua storia ultracentenaria. Non bastasse il fatto di aver pagato più di tutte le altre società coinvolte (perché i suoi vertici di allora erano più coinvolti di altri) il prezzo dell’inchiesta di Calciopoli.

Adesso è il passato che potrebbe ritornare di nuovo a bussare alle porte della società di Vinovo. Sono proprio i rimasugli dell’inchiesta che per la prima volta nella loro storia mandò in serie B i bianconeri. Il condizionale è ancora e comunque d’obbligo perché non è detto che alla fine anche la Juventus, come la Fiorentina, venga imputata del reato di falso in bilancio per mancati accantonamenti. Infatti se i vertici della società viola (compresi i patron Andrea e Diego Della Valle) sono stati già rinviati a giudizio dal GIP del Tribunale di Firenze, dopo una richiesta di archiviazione da parte della Procura, i magistrati di Torino devono ufficialmente ancora pronunciarsi. Ma perché falso in bilancio? L’accusa nei confronti della Fiorentina, che sarebbe la stessa anche nei confronti della Juve, è di non aver proceduto ad accantonare le somme necessarie a provvedere un eventuale risarcimento nei confronti della società Victoria 2000, vale a dire la società che nel 2006 era la proprietaria del Bologna Calcio. Il quale, proprio a causa del coinvolgimento nell’inchiesta di Calciopoli, verrà retrocesso in serie B. E per questo che l’allora presidente Giuseppe Gazzoni Frascara avrebbe chiesto un risarcimento di circa 113 milioni di euro sia alla Juventus che alla Fiorentina. Richiesta per soddisfare la quale, secondo il GIP di Firenze, le due società avrebbero dovuto mettere da parte vale a dire accantonare in bilancio, una somma di denaro.

Proprio nei confronti dei viola, il GIP di Firenze, nell’ordinanza di rinvio a giudizio, ha rilevato – come si legge in alcuni passaggi riportati dal sito Calcio&Finanza-  che “la voce fondo rischi e oneri del bilancio non prevedeva nessun accantonamento in relazione alle 5 cause civili pendenti al 31 dicembre 2015” e ancora, che “lo stesso bilancio presenta 3 incongruenze matematiche di grosso ammontare nei prospetti contabili”  e infine che la valutazione del rischio potenziale doveva essere “diversa” per “la posizione della società viola nella vicenda che ha portato al procedimento penale e sportivo” stabilita dalla Cassazione. Da qui la richiesta di rinvio a giudizio che spiazza del tutto la stessa società vola la quale, come si legge in una nota ufficiale, “prende atto con molta sorpresa la decisione del GIP che contraddice le conclusioni del Pubblico Ministero”.

Ma cosa rischia la Juventus? La posizione dei bianconeri, potrebbe essere diversa. A partire da quanto rilevato proprio dal consulente della Procura di Firenze, il quale, nei confronti della Fiorentina ha riconosciuto “un rischio (di risarcimento) evidentemente maggiore” rispetto alla Juventus che infatti nei suoi bilanci ha reputato un “rischio di condanna tra il 5 e il 50%”. Come peraltro la stessa società bianconera aveva chiarito in una nota dell’ottobre del 2016 nella quale veniva scritto che “in merito al ricorso del signor Gazzoni la società non ha nessun timore in base alle sue richieste e alle sue azioni” aggiungendo che “per appostare un accostamento di bilancio a fronte di una controversia in corso è necessario che il consiglio di amministrazione valuti che sia probabile la soccombenza e dunque insorga la passività”. Il quale, come disposto dal codice civile, valuta l’evento di rischio come “possibile”, “probabile” oppure “remoto”. Ma in tutti e tre i casi l’elemento di incertezza c’è sempre. E la valutazione del rischio che l’evento accada che non è mai semplice da quantificare spetta sempre al consiglio di amministrazione. E alla luce dei fatti, il Cda della Juve deve aver evidentemente classificato il rischio come molto basso: tra il possibile e il remoto. Ma, non probabile.

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