Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Julian Nagelsmann, il ragazzo che è già uomo

Quando diranno a vostro figlio che è ancora giovane, che se ha una passione prima o poi passerà, che crescendo si guasterà o si livellerà, cercate di non farvi prendere dalla paura del futuro. I talenti possono essere smussati, ma, come dice un mio amico che canta, dobbiamo cercare di non stroncare il Fabrizio De Andrè del 2026. Gli alibi dell’inesperienza, sono le vigliaccate che gli anziani, i senatori che hanno qualsiasi scranno, a volte cacciano fuori per paura. Paura che qualcuno che si affaccia al loro mondo possa sottrargli platea. Ecco che allora si tirano fuori alibi di titoli, ruoli, esperienze, mentre magari siamo di fronte ad un diamante grezzo e ci fottiamo di paura che brilli ovunque. Il ragazzo che vedete in foto si chiama Julian Nagelsmann, a ventuno anni giocava a calcio e voleva esordire tra i professionisti. Ma purtroppo una serie di problemi alla cartilagine delle ginocchia lo costringe al ritiro.

A quel punto il ragazzo forse si sarà sentito dire in famiglia “prenditi almeno un pezzo di carta, che non si sa mai”, si iscrive ad economia, ma dopo un po’ ha l’illuminazione, iscrivendosi a scienze motorie. Comincia ad accarezzare la carriera da allenatore, trovandosi nella situazione assurda di allenare a volte gente più vecchia di lui se non coetanea. La svolta nel 2016. Lui è allenatore delle giovanili nell’Hoffenheim, squadra che naviga pericolosamente al penultimo posto in classifica. Huub Stevens, che ne è l’allenatore, si ritira per problemi di salute. Perso per perso e per risparmiare qualcosa, decidono di dare un’opportunità al ragazzino, che di anni allora ne ha ventotto. Esatto. Ventotto. Il ragazzino però dopo le risatine iniziali di anziani della squadra, si fa capire e seguire. Risultato? Dal penultimo posto si sale alla salvezza. Potrebbe bastare così.

Ma il “ragazzino”, continua, con metodi di allenamento rivoluzionari, se la gioca anche nel campionato successivo. Ora, se guardate la rosa della squadra non è che trovate divinità della sfera scese in terra, ma semplici pedatori, ma l’orologio funziona talmente bene, che, udite, la squadra si qualifica ai preliminari di champions. Una bella favola, ma a volte si prova anche a macchiarla. I giornali si lanciarono a pesce nella polemica fomentata, quando Julian dichiarò che avrebbe voluto tanto allenare il Bayern, allora di Ancelotti. Fu lui stesso a smorzare tutto alla grande dicendo “non mi permetterei mai nemmeno lontanamente di dire che posso allenare la squadra al posto suo, ma che mi piacerebbe un giorno, siamo sinceri, ha più trofei lui in bacheca che mutande io nell’armadio”. E a proposito di mutande, diciamo che Julian non se l’è fatta per nulla sotto. E adesso se lo chiamano ragazzino, può rispondere molto chiaramente “ragazzino a chi?”. E gli anziani, con le loro belle targhe appese e il loro ruolo, se non sono disposti a farsi da parte, sentono brividi molto terreni, percorrere le loro schiene.

A cura di

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Da non perdere

Calcio

Erno Erbstein, storia di un uomo che sapeva allenare In occasione della Giornata della Memoria che si celebra oggi, vi raccontiamo la storia di...

Pugilato

Chi era Jackie McCoy, eroe silenzioso nel rumoroso mondo della boxe Il 15 gennaio del 1997 moriva di cancro Jackie McCoy, per quarantasei lunghi...

Basket

Don Haskins, il Martin Luther King bianco del Basket americano Si è festeggiato ieri negli Stati Uniti il Martin Luther King Day, per celebrare...

Altri Sport

Futsal, a tu per tu con Jorge Braz: In Nazionale è come se fosse sempre la prima volta Mancano esattamente due giorni all’Euro Futsal...

Calcio

La Tigre Arkan e un sogno chiamato Champions League Il 15 Gennaio del 2000 moriva Željko Ražnatović, meglio conosciuto come la Tigre Arkan, il...

Calcio

Gigi Radice non se ne andrà mai Di Gigi Radice non se ne sentiva parlare da tempo ed era fin troppo scontato che, quando...

Calcio

Dirk Schlegel e Falko Götz, i due talenti della Germania Est fuggiti dalla Stasi Ieri in Europa ricorreva la data simbolo della caduta del...

Calcio

La C2 del Licata e le origini di “Zemanlandia” Dilectissima. Così nel XIII° secolo Federico II di Svevia appellò Licata, cittadina in provincia di...

Calcio

Nils Liedholm: c’era una volta il “Barone” Avrebbe compiuto ieri 99 anni Nils Liedholm, indimenticabile Barone svedese del calcio italiano. Personaggio unico e inimitabile...

Calcio

Tommaso Maestrelli, l’allenatore che parlava agli uomini Il 7 ottobre 1922 nasceva a Pisa Tommaso Maestrelli, l’allenatore il cui valore andava ben oltre il...

Calcio

Franco Scoglio, Professore di calcio e di vita Il 2 ottobre 2005 ci salutava  Franco Scoglio, storico e iconico allenatore del Genoa. Il nostro...

Calcio

Francesco Totti: le tappe indimenticabili della storia del Capitano Compie oggi 45 anni Francesco Totti, capitano e leggenda della Roma e del calcio italiano....

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro