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Julian Nagelsmann, il “Mini Mourinho” di 29 anni fa sognare l’Hoffenheim

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L’Hoffenheim sta volando in Bundesliga.

Gli osservatori di vecchia data – neanche poi troppo – ricorderanno sicuramente un tempo passato nel quale i biancoblu davano già spettacolo, quella magica squadra capace di conquistare il titolo di campione d’inverno alla prima esperienza di sempre in Bundesliga nel 2008 a suon di Ibisevic, Carlos Eduardo e Salihovic, prima che il Wolfsburg rubasse lo scettro di campione di Germania.

Settimo posto e niente coppe, ma da quel giorno nella frazione di Sinsheim splende il sole.

Ebbene si, oggi quei ‘cattivi ragazzi’ sono tornati a fare razzie sui campi di Bundes, in uno dei campionati finora più divertenti d’Europa; se il Leipzig brilla al secondo posto, proprio il Wolfsburg naviga nei bassifondi della classifica, a braccetto con Schalke 04 ed Amburgo, ormai nobile decaduta per eccellenza.

E l’Hoffenheim? 19 punti fanno rima con terzo posto, zero sconfitte e – cosa piuttosto romantica – un decisivo Vedad Ibiševic, che ha scelto di tornare dopo tre anni fra la vicina Stoccarda e la capitale Berlino e lo ha fatto in grande stile. Sono sei le reti per il bosniaco, il tutto accompagnato da una squadra verdeggiante, promettente e radiosa.

A proposito di gioventù, il vero punto di forza dell’Hoffenheim sembra essere il tecnico Julian Nagelsmann, 29 anni e goderseli tutti.

Costretto da un grave infortunio al ritiro anticipato, quando ancora giocava nelle giovanili dell’Augsburg, proprio in casa ha trovato una spalla tanto importante per ritrovare morale quanto cruciale per il futuro da allenatore: Thomas Tuchel. Nobile mentore, lo ha accompagnato in panchina in qualità di vice-allenatore dei suoi ormai ex-compagni proprio nel 2008, quando l’Hoffenheim stupiva tutti con il suo calcio spettacolare.

Un paio di anni dopo è arrivata proprio la loro chiamata, prima per un ruolo da assistente nell’Under 17, poi da allenatore, poi ancora nell’Under 19 ed oggi l’arrivo sottovoce in prima squadra.

Prima due anni di economia all’Università, poi la presa di coscienza della vocazione per le Scienze Motorie; se durante il suo breve e fortunato periodo come assistente il portiere Tim Wiese lo chiamava ‘Mini-Mourinho’ un motivo ci sarà pur stato.

Sabato arriva la capolista, anzi bisogna andare a trovarla direttamente all’Alianz ArenA: sarà il turning point della stagione? Il giovane ma già esperto Nagelsmann riuscirà nella brillante impresa di stanare la corazzata di Carlo Ancelotti?

Beh, mal che vada resterà comunque l’allenatore più giovane di sempre.

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Redazione
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