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Johann Kastenberger: il maratoneta che scappava dalla polizia

Johann Kastenberger: il maratoneta che scappava dalla polizia

Il 15 novembre 1988 finiva tragicamente la fuga di Johann Kastenberger, un atleta sconosciuto nel mondo, ma che in Austria conoscono tutti non per meriti sportivi, ma perché fu il protagonista del caso criminale che coinvolse il maggior numero di forze dell’ordine nella storia austriaca.

Corri, Forrest, Corri!” La celebre frase del Film Forrest Gump, interpretato da Tom Hanks nel 1994, potrebbe, ben calzare, raccontando la storia del maratoneta Johann Kastenberger . Ma così non è.

Se da una parte la pellicola di Zemeckis ha come protagonista il puro e genuino Forrest, nel nostro caso parliamo di uno dei personaggi che dello sport e delle sue doti atletiche ne ha fatto un pretesto per avere un vantaggio nell’esecuzione di atti criminali e sanguinosi che trovarono il tragico epilogo il 15 Novembre del 1988.

Ma chi è Johann Kastenberger?

Nato nel 1958 a Sankt Leonhard am Forst, un piccolo paesino di 3000 anime nel nord est dell’Austria, Johann, che ha cambiato il suo cognome da box Berger a Kastenberger, prendendo quello della madre, è stato un talentuoso corridore di maratone che, soprattutto negli anni 80, ha ottenuto molti successi in diverse gare austriache. E’ divenuto famoso agli onori della cronaca, però, non tanto per le sue gesta sportive, ma perché, dai tempi del dopo guerra fino ai giorni nostri, rappresenta il caso criminoso austriaco che ha coinvolto il maggior numero di agenti di polizia impiegati nella sua ricerca: 450 totali, senza contare cani, elicotteri e macchine delle forze dell’ordine.

Come racconta lo scrittore Martin Prinz, autore della biografia dell’atleta, ripresa, in seguito, dal regista Benjamin Heisenberg nel film “Il rapinatore” del 2010, Johann Kastenberger, la cui infanzia e gioventù fu influenzata dall’abbandono del padre e dall’esasperazione della madre che doveva crescere 6 figli, aveva nel suo intimo un desiderio parallelo alla sete di vittoria nelle gare a cui partecipava. Come una dipendenza vera e propria, il maratoneta veniva spinto dal desiderio di commettere rapine in banca, assuefatto dall’adrenalina e dalla tensione che un atto del genere sprigionava in lui.

Ma veniamo ai fatti: nel 1977 e, precisamente il 25 ottobre, Kastenberger, che nel frattempo aveva lasciato gli studi di ingegneria, commette il primo colpo in banca presso la Volksbank in località Pressbaum, Austria. In occasione di quella rapina, Johann riesce ad appropriarsi di una somma intorno ai 70000 scellini (attuali 5 mila euro).

In seguito all’accaduto, l’atleta viene arrestato dalla polizia su un treno, presso la stazione ovest di Vienna, grazie alla descrizione fornita agli agenti da un impiegato di banca. Viene condannato a 7 anni di prigione. La curiosità, nel suo periodo di detenzione in carcere, è che a Johann viene concessa la possibilità di continuare i suoi allenamenti da maratoneta, grazie all’installazione, all’interno della sua cella, di un tapis roulant. Rilasciato con la condizionale dopo 6 anni, viene iscritto all’ufficio di collocamento per i programmi di recupero. In questa occasione, viene in contatto con un’impiegata con la quale inizia una storia d’amore e, conseguentemente, decide di trasferirsi nell’abitazione di lei a Vienna.

Ma la sua “fame” non si è placata. Anzi.

Kastenberger, quasi divorato dal suo impulso a delinquere, si spinge oltre: il 13 Agosto del 1985, tenta l’assalto alla Raiffeisen Bank ad Hafnerbach. In questa occasione, per evitare di essere incastrato dagli impiegati, come nella prima rapina, decide di indossare una maschera rappresentante il volto del Presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan. Essendo dotato di un fucile a pompa, Johann viene, da quel momento in poi, denominato Pump-gun Ronnie. A causa dell’arrivo delle volanti, però, Kastenberger non porta a termine il colpo ed è costretto a fuggire. Malgrado il travestimento, la polizia punta l’indagine, sin da subito, su di lui, il quale, però, viene protetto dalla sua fidanzata, grazie ad un falso alibi.

Nello stesso giorno, Johann, da rapinatore si era, però, già trasformato in assassino, a seguito dell’omicidio di un uomo, come lui iscritto al programma di recupero, Ewald Pollhammer, solo per aver fumato durante un corso per imparare il mestiere di fabbro. Negli anni che vanno dal 1986 al 1988, Pump-gun Ronnie, mette a segno svariati colpi in banca e rapine ad esercizi commerciali, riuscendo sempre a farla franca grazie alle sue, già citate, doti atletiche.

Infatti, in molte occasioni, Kastenberger riesce ad eludere la polizia e gli inseguimenti, scappando a piedi, di corsa, per chilometri e chilometri fino a far disperdere le sue tracce. Parallelamente, sempre sfruttando la sua facilità di corsa e il suo fisico da incredibile atleta, riesce a vincere un’importante maratona di montagna in Austria, la Kainach Mountain Marathon, con arrivo a 2000 metri, ottenendo il record mondiale indiscusso di 3:16:07.

Nel 1988, la corsa di Kastenberger arriva al capolinea: dopo che il Presidente della Polizia viennese aveva dato incarico ai suoi sottoposti di diramare un identikit del maratoneta e un’offerta di ricompensa per chi lo avesse trovato, viene arrestato in seguito al riconoscimento da parte di un poliziotto in un video del sistema di sorveglianza di una banca “visitata” da Johann. Contestualmente, viene arrestata anche la fidanzata, rea di averlo coperto in occasione della prima rapina, dopo il suo rilascio nel 1985.

In occasione dell’interrogatorio, Kastenberger stupisce tutti di nuovo: scappa dalla caserma, buttandosi dalla finestra, atterrando sul tetto di una macchina parcheggiata e fuggendo come un forsennato per tutta la città. Nei giorni a seguire, riesce ad eludere un tentativo di arresto, scappando di nuovo, nascondendosi nella foresta circostante.

La sua storia termina quando, dopo aver rubato un’auto, il maratoneta, tentando di forzare un posto di blocco, a St. Polten, sentitosi ormai braccato dalla polizia, che aveva cominciato a fare fuoco sulla macchina, imbraccia il suo fucile, “il pump – gun “che lo aveva reso famoso, e fa la cosa che gli è sempre riuscita meglio: sfugge all’arresto, suicidandosi con un colpo alla testa. Finisce, così, la corsa di Johann “Pump gun Ronnie” Kastenberger.

Un  grande maratoneta che non ha saputo fermarsi e che, metro dopo metro, si è avvicinato inesorabilmente al suo triste finale, scappando, questa volta, da un futuro costellato di successi sportivi.

 

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