Quantcast
Connect with us

Cerca articoli

Calcio

Jake Livermore, che non ha mai cercato scuse

Jake Livermore, che non ha mai cercato scuse

Testo: Ettore Zanca

Illustrazione: Enrico Natoli

Compie oggi 31 anni Jake Livermore, il calciatore inglese che in vita sua non ha mai cercato scuse. Vi raccontiamo la sua storia.

Tutto è possibile se impariamo a vedere la notte non come il buio che spaventa ma come una lavagna su cui scrivere. Lo sa bene Jake, che la notte l’ha attraversata e ha trovato chi lo ha condotto fuori. Jake Livermore adesso è un calciatore del West Bromwich, in Inghilterra. Quando lo vediamo perdersi, invece, sta giocando per l’Hull City. Siamo nel 2015, dopo una partita di campionato, Jake viene trovato positivo alla cocaina. La squadra lo sospende immediatamente e le norme, in caso di condanna del giudice sportivo, autorizzano il club a fare del contratto carta straccia.

Jake è disperato, ma nella sua disperazione si innesca una sorta di lucidità. Se proprio deve andare a fondo, lo farà dicendo tutta la verità. I giudici sportivi, prima di decidere la squalifica di un giocatore, ascoltano quello che ha da dire a sua discolpa. Spesso sentono delle scuse surreali e illogiche, il colpevole si arrampica sugli specchi come di fronte a qualsiasi tribunale. Per cui quando Livermore si presenta, sono pronti all’ennesima dichiarazione farsesca. Invece il giocatore ammette tutto. Dichiara che ha fatto uso di cocaina e che è colpevole. Quindi se deve essere punito, che scatti la sanzione prevista, ovvero due anni lontano dai campi. Ma c’è un ma.

Livermore dice di essere colpevole, ma vuole anche spiegare i motivi che lo hanno portato al gesto. Sua moglie aspettava un bimbo, il loro sogno si stava realizzando. Durante il parto qualcosa è andato storto e il bambino è morto. Per Jake è stato un trauma forte. E per difendersi dal dolore accecante, ha trovato rifugio nella droga. Si dichiara colpevole e non chiede nulla più che sapere il suo destino. Il giudice sportivo a quel punto fa una cosa inimmaginabile. Lo assolve. Livermore può tornare a giocare per “straordinari motivi personali”, con l’ammonizione di non ripetere mai più l’errore, anche perchè deve comunque comportarsi da padre che dovrebbe dare l’esempio, nonostante il dolore.

Da quel momento la vita sembra aver sorriso a Livermore, che è tornato sui campi e ha avuto un’altra possibilità. Infatti successivamente è nato Jayce e Livermore non scorda che deve essere un esempio. Non ci è più ricascato.

Si è anche guadagnato qualche convocazione in nazionale. Del resto Livermore significa letteralmente “più fegato”. Evidentemente Jake ne ha avuto tanto, per andare incontro alla tempesta e portare se stesso verso un porto più tranquillo. Dove il buio è diventato una lavagna su cui scrivere la sua storia.

Ti è piaciuta la storia? Segui Lo Sport oltre la siepe su Facebook!

Ettore Zanca
A cura di

Da non perdere

Calcio

Pierino Prati, il mestiere di far goal Il 22 giugno 2020 ci lasciava Pierino Prati, l’attaccante del Milan e della Roma, campione d’Europa con...

Altri Sport

Lou Gehrig, lo Sportivo che ci ha fatto conoscere la SLA Per la Giornata Mondiale per la lotta alla Sla che si celebra oggi,...

Calcio

Manu Chao, la passione per il calcio con il Genoa nel cuore Il 21 giugno 1961 nasceva, nella città di Parigi, José Manuel Arturo...

Calcio

Mario Corso, il poeta maledetto del calcio italiano Il 20 giugno 2020 ci salutava Mario Corso, il funambolo dell’Inter, soprannominato “Mandrake” per le sue...

Basket

La Legge Len Bias: quando per cambiare le regole ci deve scappare il morto Il 19 Giugno 1986 una overdose di cocaina interrompe il...

Basket

Dirk Nowitzki: quando il Basket incontrò la matematica Compie oggi 43 anni Dirk Nowitzki, il fenomeno tedesco che in NBA ha fatto la storia...

Motori

Kevin Schwantz, il “kamikaze” che ha reso pazzo il motociclismo Compie oggi 57 anni Kevin Schwantz, pilota iconico del Motociclismo a cavallo tra gli...

Altri Sport

I rivoluzionari dello Sport: Bill James, l’inventore dell’algoritmo vincente Il 17 giugno 2003 veniva pubblicato il libro “Moneyball” in cui l’autore Michael Lewis racconta...

Calcio

Gli Europei e le scorie della Guerra Fredda Nel 1991 ho accompagnato la nazionale di calcio under 21 dell’allora Unione Sovietica in una delle...

Motori

Fratelli di Montreal: quando il Gp del Canada parlava italiano Se non ci fosse stato il Covid-19, oggi in Formula Uno si sarebbe disputato...

Calcio

Mauro Tassotti, il Djalma Santos bianco “Puoi togliere il ragazzo dal ghetto ma non il ghetto dal ragazzo”, dice Zlatan Ibrahimovic. Potremmo portare questa...

Altri Sport

Stoccolma 1956: quelle Olimpiadi Australiane che si disputarono in Svezia Domenica 10 giugno 1956 allo Stockholm Stadium nell’omonima città di Stoccolma si svolse una...

Gioco Pulito è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma – Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 Società Editrice Io Gioco Pulito srls - Direttore Responsabile Antonio Padellaro