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Jackie Robinson: il pioniere dei diritti degli afroamericani nello Sport

Jackie Robinson: il pioniere dei diritti degli afroamericani nello Sport

Il 24 ottobre 1972 moriva Jackie Robinson, il primo afroamericano della storia a debuttare nel campionato professionistico americano di baseball. La sua storia è diventata simbolo per la faticosa e dolorosa lotta per i diritti della popolazione nera, in un periodo in cui il colore della pelle determinava il tuo ruolo nella società.

«Non sono interessato alla vostra simpatia o antipatia… tutto quello che chiedo è che mi rispettiate come essere umano.»

Il 15 aprile di ogni anno si festeggia negli Stati Uniti il Jackie Robinson Day per ricordare l’esordio, avvenuto nel 1947, di Jackie Robinson nella MLB, la lega professionistica di baseball, diventando il primo afroamericano a debuttare in campionato.

Fin ad allora, infatti, gli afroamericani potevano giocare solo in una lega ad hoc chiamata Negro League. Le prestazioni di Robinson finirono sotto gli occhi dei Dodgers, all’epoca squadra di Brooklyn (oggi a Los Angeles) che decisero di ingaggiarlo malgrado l’opposizione degli addetti ai lavori e dei tifosi.

In realtà già sul finire del diciannovesimo secolo altri giocatori neri giocarono in MLB prima che venisse comunemente accettato un accordo non scritto, detto “baseball color line”, nel quale si mettevano dei vincoli all’ingaggio di atleti afroamericani.

In aggiunta, con l’accoglimento della Legge Jim Crow dal 1890 fino al 1947 i campionati professionistici americani furono composti esclusivamente da bianchi mentre i neri giocavano in campionati separati.

Il 15 aprile 1947 all’Ebbets Field di Brooklyn davanti a oltre 23.000 spettatori, Jackie Robinson esordisce rompendo di fatto il muro della segregazione razziale negli sport americani. Le reazioni furono molto negative sia da parte dei tifosi avversari che dagli stessi compagni di squadra con insulti razziali e fischi. La cosa continuò anche nella partite successive ma ormai il passo era stato fatto e avrebbe per sempre cambiato la storia dello sport a stelle e strisce.

In sua difesa però arrivarono alcuni suoi compagni di squadra, il più celebre fu Pee Wee Reese che si fece immortalare in una foto in cui appoggiava una mano sulla spalla di Jackie. La foto divenne un manifesto di uguaglianza e divenne in seguito una statua che è tutt’ora esposta a Coney Island. Di Reese viene ricordata anche una frase rimasta nella storia:

“Puoi odiare un uomo per molte ragioni. Il colore non è una di queste”

Dopo il suo ritiro avvenuto nel 1958 a causa del diabete, Jackie si dedicò al mondo imprenditoriale e alla politica, lavorando per il comitato elettorale di Rockfeller.

Nel 1972 i Dodgers ritirarono la sua maglia, la storica numero 42, mentre nel giorno del 50esimo anniversario dell’esordio, nel 1997, la MLB impose il divieto di indossare il 42 per tutti i giocatori di tutte le squadre partecipanti, fatta eccezione per le partite che si disputano, per l’appunto il 15 aprile di ogni anno. Alcuni team negli anni passati hanno deciso di far indossare all’intero roster la maglia 42 per onorare la sua memoria e soprattutto la sua impronta indelebile nella lotta contro il razzismo.

A lui sono dedicati premi e impianti sportivi, e nel 2013 è stato prodotto un film con il titolo “42 – La vera storia di una leggenda americana” che ripercorre tutta la sua vita, che vi invitiamo a vedere.

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