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Giuseppe Galderisi, un “Nanu” negli Stati Uniti

Giuseppe Galderisi, un “Nanu” negli Stati Uniti

A metà degli anni Novanta, con una Major League Soccer praticamente nuova di zecca, la migrazione di italiani nella terra dell’American Dream diventa elemento assai meno raro rispetto al passato.

Avviene, così, che Donadoni e Caricola si accasino in quel di New York e che, soltanto qualche mese dopo, decidano di seguirli altri due connazionali con un passato di grande livello in patria: stiamo parlando di Giuseppe ‘Nanu’ Galderisi e di Walter Zenga.

Il protagonista dell’appuntamento odierno è l’ex centravanti, tra le tante, di Juventus e Padova.

‘Nanu’, come viene affettuosamente soprannominato nel mondo del calcio a causa della sua altezza non esattamente macroscopica, inizia la propria carriera nella Juventus. Cosa chiedere di più, si potrebbe affermare?

Eppure, Galderisi riesce ad affermarsi, in età giovanile, grazie ai gol e alla caparbietà mostrati con la maglia del Verona di Bagnoli, con il quale conquista lo storico tricolore della stagione 1984-85. Dopo tre stagioni trascorse tra le fila degli scaligeri, l’attaccante sembra poter spiccare definitivamente il volo con la casacca rossonera del Milan.

‘Nanu’, infatti, è uno dei primi colpi messi a segno da Silvio Berlusconi. Tutto lascerebbe presupporre che Galderisi diventi una colonna portante della squadra affidata ad Arrigo Sacchi. Ma non è così. I gol messi a segno sono soltanto tre in stagione e il centravanti di Salerno viene, così, ‘scaricato’ alla Lazio, allora militante nella serie cadetta.

L’esperienza romana, così come il successivo ritorno a Verona, non è, tuttavia, positiva per ‘Nanu’, che a soli 26 anni pare aver smarrito il grande talento mostrato fino a poche stagioni prima.

Rinascerà a Padova, dove trascorrerà sei magnifiche annate, prima di giungere nella neonata MLS statunitense.

E’ l’inizio del 1996, quando Galderisi decide di sposare il progetto dei New England Revolution.

La sua esperienza nel Massachusetts, però, si rivela completamente avara di soddisfazioni. 4 presenze e zero gol bastano ai vertici del club per decidere di salutare senza troppi rimpianti l’ex attaccante del ‘Verona dei miracoli’.

Mai errore fu più grossolano.

A 33 anni, Galderisi è ancora un attaccante in salute e voglioso di buttare il pallone nel sacco e lo dimostra a Tampa. ‘Nanu’, infatti, firma per i Tampa Bay Mutiny, società alla stagione d’esordio in MLS che, con sette gol in 21 partite, trascinerà alla conquista del Supporters’ Shield.

Per parte della stagione seguente, il calciatore resta a Tampa, dove realizza gli ultimi cinque gol della sua onorata carriera.

A metà campionato, però, richiamano i New England Revolution e Galderisi non resiste alla tentazione di affermarsi pure lì dove non aveva avuto la possibilità di farlo. Frank Stapleton, tecnico che aveva ben presto messo da parte Galderisi l’anno precedente, non è più sulla panchina dei Revolution e ‘Nanu’ è convinto di poter continuare a gonfiare le reti americane sotto la guida del nuovo allenatore Thomas Rongen, che, nel corso della conferenza stampa di presentazione, definisce Giuseppe Galderisi un “calciatore dotato di un talento e un’esperienza incredibili”.

Il General Manager Brian O’Donovan, invece, afferma: “L’esperienza di Beppe nella nostra stagione inaugurale non è andata certo come ci attendevamo ma sono convinto che, grazie ai molti cambiamenti che abbiamo provveduto ad effettuare e all’atmosfera gioiosa che c’è ora in squadra, lui risulterà decisivo per portarci ai playoff e a vincere il titolo”.

Le ultime parole famose: Giuseppe Galderisi scenderà in campo (nuovamente) con i New England Revolution per sette volte prima di appendere definitivamente gli scarpini al chiodo.

Matteo Luciani
A cura di

Nato a Roma sul finire degli anni Ottanta, dopo aver conseguito il diploma classico tra gloria (poca) e insuccessi (molti di più), mi sono iscritto e laureato in Lingue e Letterature Europee e Americane presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata. Appassionato, sin dall'età più tenera, di calcio, adoro raccontare le storie di “pallone”: il processo che sta portando il ‘tifoso’ sempre più a diventare, invece, ‘cliente’ proprio non fa per me. Nel 2016, ho coronato il sogno di scrivere un libro tutto mio ed è uscito "Meteore Romaniste”, mentre nel 2019 sono diventato giornalista pubblicista presso l'Ordine del Lazio

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