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Italian Fighting Championship, la rivoluzione delle MMA italiane

C’è aria di novità nel mondo delle MMA italiane, sport da combattimento che riassume in se un po’ tutte le arti marziali praticate al mondo e che in tanti paesi esteri, a cominciare dagli Stati Uniti riempie i gli stadi e ha audience elevatissime in pay per view, mentre da noi è ancora in pieno sviluppo, e si cominciano a vedere i primi risultati:  tre atleti italiani dal 2016 sono arrivati in UFC, la massima promotion mondiale della specialità: i pesi medi Marvin Vettori ed Alessio Di Chirico e Mara Borella nella divisione  femminile, e tutti e tre stanno facendo piuttosto bene.



Martedì 16 a Milano è invece stata presentata una nuova promotion che ha tutte le premesse per riuscire al meglio: Italian Fighting Championship. A guidarla uno dei nomi più famosi della MMA italiane, il poliedrico Alex Dandi, noto agli appassionati in primis per essere da anni la voce di UFC su Fox Sport Italia dove ha fatto conoscere le MMA a molti, ma attivo in tanti altri ruoli: manager di promettenti atleti italiani, matchmaker, la figura che studia gli abbinamenti nei match in maniera da cercare di offrire al pubblico il miglior spettacolo possibile, e promoter di eventi anche in passato, soprattutto con Venator, organizzazione che ha presentato diverse serate di MMA in Italia tra cui è rimasta nel ricordo in particolar modo quella del maggio 2016 a Sesto San Giovanni dove si erano visti atleti di altissimo livello, diversi dei quali, Marvin Vettori su tutti, hanno subito dopo ottenuto un contratto UFC.

Lasciata Venator per divergenze di vedute col suo Presidente, Frank Merenda, Alex Dandi ha deciso di lanciare la sua organizzazione, IFC iniziali appunto di Italian Fighting Championship che è stata svelata al pubblico nel corso di una conferenza stampa a Milano con obiettivi chiari, un programma di tre eventi già definito e la possibilità per tutti gli appassionati, da qui al 18 febbraio, di diventarne soci sostenitori attraverso un tesseramento:

IFC è una promotion open source – ha spiegato Dandi in conferenza stampa – ovvero è una promotion trasparente, sostenibile, condivisibile e modificabile. Trasparente perché i bilanci economici saranno visibili a tutti i soci sostenitori insieme a tutta una serie di informazioni interne in una newsletter periodica. Sostenibile perché si basa su un modello di business solido e consolidato e garantirà borse eque per i fighter che otterranno progressivamente borse più alte vincendo e rimanendo attivi. Condivisibile perché il completo “know-how” mio e dello staff sarà a disposizione di chiunque vorrà organizzare eventi insieme a noi. Modificabile perché non ci saranno dogmi. Periodicamente i soci sostenitori potranno dire la loro attraverso questionari e ciò che non piacerà sarà modificato”.

Tre sono al momento gli eventi in programma, due a Milano e uno a Venezia. E’ ancora Alex Dandi a raccontarceli:

“IFC 1 La notte degli emergenti – 18 Febbraio – Milano Un vero e proprio showcase dei migliori giovani talenti pro da tenere d’occhio per il futuro in 5 diverse divisioni di peso! IFC 2 La notte degli imbattuti – 10 Marzo – Venezia La notte in cui i top fighter italiani ancora imbattuti torneranno in azione nel corso della stessa notte! IFC 3 – La notte dei campioni – 5 Maggio – Milano Sarà la notte in cui verranno messi in palio almeno tre titoli in tre diverse categorie di peso ed uno di questi titoli si vincerà in un torneo tutto in una notte!”

Gli appuntamenti milanesi si svolgeranno presso il Teatro Principe, luogo storico anche per il pugilato, location non enorme, circa 500 i posti disponibili, ma ideale per permettere a IFC di muovere i suoi primi passi senza strafare, appunto nella maniera sostenibile sottolineata nella presentazione dal suo fondatore.

 

Francesco Beltrami

Francesco Beltrami nasce 55 anni fa a Laveno sulle sponde del Lago Maggiore per trasferirsi nel 2007 a Gozzano su quelle del Cusio. Giornalista, senza tessera perché allergico a ogni schema e inquadramento, festeggerà nel 2020 i trent'anni dal suo primo articolo. Oltre a raccontare lo sport è stato anche atleta, scarsissimo, in diverse discipline e dirigente in molte società. È anche, forse sopratutto, uno storico dello sport, autore di diversi libri che autoproduce completamente. Ha intenzione di fondare un premio giornalistico per autoassegnarselo visto che vuol vincerne uno e nessuno glielo da.

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